Francesco Lojacono

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Francesco Lojacono

Francesco Lojacono (Palermo, 16 maggio 1838Palermo, 28 febbraio 1915) è stato un pittore italiano, considerato il più importante paesaggista dell'Ottocento siciliano. Fu tra i primi pittori ad utilizzare la fotografia come riferimento per realizzare le sue opere.

Le paludi, 1895-1900 (Fondazione Cariplo)
Francesco Lojacono: Veduta di Palermo (1875)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lojacono[1] fu iniziato alla pittura dal padre Luigi, pittore a sua volta.[2] Fu poi allievo di Salvatore Lo Forte.[3]

Nel 1856, a 18 anni, si trasferì a Napoli, dove affinò le sue doti frequentando diversi pittori viaggiatori e soprattutto entrando nella scuola dei fratelli Giuseppe e Filippo Palizzi. Dalla città partenopea si spostò spesso: prima verso Firenze, dove entrò in contatto con la scuola dei Macchiaioli.

Nel 1860, a 22 anni, dopo lo sbarco dei Mille a Marsala, prese parte con il padre Luigi e il fratello Salvatore, alla Spedizione dei Mille.[3] A luglio fu ferito nella Battaglia di Milazzo ma continuò a combattere. Il 1º ottobre, agli ordini di Nino Bixio e insieme ad altri artisti, tra cui vi era Vincenzo Ragusa, partecipò alla Battaglia del Volturno.[4] Il 29 agosto 1862, insieme a Giuseppe e Menotti Garibaldi, fu fatto prigioniero in Aspromonte.

Nel 1862 tornò in Sicilia, durante i sei movimentati anni precedenti aveva frequentato diverse personalità note, ottenendo una discreta fama. Nel 1864 espose a Firenze Mare all'Acquasanta, acquistato da Luigi Federico Menabrea, futuro Presidente del Consiglio del Regno d'Italia.

Nel 1870 espose il dipinto La valle dell'Oreto a Vienna e a Parigi, due anni dopo fu nominato Professore di Paesaggio all'Accademia di Belle Arti di Napoli[3] e nel 1874 le sue opere furono esposte a Bordeaux.

Negli anni ottanta del secolo conosce a Palermo il giovane pittore Gennaro Pardo, di cui diventa amico e mentore, e che diventerà un suo erede artistico.

Guadagnatosi il soprannome di Ladro del sole, o Pittore del sole per la sua capacità di infondere luminosità alle proprie tele, nel 1878 espose le sue opere all'Esposizione internazionale di Parigi, consolidando la sua fama internazionale.

Nel 1891-1892 presentò L'estate all'Esposizione Nazionale di Palermo, e nel 1895 partecipò alla prima Biennale di Venezia a cui sarà invitato anche successivamente. Fu suo allievo il paesaggista palermitano Ettore De Maria Bergler.

Tra i suoi committenti vi furono diversi aristocratici: nel 1883 L'arrivo inatteso fu acquistato a Roma dalla regina Margherita di Savoia per il Palazzo del Quirinale, Dopo la pioggia fu realizzato nel 1886 per la principessa Giulia Lanza di Trabìa, e L'estate fu acquistato dal re Umberto I nel 1891.[3] Tra i tanti commenti della critica, nel 1883 Gabriele D'Annunzio pubblicò i commenti più entusiasti.[5]

Uno dei suoi allievo era Michele Catti, chi costituiscono con Lojacono e Leto la triade canonica del paesaggio siciliano dell'Ottocento.[6][7][8]

Morì a Palermo nel 1915, all'età di 76 anni, dopo avere stretto una sincera amicizia con Gabriele d'Annunzio, che lasciò traccia di questo rapporto nelle proprie pagine[senza fonte]. La sua sepoltura si trova nel cimitero di S. Spirito di Palermo.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Alla ricerca di una resa pittorica più aderente della realtà, fu tra i primi a interessarsi alla fotografia.

Pescatori davanti a Monte Pellegrino.

Gran parte dei suoi quadri sono custoditi a Villa Malfitano e nella Galleria d'Arte Moderna di Palermo[11] e nel Museo Civico di Agrigento come parte della collezione Sinatra. Alcune sue opere sono esposte alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, alle Gallerie d'Italia di Milano, al museo nazionale di Capodimonte e al museo di Villa Zito di Palermo della Fondazione Sicilia.

  • Dopo il tramonto, 1876
  • Veduta di Palermo, 1875, olio su tela, 78 x 156 cm. Palermo, Galleria d'Arte Moderna.[11]
  • Veduta di Monte Catalfano, 1865-1870 circa. Olio su tela, 45 x 109 cm. Palermo, Galleria d'Arte Moderna.
  • Vento in montagna, 1872, olio su tela, 106 x 134,5 cm. Palermo, Galleria d'Arte Moderna.
  • L'arrivo inatteso, campagna siciliana, 1883, olio su tela. Roma, Palazzo del Quirinale.
  • Spiaggia con pescatori, olio su metallo, Museo Fortunato Calleri di Catania.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dei Mille di Marsala
«Ai prodi cui fu duce Garibaldi»
— Palermo, 21 giugno 1860

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alla GAM sono esposti due ritratti postumi di Francesco Lojacono, uno realizzato da Archimede Campini (busto in gesso, cm 77 x 66 x 44, 1920 ca.) e l'altro da Onofrio Tomaselli (olio su tela, cm 50,5 x 44, 1930 ca.)
  2. ^ Scheda su Luigi Lojacono. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  3. ^ a b c d e Francesco Lojacono, notizie biografiche. URL consultato il 17 gennaio 2010.
  4. ^ Laura Pisanello. Francesco Lojacono il «ladro del sole». Padova, «Messaggero di S.Antonio», Dicembre 2005. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  5. ^ a b Conferenza stampa della Mostra retrospettiva del 2005 su Lojacono. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  6. ^ Alida Giardina, Michele Catti, Palermo, Italo-Latino-Americana Palma, 1974.
  7. ^ CATTI IL PITTORE DELLA CITTÀ COSÌ SVELÒ LA MALINCONIA DELL' ISOLA, su ricerca.repubblica.it.
  8. ^ Michele Catti, protagonista dell'800 siciliano. A palazzo S.Elia una mostra dedicata all'artista palermitano, su provincia.palermo.it.
  9. ^ Recensione sulla retrospettiva alla Gam. URL consultato il 18 gennaio 2010.
  10. ^ Comunicato stampa della Mostra retrospettiva su Lojacono (2005). URL consultato il 18 gennaio 2010.
  11. ^ a b Opere della Galleria d'Arte Moderna di Palermo PDF consultato il 17 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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