Gaio Cassio Longino (console 73 a.C.)

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Gaio Cassio Longino
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Gaius Cassius Longinus
Gens Cassia
Consolato 73 a.C.

Gaio Cassio Longino (latino: Gaius Cassius Longinus; floruit 73-66 a.C.; ... – ...) fu un comandante militare e politico della Repubblica romana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Console per il 73 a.C., assieme al collega Marco Terenzio Varrone Lucullo fece passare la lex Terentia et Cassia frumentaria, in base alla quale lo Stato doveva comprare il grano in Sicilia e rivenderlo a basso prezzo a Roma.[1]

L'anno successivo fu proconsole nella Gallia cisalpina; in occasione della terza guerra servile, Cassio cercò di fermare l'avanzata di Spartaco nei pressi di Mutina (Modena) mentre l'esercito degli schiavi ribelli tentava di penetrare in Gallia, ma fu sconfitto e salvò a mala pena la propria vita.[2]

Nel 70 a.C. fu uno dei testimoni nel processo contro l'ex-governatore di Sicilia, Verre. Nel 66 a.C. fu uno dei sostenitori della lex Manilia,[3] con la quale Gneo Pompeo riceveva il comando della guerra contro Mitridate VI del Ponto.

È possibile che fosse il padre del più famoso Gaio Cassio Longino, uno dei congiurati che uccisero Gaio Giulio Cesare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Smith, William, "Frumentariae Leges", A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875, pp. 548-551.
  2. ^ Plutarco, Crasso, ix.7.
  3. ^ Cicerone, "Manil.", lxviii.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Broughton, T. Robert S. Magistrates of the Roman Republic, vol. 2. Cleveland: Case Western University Press, 1968, pp. 109, 117.
  • Bradley, Keith. Slavery and Rebellion in the Roman World. Bloomington: Indiana University Press, 1989, p. 96. ISBN 0-253-31259-0
Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Marco Aurelio Cotta,
Lucio Licinio Lucullo
(73 a.C.)
con Marco Terenzio Varrone Lucullo
Gneo Cornelio Lentulo Clodiano,
Lucio Gellio Publicola