Franco Monaco (giornalista)

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Franco Monaco

Franco Monaco, vero nome Francesco (Spezzano della Sila, 21 novembre 1915), è un giornalista e scrittore italiano. Risiede a Roma.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in Legge all'Università La Sapienza di Roma. Sull'altopiano della Sila ha partecipato alle gare ippiche organizzate, in quegli anni, dal Direttore del Deposito Stalloni, di Santa Maria Capua Vetere, un ente impegnato nel miglioramento della razza equina italiana.

Dal 2002 al 2008 ha partecipato, alla guida della sua Maserati, alle gare di regolarità su vari circuiti, organizzate dal Club Maserati del quale era presidente il costruttore De Tomaso. ("Navigatore" la consorte Margherita).

Dal 1938 al 1941 è stato redattore del settimanale degli Universitari romani Roma Fascista, con l'incarico di critico cinematografico. Il suo primo articolo è stato dedicato al "Dottor Jeckill".

Nel 1941 redattore de Il Giornale d'Italia, diretto da Virginio Gayda (portavoce ufficioso del Capo del Governo per la politica estera).

Dopo il servizio militare (ufficiale in un Battaglione costiero e poi nel reggimento di cavalleria "IX Lancieri Firenze") ha ripreso il lavoro di giornalista.

Dal 1945 al 1947 è stato redattore de La Tribuna del Popolo con incarichi vari: critico cinematografico; titolare della rubrica quotidiana Una al giorno, poi cambiata in Allegretto; inviato per servizi speciali.

Nel 1948 Gerente Responsabile de L'Ora d'Italia (quotidiano fondato da Emilio Patrissi, parlamentare staccatosi dall' Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini).

Dal 1950 al 1980 ha lavorato all'Enit (Ente Nazionale Italiano Turismo) con incarichi di vertice: Redattore Capo del Notiziario Turistico Italia; quindi Direttore Responsabile della rivista L'Italia e Capo Ufficio della Presidenza.

In questo periodo ha letteralmente "rastrellato" l'Italia, percorrendola in lungo e in largo per documentarne le attrattive, e farle conoscere all'estero, con articoli e con servizi fotografici. Ha viaggiato in auto e in treno, sempre munito di due macchine fotografiche, una Leica e una Rolleiflex. Nel 1956 ha fatto materia di lavoro turistico perfino il suo viaggio di nozze, servendosi della graziosa moglie per animare immagini fotografiche di Ansedonia, di Orbetello, della Grotta della Bàsura, del Giardino Hambury, di San Remo e di San Romolo, di Portofino e di altre località della Liguria.

Nel periodo 1950-1980 ha, inoltre, pubblicato alcuni libri di carattere turistico.

Nel 1957 è stato collaboratore della Rai.

Nel 1963 ha creato l'Agenzia giornalistica Italia Notizie e nel 1987 l'Agenzia giornalistica Documenti Italia, ambedue tuttora attive con periodicità settimanale.

Dal 1967 al 1973 è stato collaboratore turistico del Giornale d'Italia.

Concluso nel 1980 il lavoro all'enti, Franco Monaco si è dedicato interamente al quotidiano Linea (organo del Movimento Sociale Fiamma Tricolore fondato da Pino Rauti), pubblicandovi centinaia di articoli e le rubriche "Italiani discutibili" (medaglioni di centinaia di italiani d'oggi) e "Italia così", seguiti poi dalla rubrica bisettimanale "Parliamoci chiaro" nella quale ha messo a fuoco personaggi e situazioni paradossali della mediocre realtà nazionale odierna.

Dal 1974 al 1994 Franco Monaco ha pubblicato una serie di libri di carattere politico, pur rimanendo assolutamente fuori del Palazzo. Anzi Monaco è forse l'unico giornalista che non ha mai messo piede né a Palazzo Chigi, né a Montecitorio, né a Palazzo Madama.

Ecco la serie di libri con la quale ha documentato, con garbata ironia, talvolta con disperazione, la strage di valori avvenuta in Italia dal 1945 in avanti:

  • Un addio alla nausea Ed. I-N, 1974. Pag. 194. L'Italia appena uscita dal secondo conflitto mondiale, massacrata dai bombardamenti americani e già in preda a fazioni, appetiti, manovre ambigue dei "liberatori" e degli approfittatori. Tornano e menano la danza i vecchi arnesi dell'Italietta: Sforza, Orlando, Bonomi, Benedetto Croce svanito. Fra i capitoli più drammatici, quelli su le donne ciociare "marocchinate", sulle foibe istriane, sulle condanne a morte eseguite a Forte Bravetta.
  • Caro Ugo Ed. Nardini, 1978. Pag. 152. La vicenda umana di un "pertiniano" (Sandro Pertini era allora soltanto Presidente della Camera dei deputati) deluso dal suo idolo, dalle risse dei politici e dalla loro sostanziale noncuranza per le sorti dell'Italia. Era il tempo in cui i socialisti facevano, insieme alla Democrazia Cristiana, il bello e il cattivo tempo e soprattutto il comodo loro.
  • Le buonanime dello Stivale Ed. Nardini, 1980. Pag. 202. Seicento granduomini dell'attuale regime, i soliti noti, trasferiti in blocco nell'aldilà. Ma impegnati anche come puri spiriti nelle consuete (documentate) cicalate, polemiche, intolleranze. Ci sono anche scrittori, artisti, poeti, industriali e, vittoriosi come sempre, i massoni.
  • Il circo degli inconcludenti Ed. Italiane di Letteratura e Scienze. 1983. Pag. 202. Organico compendio del socialismo italiano, dalle origini a Craxi, con tutte le sue incongruenze e contraddizioni. Sfilano gli “apostoli” (Costa, Turati, Prampolini, Treves, Labriola, Bissolati, ecc.), la farsa dell'Aventino, i velleitarismi, le smanie, gli affari di ieri e di sempre.
  • Dizionario della mala repubblica Edizioni Italiane di Letteratura e Scienze. 1984. Pag. 196. Tascabile, di pronto uso. In 450 voci, dall'A alla Z (l'A di Aborto e la Z di Zona B) tutta l'Italia odierna. È un prontuario e una guida per quanti vogliono inquadrare istituti, norme, fatti e personaggi in una cornice diversa da quella ufficiale, di comodo.
  • Ma perché scrivono? Edizioni Italiane di Letteratura e Scienze. 1987. Pag. 105. Documenta la devastazione che sta subendo, insieme a tutto il resto, anche la lingua italiana. Sono citati, con nome e cognome, decine di “eccellenti” devastatori: politici, scrittori, giornalisti. Non mancano l'autrice del noto “Vestivamo alla marinara”, cioè Susanna Agnelli, e Giulio Andreotti.
  • Quando l'Italia era ITALIA Editrice Sallustiana. 1994. Pag. 190. Questo libro ha per sottotitolo “Conoscerla per rifarla” e vuole essere un contributo contro l'attuale disinformazione su un periodo storico irripetibile. In 27 stringati capitoli c'è l'Italia degli anni venti e trenta: gli anni del lavoro costruttivo e della dignità nazionale.

In merito ai libri sopra citati il giornalista Marcello Palumbo ha scritto: "una prosa tersa, intelligibile, accattivante... Superinformato, superdocumentato, Franco Monaco è autore di gustosi volumi, a sfogliare i quali si ripercorre una specie di antistoria dell'ultimo quarantennio. Alcuni suoi saggi appartengono alla migliore tradizione della critica politica, come “Controcorrente” di Gaetano Salvemini o le “Prediche inutili” di Luigi Einaudi. Ma questa collocazione ha un valore esclusivamente bibliografico, poiché chi lo conosce sa che Franco Monaco respinge in partenza parentele e adozioni letterarie, specie se altolocate. E tuttavia non su può guardare all'opera di questo eversore di miti e di immagini venerate nei tempietti della celebrità del nostro tempo senza avvertire qualche assonanza con i toscanacci, i Prezzolini, i Maccari, i Longanesi, i Papini, i Giuliotti, i Malaparte, che pure militarono, ed ebbero gradi, nell'esercito dei dissacratori… Il nostro autore evita sistematicamente il Palazzo, di cui, peraltro, conosce i più insidiosi meandri. Il suo sistema di monitoraggio abbraccia i punti cruciali della vita pubblica, dal Quirinale alle USL e i suoi bazooka sono sempre in grado di colpire i grandi e piccoli teatri dove operano le mafie pubbliche e private, e dove si annidano i privilegi del ceto manageriale, politico e finanziario”

(Tutti i libri sopra citati sono ormai fuori commercio, ma copie residue di “Un addio alla nausea”, di “Caro Ugo”, del “Dizionario della mala repubblica”, di “Ma perché scrivono?”, di “Italia viva”, di “Manifestazioni Italiane”, di “Guida autoturistica della Calabria”, di “Roma curiosa”, di “Guida alle feste folcloristiche italiane”, di “Quando l'Italia era ITALIA” possono essere inviate, su richiesta, a biblioteche ed enti culturali.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Italia viva. Dizionario turistico delle manifestazioni. Ed. Vallecchi. 1956. Pag. 698.
  • Guida autoturistica della Calabria (con centinaia di illustrazioni a disegno di Virgilio Retrosi e Margherita Monaco). Ed. Sapu. 1957. Pag. 172.
  • Manifestazioni italiane (Guida turistica). Ed. Guiditalia. 1958. Pag. 152.
  • Guida alla XVII Olimpiade. Ed. Banca del Lavoro. 1960. Pag. 50.
  • Roma curiosa (Guida turistica, con centinaia di illustrazioni curiose). Ed. Echi d'Italia. 1965. Pag. 140.
  • Guida alle feste folcloristiche italiane. Ed. LEA (Automobile Club d'Italia). 1966. Pag. 154.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio giornalistico BARGA (1951)
  • Premio giornalistico VALSESIA (1952)
  • Premio giornalistico CUNEO (1952)
  • Attestato di Benemerenza (per la fotografia) dell'EPT di Rieti (1953)
  • Diploma di Merito (per la fotografia) dell'AAST di Vallombrosa (1954)
  • Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio (1959)
  • Attestato di Benemerenza dell'Associazione Maggio Eugubino (1960)
  • Premio giornalistico PALLAVICINI (1968)
  • Premio giornalistico ORVIETO (1968)
  • Premio giornalistico dell'Accademia Piacentina (1968)
  • Premio BENEMERITI DEL TURISMO (EPT di Roma) (1969)
  • Premio giornalistico AIP Pellicceria (1969)
  • Premio giornalistico RUSTICHELLO DA PISA (1970)

Il 1º dicembre 2015 il quotidiano Il Messaggero ha pubblicato un articolo, intitolato "Monaco, cento candeline per il decano dei giornalisti", nel quale ha messo in rilievo che Franco Monaco continua la sua attività ed ha quasi ultimato il suo quattordicesimo libro, dedicato, come tutti gli altri, agli Italiani.

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