Francesco Mingucci

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Castelleone di Suasa nel 1626, Francesco Mingucci dal Codice Barberiniano 4434

Francesco Mingucci (Pesaro, ... – ...) è stato un pittore e cartografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pittore naturalista e "giardiniere" nato a Pesaro tra il 1570 e il 1590, forse allievo di Giovanni Lanfranco.

Famoso per aver ritratto nel 1626 il territorio marchigiano all'interno della sua opera ad acquerello Stati, domini, città, terre e castella dei Serenissimi Duchi e Prencipi della Rovere tratti al naturale in cui raffigura i castelli e il paesaggio del Ducato d'Urbino ormai prossimo a tornare sotto il diretto controllo dello Stato Pontificio per estinzione dinastica dei Della Rovere.

Realizzò a Pesaro i dipinti per alcuni archi trionfali in occasione del matrimonio tra Federico Ubaldo della Rovere e Claudia de' Medici. Collaborarono alla realizzazione di questi dipinti Giovanni Giacomo Pandolfi e Giulio Cesare Begni. Si servì dei suoi consigli il pittore pesarese Simone Cantarini. Collaborò inoltre con Giovanni Lanfranco alla realizzazione dei dipinti della cupola della Basilica di Sant'Andrea della Valle.

Dopo aver guadagnato una relativa sicurezza economica a Roma, dove era dal 1626, lavorando per la famiglia di Maffeo Barberini, tornò a Pesaro nel 1630 dedicandosi all'agricoltura per risanare gli affari famigliari. Non si hanno sue notizie oltre il 1642.

Grazie alla sua opera ci è nota la situazione paesaggistica delle campagne marchigiane nel XVII secolo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Mondavio nel 1626, Francesco Mingucci dal Codice Barberiniano latino 4434
  • Fiori diversi al naturale, Codice Barberiniano latino 4326, Biblioteca Apostolica Vatican
  • Uccelli diversi coloriti al naturale, Codice Barberiniano latino 4327, Biblioteca Apostolica Vaticana.
  • Stati, domini, città, terre e castella dei Serenissimi Duchi e Prencipi della Rovere tratti al naturale (1626) in Codice Barberiniano latino 4434 della Biblioteca Apostolica Vaticana.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ristampata con il titolo Città e castella (1626). Tempere di Francesco Mingucci Pesarese, Torino, Nuova Eri, 1991, Introduzione di L. Tongiorgi Tomasi, Presentazione di Carlo Bo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tongiorgi Tomasi Lucia, Francesco Mingucci «giardiniere» e pittore naturalista: un aspetto della committenza barberiniana nella Roma seicentesca, in Federico Cesi, atti del convegno (Acquasparta 1985), Roma 1986, pp. 277-306
  • G. Allegretti, Mercanti, agricoltori, pittori: i Mingucci di Pesaro negli anni della devoluzione (pagg. 45 - 56) In: "Pesaro città e contà" n. 7, 1996
  • G. Mangani, F.Mariano, Il Disegno del territorio. Storia della cartografia marchigiana, Il Lavoro Editoriale, Ancona, 1998.
  • Giorgio Mangani, L'Arcadia e (è) il paesaggio marchigiano. Territorio e persuasione, in M. Sargolini, a cura, Paesaggio territorio del dialogo, Roma, Kappa, 2005, pp. 89-104 (Quaderni del Dip. di progettazione e costruzione dell'ambiente dell'Università di Camerino)
  • M.Augusta Bertini, "Un atlante secentesco del Ducato di Urbino: corografie e vedute urbane di Francesco Mingucci tra espressione artistica e scienza geocartografica", in C. Cerreti, A. Taberini (a cura di), La cartografia degli autori minori italiani, Memorie Soc. Geogr. Geogr. Ital., vol. LXV, Roma, Soc. Geogr. Ital., 2001, pp. 107-133.
  • M.Augusta Bertini, “Città, terre e castella” del Ducato roveresco: paesaggi urbani del Vicariato di Mondavio in un atlante del Seicento, in “Quaderni dell'Accademia Fanestre”, Fano, n. 4, 2005, pp. 271-296.

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