Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò

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Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò (Messina, 15 novembre 1892Palermo, 1982) è stato un fotografo d'arte italiano attivo a cavallo tra le due guerre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si dedicò alla fotografia fin da giovanissimo. Pur vivendo il dramma del terremoto di Messina del 1908, dove trovò la morte la sua famiglia, l’agiata condizione di benessere economico in cui si trovava gli consentì di vivere questa passione senza risparmio di mezzi. Dal 1935 collaborò alla testata "Progresso fotografico" di Milano, che ospitò sulle proprie pagine molti suoi scatti e alcuni articoli. Nel campo fotografico ottenne ottimi risultati che gli valsero diversi riconoscimenti a livello nazionale.

«Io con il mio apparecchio vado a caccia di immagini e non di quei soggetti cosiddetti moderni, che devono colpire per loro austerità, o per la loro ricercata originalità; non mi piace fotografare il bottone dell’interruttore alla parete del personaggio preso dal sotto in su, secondo il punto di vista del cane, o peggio ancora del topo, o visto da tergo intento in un lavoro incomprensibile, ma mi piace cogliere l’atteggiamento sbarazzino del bimbo per istrada, o fissare l’immagine di quell’angolo cittadino o campagnolo al quale nessuno aveva mai fatto caso, o altre scene ed ambienti che abbiano un contenuto veramente “artistico”. […] Quante volte il medesimo paesaggio è stato reso in modo assolutamente diverso da artisti di vario temperamento, con colori ad olio ad acquerello, o ancora incisi dall’acquaforte o col bulino! Così fotografi diversi sanno dare al medesimo soggetto aspetti diversissimi secondo il proprio modo di lavorare variamente impiegando quei mezzi tecnici che sono a loro disposizione, dall’obiettivo al materiale sensibile»

(Filippo Cianciafara Tasca di Cutò, L’arte fotografica e la realtà, in Progresso Fotografico, dicembre 1937[1])

Cianciàfara è un fotografo moderno per la sua epoca, i suoi elaborati sono pieni di sperimentazione tecnica e concettuale. Non ha soggetti preferiti, fotografa di tutto, ritratti di donna, navi in porto, piatti da cucina.

Dopo la guerra, lasciando da parte la fotografia, preferì dedicarsi all'incisione calcografica[2].

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Esaminando le culture relative alla fotografia d'arte siciliana del ‘900 è da porre in primo piano la figura di un indiscusso protagonista, Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò, cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e di Casimiro e Lucio Piccolo di Calanovella. La sua lunga attività creativa è contestualizzata con quella di molti altri fotografi artisti della Sicilia, oggi ancora poco noti, se non del tutto sconosciuti, e che hanno come epicentro la fotografia d'arte siciliana, è maestro indiscusso nell'arte della resinotipia, tecnica inventata dal fotografo e chimico Rodolfo Namias.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Ricevette l'Honourable Mention nel 1933 dalla rivista «American Photography» e nel 1932 il "Gran Prix d'Honneur" a Cannes[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ gli Ultimi Gattopardi, a cura di Francesco Gallo Mazzeo, Edizioni Di Passaggio, 2012, p. 179.
  2. ^ L'occhio del Gattopardo[collegamento interrotto]
  3. ^ Italo Zannier, "L'Alchemica fotografia modernista di Cianciàfara"[collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Reteuna, L'occhio del Gattopardo. Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò e la fotografia d'arte in Sicilia, Edizioni Magika: Messina, 2008. ISBN 8889525045

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN163531741 · ISNI (EN0000 0001 1483 1233 · LCCN (ENnr94023920 · GND (DE137582900 · ULAN (EN500341833 · WorldCat Identities (ENlccn-nr94023920