Ferrer Bassa

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Tomba di Bassa presso il Monastero d Pedralbes, a Barcellona
Busto di Ferrer Bassa in Palazzo del Parlamento della Catalogna

Ferrer Bassa (Les Gunyoles (?), 1285 circa – Barcellona, 1348) fu un pittore e miniaturista catalano, appartenente alla corrente gotica. Ha lavorato intesamente per la corte di Alfonso IV d'Aragona e Pietro III d'Aragona.

Ferrer Bassa lasciato l'iniziale franco-influenza e, come altri pittori della Corona d'Aragona, ha ricevuto l'influenza della scuola fiorentina, come la scuola senese, dopo il contatto con questi movimenti durante un soggiorno a Italia. È considerato, insieme a suo figlio Arnau, il principale fondatore del laboratorio di pittura all'italiana a Barcellona e intorno alla Corona d'Aragona, sotto impulso cerimonioso della corte del re d'Aragona.

Gli storici del primo Novecento hanno chiamato il "Giotto catalano". Ci sono dettagli della sua biografia nelle città di Saragozza e Barcellona tra il 1324 e il 1348, quando si ritiene che morì di peste insieme suo figlio e discepolo Arnau Bassa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua vita personale è stata collegata con un libertino stile e amante della bella vita, considerato da alcuni storici un "Filippo Lippi in catalano". Re Giacomo II nel 1315, su richiesta di sua moglie, Maria di Cipro, lo perdonò per l'attacco a tre fanciulle. Anche associato con un cittadino con le stesse nome (Penedès), che è menzionato in un documento del 1320 accusato di reati, un crimine che ha portato Bernat de Fonollar ha ordinato la confisca dei loro beni e l'esilio temporaneo. Se è lui, il suo rapporto potrebbe essere con la famiglia Gunyoles di origine dal 1160 che si compone dei comandanti preceptories del Temple de Gunyoles concesso un terreno per costruire case per fuori del castello di Olèrdola; agli inizi del XIII secolo, un certo Pere de Bassa è stato il magistrato di Vilafranca del Penedès, ed è chiamato anche un diritto di proprietà a favore di tale Ferrer Bassa nel 1243, vale a dire quasi identificata dalla storia due secoli prima.

Operò nella prima metà del Trecento, come attestato dai documenti ufficiali che gli attribuirono l'incarico di dipingere nel 1324 due cappelle di Sitges.

Dieci anni dopo lavorò per conto di Alfonso IV di Aragona, realizzando le miniature del manoscritto sugli Usi di Barcellona e Sui costumi di Catalogna, che evidenziarono una forte influenza francese e senese. Sotto il regno di Pietro IV di Aragona l'attività di Bassa divenne ancora più frenetica a causa delle numerose richieste della casa reale, tra le quali emersero il Cristo e la Vergine dipinta per la cappella reale di Barcellona (1344).

La sua opera maggiore, tra quelle sopravvissute nel tempo, risulta essere la serie di dipinti a muro realizzati sulle pareti della cappella di S.Michele all'interno del convento delle Clarisse di Pedralbes, su incarico della abadessa Saportela. Il ciclo è costituito da una ventina di scene basate su due temi principali: La Passione di Cristo e i Sette dolori della Vergine che mostrano influenze giottesche reinterpretate attraverso i canoni senesi. Appaiono evidenti anche i riferimenti a Duccio e ad Ambrogio Lorenzetti.

Gli storici dell'arte non escludono che il Bassa sia venuto a contatto con la scuola di Avignone, in quel tempo segnata dalla figura di Simone Martini.

La Natività

Per affinità stilistiche gli vengono attribuite anche l'Incoronazione della Vergine conservato nella chiesa di Bellpuig e il S.Bernardo del Museo di Vich.

Nel 1348, poco prima di morire, si accingeva a terminare un S.Francesco per conto dei Frati Minori di Valencia.

Il laboratorio di Ferrer Bassa è stato molto attivo e influente nella prima metà del XIV secolo. In parte per il suo stile innovativo con l'importazione all'italiana e in parte per avere il re d'Aragona come il suo principale cliente.

Suo figlio Arnau doveva essere la continuazione della famiglia e condurre i maggiori artisti del laboratorio come maestro Escrivà, Maestro Ramon Destorrents o Maestro Baltimore. Ma la morte improvvisa di Bassa nel 1348 a causa della peste, Ramon Destorrents si trovava davanti al laboratorio, per finire, almeno alcuni dei messaggi del laboratorio.

Il lavoro di Bassa sostanzialmente ci introduce in un mondo gotico, attraversato da spunti naturalistici non privi di una figurazione ardita e monumentale, dai quali traspare un contenuto anche emotivo.[1]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. II, pag.102

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Diccionario Larousse de la Pintura, I. Planeta-Agostini, 1987 (spagnolo)
  • Lafuente Ferreri, E., Historia de la pintura española, Biblioteca Básica Salvat (spagnolo).
  • Olivar, M., Cien obras maestras de la pintura. Pág. 35-36: Anunciación, fresco en la capilla de San Miguel (Monasterio de Pedralbes, Barcelona), Biblioteca Básica Salvat (spagnolo).

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