Evgenija Solomonovna Ginzburg

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Evgenija Solomonovna Ginzburg in russo: Евгения Соломоновна Гинзбург? (Mosca, 20 dicembre 190425 maggio 1977) è stata una scrittrice russa, di ascendenza ebraica..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatasi in psicopedagogia e storia, diviene ricercatrice universitaria, si sposa con un dirigente del Partito Comunista dell'Unione Sovietica, cui si iscrive nel 1932. Dopo l'assassinio di Sergej Kirov nel 1934, viene espulsa dal partito insieme a tantissimi intellettuali, e nel 1937] è arrestata con l'accusa di trotskismo e terrorismo. Dopo un processo durato 7 minuti viene condannata a dieci anni, di cui passa i primi due in isolamento[1]. Trasferita in un gulag della Kolyma, nella Siberia orientale, patisce le umiliazioni, i soprusi e le dure condizioni della prigionia[2]. Lì conosce il medico del campo, anch'egli prigioniero, che diventerà il secondo marito.

Scarcerata nel 1947, morto Stalin nel 1953, viene riabilitata nel 1955, e nel 1962 termina il romanzo autobiografico Viaggio nella vertigine, testimonianza drammatica degli orrori dello stalinismo[3]. Il libro fu diffuso clandestinamente e, pubblicato per primo a sua insaputa in Italia nel 1967, ottiene il successo internazionale. Quando il KGB entra in possesso dell'archivio di Solženicyn, dove ci sono vari riferimenti al libro, il ministro della sicurezza dell'URSS definisce diffamatoria l'opera della Ginzburg. Muore di tumore nel 1977. Era madre dello scrittore Vasilij Aksenov, autore di Il biglietto stellato.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Dal romanzo autobiografico [manca il titolo, data, editore!] della scrittrice sono stati tratti due film: il primo del 1974 E cominciò il viaggio nella vertigine'' ed il secondo del 2009 con Emily Watson che interpreta Evgenija Ginzburg nel film Viaggio nella vertigine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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