Eremiti camaldolesi di Monte Corona

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Gli eremiti camaldolesi di Monte Corona (in latino Congregatio eremitarum camaldulensium Montis Coronae) sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i monaci di quest'ordine, detti coronesi, pospongono al loro nome la sigla E.C.M.C.[1]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'istituto nacque all'interno della congregazione camaldolese dell'ordine benedettino: nel 1520 il monaco di Camaldoli Paolo Giustiniani, desiderando condurre una vita più solitaria e più austera, si ritirò nell'eremo di monte Corona (presso Perugia); papa Leone X concesse a Giustiniani di fondare altri eremi e nel 1524 papa Clemente VII riconobbe formalmente la Compagnia degli eremiti di San Romualdo, resa pienamente autonomia dalla congregazione camaldolese il 7 maggio 1529.[2]

Attualmente l'eremo di monte Corona, ovvero il monastero dell'Assunta Incoronata, ospita una comunità della Famiglia monastica di Betlemme, dell'Assunzione della Vergine Maria e di San Bruno.[3]

Attività e diffusione[modifica | modifica sorgente]

Gli eremiti coronesi si dedicano alla preghiera contemplativa.[1]

Sono presenti in Italia (nell'eremo della Santissima Annunziata di Monte Rua, nell'eremo Tuscolano, nell'eremo di San Girolamo a Pascelupo): il moderatore supremo, che porta il titolo di "padre maggiore", risiede presso l'eremo Tuscolano di monte Porzio Catone, presso Frascati.[1]

Al 31 dicembre 2008 l'istituto contava 55 religiosi (27 dei quali sacerdoti) in 8 case.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Ann. Pont. 2010, p. 1429.
  2. ^ DIP, vol. III (1976), coll. 1190-1192, voce a cura di G. Caccianari e W. Leipold.
  3. ^ Ann. pont. 2010, p. 1703.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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