Epeneto di Cartagine

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Sant'Epeneto vescovo
Saint Epenet.jpg
 

vescovo

 
NascitaEfeso,  ?
MorteCartagine, 30 luglio  ?
Venerato daChiesa Cattolica, Chiesa Greco-ortodossa
Ricorrenza30 luglio

Epeneto di Cartagine (in greco antico: Ἐπαινετός, Epainetós; Efeso, I secoloCartagine, 30 luglio I secolo) è stato, secondo alcune tradizioni non confermate storicamente, il primo vescovo di Cartagine.[1] È commemorato dalla Chiesa greco-ortodossa alle date del 4 gennaio, assieme ai Settanta discepoli,[2] e del 30 luglio, assieme ai santi Sila, Silvano, Crescenzio e Andronico[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizione agiografica bizantina, Epeneto sarebbe il nome di uno dei Settanta discepoli, di cui parla il vangelo di Luca 10,1-24[4], che venne identificato dallo Pseudo-Doroteo di Tiro con il discepolo Epeneto, menzionato nei saluti finali della Lettera ai Romani 16,5.[5] La medesima tradizione lo fa primo vescovo di Cartagine, e come tale è ricordato in alcune versioni del Sinassario di Costantinopoli alla data del 30 luglio, assieme ai discepoli Sila, Silvano, Crescente e Andronico.[6] Tuttavia l'antico Kalendarium Ecclesiae Carthaginensis ignora l'esistenza di questo protovescovo della Chiesa di Cartagine.[7]

Nella lettera ai Romani, l'apostolo Paolo, dopo aver ricordato Aquila e Priscilla, menziona Epeneto, primizia dell'Asia per Cristo. È probabile che Epeneto fosse originario di Efeso, capitale della provincia romana di Asia, e amico di Aquila e Priscilla, che seguì nel loro trasferimento a Roma.[8]

Ulteriori tardive tradizioni, fanno di Epeneto un vescovo di Sirmio in Pannonia,[9] o un vescovo spagnolo, forse di Cartagena.[10] Quest'ultima tradizione si inserisce nella leggenda secondo la quale san Pietro, nel suo presunto viaggio in Spagna, avrebbe portato con sé il discepolo Epeneto, consacrandolo vescovo.[11] Di questa tradizione si fa portavoce un antico Martyrologium Hispanicum, che lo ricorda il 15 luglio.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come tale è ricordato dalla lista dei Settanta Apostoli dello Pseudo-Ippolito (PG 10, 956 B) e da una analoga lista attribuita a san Doroteo vescovo di Tiro (PG 92, 1061 C). Non è però menzionato nelle liste storiche dei vescovi di Cartagine (ad esempio J. Mesnage, L'Afrique chrétienne, évêchés et ruines antique, Parigi, 1912).
  2. ^ Apostle Epenetus of the Seventy, January 4.
  3. ^ Santi Sila, Silvano, Crescenzio, Epèneto e Andronico, dei settanta discepoli, 30 Luglio.
  4. ^ Pseudo-Ippolito PG 10, 956 B, nº 19.
  5. ^ Doroteo vescovo di Tiro PG 92, 1061 C, nº 19.
  6. ^ Delehaye, Synaxarium Ecclesiae Constantinopolitanae, col. 855.
  7. ^ Stefano Antonio Morcelli, Africa christiana, Volume I, Brescia 1816, pp. 48-51.
    Kalendarium Carthaginense, ed. Thierry Ruinart in: Acta primorum martyrum sincera et selecta..., Parigi 1689, pp. 693-695.
  8. ^ Vigouroux, Dictionnaire de la Bible, Tomo II/2, col. 1829.
  9. ^ Illyricum Sacrum, vol. VII.
  10. ^ Queste tradizioni si rifanno ad un commentario di un anonimo greco sulla vita dei santi Pietro e Paolo, pubblicato in Acta Sanctorum Junii, vol VII, p. 379, nº 11. Questo testo, interpretato in modo diverso dagli autori successivi, contraddice la tradizione bizantina, poiché dopo aver consacrato Epeneto vescovo in Spagna, san Pietro avrebbe consacrato Crescente come primo vescovo di Cartagine.
  11. ^ España sagrada, vol. III, pp. 2-5.
  12. ^ Acta Sanctorum Julii, vol. IV, p. 2b.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]