Emma Julia Hohenemser

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Emma Julia Hohenemser Guerrieri Gonzaga

Emma Julia Hohenemser (Mannheim, 12 dicembre 1835Roma, 29 dicembre 1900) è stata una pedagoga tedesca naturalizzata italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Operò in gioventù in Germania come promotrice delle istituzioni educative e formative ispirate alla pedagogia di Friedrich Fröbel della cui nipote Henriette Schrader-Breymann fu collaboratrice e amica. Nel 1866, andata sposa al marchese mantovano e patriota Carlo Guerrieri Gonzaga, trasferì il suo impegno in Italia.

In Germania[modifica | modifica wikitesto]

Sophie Löwengard Hohenemser, la madre di Emma Julia

Emma Julia proveniva da una ricca e influente famiglia di banchieri israeliti renani, insediati a Mannheim, allora capitale del Granducato di Baden, e imparentati con le élite finanziarie tedesche e continentali. Giovanissima, manifestava un vivo interesse per gli avvenimenti politici europei, certamente influenzata anche dalle riunioni e dalle discussioni che si tenevano nel salotto della madre, Sophie Löwengard Hohenemser, un'intellettuale molto legata agli esponenti del movimento rivoluzionario ed ai rappresentanti di questi nel parlamento di Francoforte sul Meno. Coinvolta nella rivoluzione tedesca del Baden del 1848, Sophie dovette per questo scegliere l'esilio in Svizzera, a Ginevra, accompagnata dai figli più giovani. Qui Emma Julia, grande ammiratrice di Giuseppe Garibaldi, conobbe un altro esule e garibaldino: il suo futuro sposo Carlo Guerrieri Gonzaga, reduce con il fratello Anselmo dai campi risorgimentali italiani e dalle “Cinque giornate di Milano”. Tornata in Germania, prima del matrimonio e del suo trasferimento in Italia Emma Julia Hohenemser collaborò intensamente come insegnante, con la pedagogista Henriette Schrader-Breymann, nipote di Friedrich Fröbel e fondatrice della Pestalozzi-Fröbel-Haus a Berlino, nella sua istituzione scolastica a Watzum-Wolfenbüttel, in Bassa Sassonia. Questa collaborazione di Emma, alla quale non era estranea la madre Sophie, si può inquadrare ed apprezzare considerando l'amicizia che legava entrambe, oltre che con la Schrader-Breymann, anche ad altre intellettuali tedesche quali Bertha von Mahrenholz-Bülow, a Malwida von Meysenbug. Donne tutte di forte intelletto e carattere, che seppero dare un essenziale contributo, di pensiero e di azione, al movimento liberale e rivoluzionario del 1848 che prevedeva tra i propri programmi ideali l'educazione infantile (Kindererziehung) tradotta sul piano pratico nell'evoluzione delle scuole per l'infanzia (Kleinkindschulen), nei primi ‘'Kinderheim'’, e nei progetti di riforme dirette a migliorare l'assistenza e la cura dei figli delle classi più povere, con l'intento di "conciliare le classi".

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

La nuova famiglia formata da Emma Julia con Carlo Guerrieri Gonzaga si stabilì subito a Firenze, allora capitale provvisoria del Regno d'Italia, e qui nacquero i tre figli: Luigi, Maria e Sofia. Nel 1875 ci fu un primo trasferimento a Roma, seguito cinque anni dopo da un ritorno a Firenze. Nel dicembre 1883 il marchese Carlo fu nominato senatore del Regno. A questo punto s'impose un nuovo e definitivo trasloco della famiglia nella capitale.[1] Ovunque fermassero la loro residenza, Emma e il consorte Carlo trovavano immediate sintonie con i circoli culturali più fiorenti, frequentati da eminenti intellettuali italiani e tedeschi italianizzati, sospinti questi ultimi da un invincibile Sehnsucht nach Süden, verso Firenze e Roma, dove spesso si stabilivano. Nascevano relazioni di stima che evolvevano in solide amicizie: con la vedova del musicista Robert Schumann, Clara e la figlia di questi Elise, con la poetessa Mathilde Blind, i pittori Sabine e Reinhold Lepsius, Mai cessò poi il legame con le famiglie, genitori, figli, nipoti, dei von Hildebrand, dei Brewster, dei Wagner. Tra gli italiani, l'elenco degli amici potrebbe essere altrettanto se non più lungo, eccelleva la fiorentina Emilia Toscanelli, moglie di Ubaldino Peruzzi, che nel suo celebre "Salotto Rosso" accoglieva l'èlite intellettuale della penisola.[2] Il fervore pedagogico e sociale di Emma Julia Hohenemser non si spense con il suo insediamento in Italia. Stabilitasi a Firenze, allora capitale del Regno d'Italia, nel 1873, anche avvalendosi delle importanti conoscenze del marito, s'interessò alla realizzazione di un Giardino d'infanzia, costituendo allo scopo un Comitato promotore di persone agiate che presiedette energicamente. L'iniziativa ebbe un esito felicissimo, e prese vita così uno dei primissimi Giardini d'infanzia d'Italia, aperto anche a bambini delle classi meno abbienti. Con intelligente intuito, per far decollare l'impresa chiamò alla collaborazione fattiva anche i suoi migliori amici politici: il futuro primo ministro del regno, studioso acuto di problemi economico-sociali, barone Costantino Sidney Sonnino, un futuro ministro della pubblica istruzione, Pasquale Villari, e un ex ministro, allora sindaco di Firenze, Ubaldino Peruzzi, il marito della sua grande amica Emilia. Le esperienze in campo pedagogico maturate Emma Julia le consentirono tra l'altro di affrontare, in perfetta amicizia e quindi armata da inesorabile quanto garbata franchezza, il filosofo Friedrich Nietzsche, con il quale ebbe un intenso scambio epistolare.[3] Erano lettere ispirate alla medesima vocazione e tensione morale che lei stessa aveva ereditato quale dono prezioso della madre e che saprà trasmettere e far rivivere nella sua figlia maggiore, Maria Guerrieri Gonzaga che, sul fronte dell'educazione infantile, fu l'instancabile, fattiva coadiutrice ideale ed amica della pedagogista Maria Montessori,[4] oltre che promotrice della riforma dell'assistenza ospedaliera e cofondatrice della prima scuola per infermiere in Italia la cui direzione volle affidata a un'allieva di Florence Nightingale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Solo le villeggiature stagionali vissute nella loro amatissima Palidano, immersa nelle campagne mantovane, e le esigenze di una vigile presenza nella tenuta per realizzarvi le avanzate fruttifere riforme agrarie volute da Carlo, estimatore delle idee del Cavour anche in questo "campo", allontanavano la famiglia Guerrieri Gonzaga per lunghi periodi da Roma.
  2. ^ Emilia Toscanelli Peruzzi, a proposito di Emma, scriveva a Carlo: “L'ho sempre detto io che doveva sposare quella ragazza che ha in sé le doti delle due razze, latina e germanica”. E che quando nacque Luigi, il primogenito, nel 1868 dichiarava, scrivendo sempre al "Nobile marchese Carlo": "La nostra Emma ne è uscita bene e ora che è mamma non le manca più nessuna perfezione". E raccomandava: "Glielo dica e le dia un bacio anche al bambino per tutto il bene che voglio a tutte le generazioni dei Guerrieri, passate, presenti e future".
  3. ^ Le lettere scambiate tra Emma Julia Hohenemser e Friedrich Nietzsche, sono conservate nel Goethe- und Schiller-Archiv della "Klassik Stiftung Weimar". La corrispondenza del filosofo è stata pubblicata, a cura di G. Colli e M. Montinari, nella raccolta, citata in Bibliografia, F. Nietzsche, Briefwechsel: Kritische Gesamtausgabe, a Berlino, presso de Gruyter, nel 1975.
  4. ^ Ritornando dai suoi viaggi, la Montessori era ospite fissa dei Guerrieri Gonzaga, sia a Roma come nella loro tenuta mantovana di Palidano. E con la Montessori doveva collaborare anche l'amatissima nipote di Emma, Ida Hohenemser, figlia del fratello Wilhelm che fu combattente nella rivoluzione del Baden nel 1848, allo Heckerzug. Ida Hohenemser visse per quasi quindici anni in Italia presso la famiglia Guerrieri Gonzaga, divenne per un breve periodo anche assistente di Maria Montessori e ne tradusse in tedesco le opere pedagogiche, pubblicate a Stoccarda nel 1926. Nel 1919, dopo essere tornata in Germania a seguito della dichiarazione di guerra dell'Italia, aprì nella propria casa a Meiningen una Scuola per l'infanzia ispirata al metodo Montessori.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Cont, Mosaico biografico, Emma Hohenemser Guerrieri Gonzaga. Rovereto (Trento), Tipolitografia Festini, 2013.
  • Paolo Cont, Garibaldi nel Trentino, Uomini e Donne per tutte le stagioni,. "Quaderni del Borgoantico", 12 (2011), pp. 35-40.
  • Carlo Guerrieri Gonzaga, Memorie e lettere di Carlo Guerrieri Gonzaga, con prefazione di Alessandro Luzio, Città di Castello, S. Lapi, 1915.
  • Mary J. Lyschinska, Henriette Schrader-Breymann: Ihr Leben aus Briefen und Tagebüchern, vol. I, Berlin-Leipzig, Vereinigung wissenschaftlicher Verleger, 1922, p. 277.
  • Friedrich Nietzsche, Briefwechsel: Kritische Gesamtausgabe, a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, Berlin, de Gruyter, 1975 ss.
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