Guerrieri Gonzaga

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Guerrieri Gonzaga
Coat of arms of the House of Guerrieri Gonzaga.svg
BELLI AC PACIS AMATOR[1]
Di oro al leone al naturale linguato di rosso e rampante con la banda d'azzurro attraversante.[2] Alias: Di rosso (talora di argento) al leone d'oro sostenente un elmo dello stesso (talvolta di argento) rivoltato. Questo aveva per sostegno un leone sedente con il capo nascosto entro un elmo chiuso avente per cimiero una zampa artigliata d'aquila; il leone seguito da un verro.
StatoDucato di Mantova
FondatoreGiovanni Filippo, figlio di Giacomo Terzi dei Terzi di Parma
Attuale capoGiambattista Guerrieri Gonzaga
Data di fondazioneXV secolo

I Guerrieri Gonzaga sono un'antica nobile famiglia, originaria di Fermo, nelle Marche, che agli inizi del 1500 si trapiantò a Mantova, accolta alla corte di Francesco II Gonzaga.

Capostipite fu Giovanni Filippo, o Gio Filippo, figlio del giureconsulto e capitano d’armi visconteo Giacomo, e nipote, perciò, del condottiero, signore di Parma e Reggio, Ottobuono. Giovanni Filippo dopo l’uccisione del padre nell’autunno del 1409, conseguente a quella di Ottobuono, da parte degli Estensi e dei loro collegati, si era rifugiato nella Marca Anconitana. Qui abbandonò l'antico cognomen dei Terzi di Parma per assumere il nuovo di "Guerrieri". Nel 1431, allorché era titolare dell'alta carica di Podestà a Osimo, lo aveva già adottato.[3]

Storia della casata[modifica | modifica wikitesto]

Mantova, in contrada dell'Aquila, l'odierna via Cavour, il palazzo con la torre degli Acerbi (o Torre della Gabbia), donato da Federico II Gonzaga, nel 1526, a Ludovico Guerrieri Gonzaga.
Presunto ritratto di Isabella Guerrieri Gonzaga Canossa, Paolo Veronese, 1547

Dopo aver contribuito vittoriosamente, il 25 novembre 1445, anche grazie al supporto delle truppe del cugino Niccolò de' Terzi, il Guerriero, condottiero di Gian Galeazzo Visconti, alla liberazione di Fermo, sollevatasi contro la tirannia di Alessandro Sforza, Giovanni Filippo decise di stabilirsi nella città marchigiana che gli stava manifestando grande riconoscenza ed onori per il decisivo soccorso ricevuto. Qui sposò Andreana dei Verrieri di Sant’Elpidio, signora del Castellano e della Valle, divenendo capostipite della nuova casata Guerrieri.

Da quel matrimonio nacquero cinque figli: Apollonio, o Polonio, che tra il 1488 e il 1492 rappresentò Fermo quale ambasciatore presso il papa Alessandro VI Borgia, e fu poi, come il padre, podestà a Osimo; Giacomo o Giacopo, capitano d’armi eletto poi tra i priori; Giovanni Battista, anch’esso uomo d’armi; Alessandro, sposo di Lodovica dell’illustre famiglia fermana de’ Paccaroni, e Giovanni Francesco. Mentre con le prime discendenze di Giovanni Filippo si incrementava sempre più il prestigio e l’influenza in terra marchigiana della famiglia Guerrieri, Giovanni Francesco generò il ramo dei Guerrieri che mise radici nel Mantovano. A tre dei suoi figli maschi fu offerta l’opportunità, in due successive occasioni, d’essere accolti presso la corte dei Gonzaga.

La prima si presentò nel novembre del 1496 quando Francesco II Gonzaga, signore di Mantova, tornando dal regno di Napoli si fermò nella Marca d’Ancona. Durante un torneo in suo onore a Offida, ammirando le evoluzioni di un magnifico destriero che gli era stato donato, ancor più apprezzò la valentia del suo cavaliere: Ludovico Guerrieri, primogenito di Giovanni Francesco. Perciò ottenne di portare con sè a Mantova, oltre al palafreno, per arricchire il già celebre allevamento di cavalli da guerra, anche Ludovico Guerrieri, al servizio della sua corte.[4]

Sei anni dopo, nell’autunno del 1503 ancora Francesco II Gonzaga, convalescente di una sua malattia, reduce deluso da un’altra guerra combattuta nel Regno di Napoli, venne splendidamente ospitato da Giovanni Francesco Guerrieri. Riconoscente per l’accoglienza superba e le cure ricevute, il signore di Mantova volle compensare i Guerrieri accogliendo presso la sua corte altri due della famiglia, che avrebbero raggiunto il più anziano fratello Ludovico già al suo onorato servizio: partirono per Mantova allora Giovanni Battista e Vincenzo.[5]

Nel 1506, due anni dopo, "il dì penultimo aprilis" Francesco Gonzaga decretò che Ludovico Guerrieri, avendo molto meritato quale funzionario d'alto rango presso la sua corte nei dieci anni trascorsi dal loro incontro a Offida, fosse aggregato alla sua casata e assumesse da allora, per sé, famiglia e discendenza, il cognome Guerrieri Gonzaga.[6]

Divenuta importante grazie ai servizi resi al Marchesato di Mantova, la famiglia ebbe in dono,[7] da Federico II, nel 1526, lo storico edificio, sito nell'antica contrada dell'Aquila, poi Sant'Agnese, oggi via Cavour, sottostante la torre degli Acerbi, nota più tardi come Torre della Gabbia,[8] che diventerà dimora della famiglia.

Ludovico sposò Violante da Correggio. Morì nel 1530 senza discendenza maschile. Vincenzo, nel 1554, celebrò le sue nozze con Francesca Soardi, figlia di Giacomo, nobile di Bergamo e con quel matrimonio proseguì la discendenza a Mantova della casata dei Guerrieri Gonzaga.

Personalità illustri e notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli esponenti più importanti della nobile famiglia si ricordano:

Villa Guerrieri Gonzaga a Sustinente

Possedimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Blasonario Subalpino
  2. ^ Stemma della famiglia Guerrieri Gonzaga
  3. ^ Nel «Catalogo delli podestà» è elencato come Gio Filippo Guerrieri dal Monte Santo Pietro degl’Agli. Così nelle Memorie historiche dell'antichissima, e nobile città d'Osimo, citato nella ricerca, edita a cura della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, di P. Cont, I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, Prefazione di Marco Gentile ("Fonti e Studi", serie I, XXI), Parma 2017, pp. 157-163. Nel volume, dal quale sono stati qui attinti successivi dati biografici, si trova, oltre all'aggiornamento della vicenda storica delle singole casate, dai Terzi di Parma a quelli di Fermo, poi Guerrieri, e quindi Guerrieri Gonzaga, la integrale ricostruzione delle distinte Tavole Genealogiche (alle pp. 164-178).
  4. ^ “De novembre […] passò il signor Giacomo S. Severino e fu regalato, il simile al Marchese de Mantua al quale fu donato un bel cavallo, che essendovi sopra un giovinetto, disse il Marchese che voleva ogni cosa, e quello fu Ludovico Guerrero, che se lo menò con lui, e da quello è discesa la famiglia de Guereri in Mantua oggidì cosi illustre”. Cr. Cronache della Città di Fermo, in P. Cont, I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, Prefazione di Marco Gentile, cit, p. 159.
  5. ^ Carlo d’Arco, nel riferire questo episodio, lo colloca erroneamente due anni più tardi, e inoltre indica fra i Guerrieri in viaggio per la corte di Mantova il Ludovico che le Cronache della Città di Fermo avevano fatto partire nel 1496: “Nell’anno 1505 Francesco II Gonzaga, disgustato dai francesi, per i quali aveva combattuto, tornando dalla Sicilia fu magnificamente ospitato dai Guerrieri a Fermo, memori dell’accoglienza ricevuta a Mantova da Niccolò. Francesco, gratissimo per l’ospitalità ricevuta, chiese come avrebbe potuto contraccambiare i favori ricevuti. Gio-Francesco Guerrieri rispose che nulla gli sarebbe stato più grato di quella che esso signore pigliasse a servizio i suoi figlioli; così acconsentendovi il principe seco lui condusse in Mantova Gio-Battista, Ludovico e Vincenzo Guerrieri." Cfr. Archivio di Stato di Mantova, Documenti patrii raccolti da Carlo d'Arco, n. 217, Carlo d'Arco, Annotazioni genealogiche di famiglie mantovane, sec. XIX, IV, p. 390.
  6. ^ Archivio di Stato di Mantova, Documenti patrii raccolti da Carlo d'Arco, C. D'Arco, Annotazioni genealogiche di famiglie mantovane, "Decreti n. 33, Recte 1506, c. 126", pag. 391. Lo stesso Ludovico fu nominato nel 1514 marchionalem consocium beneamatum e nel 1522 divenne Luogotenente generale dei Signori di Mantova e di Urbino.
  7. ^ a b Chiara Tellini Perina, La storia di palazzo Bonacolsi. La fase Umanistica, su ilcaso.it. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  8. ^ La torre prese quel nome allorché, cinquant'anni dopo l'acquisizione del palazzo da parte dei Guerrieri Gonzaga, nel 1576, il duca Guglielmo Gonzaga la dotò della grande gabbia sospesa usata per mettere alla gogna i criminali.
  9. ^ Cfr. P. Cont, I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, Prefazione di Marco Gentile, cit, p. 161.
  10. ^ Cfr. P. Cont, I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, Prefazione di Marco Gentile, cit, pp. 161 e 176.
  11. ^ Vincenzo Gonzaga e l'arte. Mantova celebra il suo mecenate.
  12. ^ Genealogia dei Gonzaga di Bozzolo.
  13. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Gonzaga di Mantova, Torino, 1835, Tav. XIX.
  14. ^ La Famiglia Guerrieri Gonzaga e il Monferrato.
  15. ^ Storia di Mantova dalla sua origine fino all' anno 1860.
  16. ^ I luoghi dei Valenti Gonzaga.
  17. ^ The Hierarchy of the Catholic Church. “Fu sempre molto legato ad Orvieto, dove era spesso ospitato dalla sorella Drusilla, sposa del marchese Gualtieri. Beneficò la città con notevoli elargizioni destinate al restauro di monumenti e particolarmente per la costruzione del ponte sul fiume Paglia.” Cfr. P. Cont, I Terzi di Parma, Sissa e Fermo, Prefazione di Marco Gentile, cit, p. 162.
  18. ^ Storia del Palazzo Bonacolsi.
  19. ^ Parlamento Italiano. Scheda.
  20. ^ Cfr. C. Guerrieri Gonzaga: Memorie e lettere di Carlo Guerrieri Gonzaga. Con prefazione di Alessandro Luzio, Città di Castello, S. Lapi, 1915.
  21. ^ Le loro biografie sono state ricostruite nello studio di P. Cont, Mosaico biografico: Emma Hohenemser Guerrieri Gonzaga, Rovereto 2013.
  22. ^ La Fontana di Piazza Roma.
  23. ^ Il marchese Guerrieri Gonzaga annegato a Gallipoli.
  24. ^ Giovanni Coppadoro, Antonio Maria Viani e la facciata di Palazzo Guerrieri a Mantova, Firenze, 2010.
  25. ^ Comune di Sustinente. Villa Guerrieri Gonzaga
  26. ^ Cfr. P. Cont, Mille anni di storia: L'approdo dei Guerrieri Gonzaga a palazzo Moll di Villa Lagarina, in “Quaderni del Borgoantico", 17, 2016, pp. 39-58.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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