Emirato di Najd

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Emirato di Najd
إمارة نجد
Emirato di Najdإمارة نجد – Bandiera
Emirato di Najdإمارة نجد - Localizzazione
Dati amministrativi
Lingue ufficiali Arabo
Lingue parlate
Capitale Riyad
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta
Nascita 1818 con Turki bin Abd Allah bin Muhammad
Causa Riconquista di Riyad
Fine 1º dicembre 1891 con Abd al-Rahman bin Faysal Al Sa'ud
Causa Battaglia di Mulayda con gli Al Rashid
Territorio e popolazione
Bacino geografico Penisola araba
Religione e società
Religione di Stato Islamismo
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Egypt (1844-1867).svg Eyalet d'Egitto
Succeduto da Flag of the Emirate of Ha'il.svg Emirato di Jebel Shammar
Flag of the Trucial States.svg Stati della Tregua
Il Secondo Stato Saudita

L'Emirato di Najd fu il Secondo Stato Saudita ed esistette dall'inizio alla fine del XIX secolo.[1] Il governo Saudita venne restaurato, nell'Arabia centro-orientale, dopo essere stato abbattuto, nel 1818, dagli Ottomani. Rispetto al Primo Stato Saudita, il secondo è stato caratterizzato da minore espansione territoriale e minore zelo religioso, anche se i dirigenti sauditi continuarono a portare il titolo di Imam e si affiancavano agli studiosi wahhabiti.

Esso fu anche segnato da gravi conflitti interni alla famiglia saudita, portando infine alla caduta della dinastia. La riconquista di Riyadh da parte di Turki bin Abd Allah, nel 1824, è generalmente considerata come l'inizio del Secondo Stato Saudita, mentre la fine è stata segnata dalla battaglia di Mulayda nel 1891, tra le forze fedeli all'ultimo imam saudita, Abdul Rahman ibn Faisal ibn Turki, e Al Rashid dinastia di Ha'il.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo saudita a tentare di riconquistare il potere dopo la caduta dell'emirato di Diriyah fu nel 1818 Mishari bin Sa'ud, un fratello dell'ultimo sovrano in Diriyah, Abd Allah bin Sa'ud. Fu presto catturato dagli egiziani e ucciso. Nel 1824 Turki bin Abd Allah bin Muhammad, nipote del primo imam saudita Muhammad ibn Sa'ud, che era riuscito a sfuggire alla cattura dagli egiziani, fu in grado di espellere le forze nemiche ed i loro alleati locali da Riyad e dai suoi dintorni ed è generalmente considerato il fondatore della seconda dinastia saudita, oltre ad essere l'antenato dei moderno re dell'Arabia Saudita. Stabilì come capitale Riyad e fu in grado di riunire i molti parenti che erano sfuggiti alla prigionia in Egitto, tra cui suo figlio Faysal bin Turki bin Abd Allah.

Turki fu assassinato nel 1834 da Mishari bin Abd al-Rahman, un lontano cugino. Mishari fu presto assediato a Riyad e successivamente giustiziato da Faysal che divenne il sovrano più importante del secondo regno saudita. Faysal, tuttavia, dovette affrontare una nuova invasione del Najd da parte degli egiziani quattro anni più tardi. La popolazione locale non fu disposta a resistere e Faysal nel 1838 fu sconfitto e portato in Egitto come prigioniero una seconda volta.

Gli egiziani misero al potere Khalid bin Sa'ud, l'ultimo fratello superstite di Abd Allah bin Sa'ud e pronipote di Muhammad ibn Sa'ud che aveva trascorso molti anni nella corte egiziana. Khalid si installò a Riyad ed era sostenuto dalle truppe egiziane. Nel 1840, tuttavia, i conflitti esterni costrinsero gli egiziani a ritirare tutte le loro milizie dalla penisola araba, lasciando Khalid con poco sostegno. Visto dalla maggior parte degli abitanti del luogo come niente di più che un governatore egiziano, Khalid fu rovesciato poco dopo da Abd Allah bin Thuniyyan, appartenente al ramo Al Thuniyyan della famiglia Al Sa'ud. Faysal venne liberato in quell'anno e, aiutato dagli Al Rashid di Ha'il, fu in grado di riconquistare Riyad e ritornare al potere. In seguito nominò suo figlio Abd Allah bin Thunayyan bin Ibrahim bin Thunayyan bin Saud principe ereditario e divise i suoi domini tra i suoi tre figli Abd Allah, Sa'ud e Muhammad.

Alla morte di Faysal nel 1865, gli succedette Abd Allah che però fu presto sfidato da suo fratello, Sa'ud. I due fratelli combatterono una lunga guerra civile. La sovranità su Riyad fu a lungo contesa. Un vassallo dei sauditi, Muhammad bin Abd Allah bin Rashid, emiro di Ha'il, colse l'occasione per intervenire nel conflitto e aumentare il proprio potere. A poco a poco, ibn Rashid estese la sua autorità su gran parte del Najd, conquistando anche la capitale saudita, Riyad. Nel 1891, con la battaglia di Mulayda, ibn Rashid espulse definitivamente dal Najd l'ultimo leader saudita, Abd al-Rahman bin Faysal.

Elenco dei sovrani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Front Cover George Walter Prothero, Great Britain. Foreign Office. Historical Section. Peace Handbooks: Turkey in Asia (II), no. 61-66. H. M. Stationery Office, 1920. Pp. 20

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]