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Ecocidio

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Deforestazione in Europa centrale, qui vista dalla Stazione spaziale internazionale, Expedition 57, nel 2018
Deforestazione in Europa centrale, qui vista dalla Stazione spaziale internazionale, Expedition 57, nel 2018

Ecocìdio (dal greco "oikos", casa e dal latino "cadere", uccidere) è un termine che descrive l'intenzionalità nel danneggiamento e nella distruzione del tutto o in parte di un ecosistema o ambiente naturale.[1] Viene adoperato anche per indicare una catastrofe o un disastro naturale causato indirettamente ma ricollegabile alla mano dell'uomo.[2]

Il concetto di ecocidio è stato utilizzato per la prima volta negli anni '70,[3] dopo che l'Esercito degli Stati Uniti ha devastato parte della fauna e delle foreste tropicali in Vietnam attraverso l'uso dell'Agente Arancio durante la guerra del Vietnam.[4][5]

Nonostante non esista una legge internazionale univoca contro l'ecocidio, nello Statuto di Roma viene menzionato e vietato l'ecocidio in tempo di guerra se è "chiaramente eccessivo". Si è discusso sull'inclusione dell'ecocidio come quinto crimine contro la pace ai sensi dello Statuto di Roma, però una proposta in questa direzione è naufragata nel 2010.[6]

In tal senso è stata avviata una campagna denominata Stop Ecocide International - che ha come obiettivo l'inclusione dell'ecocidio come crimine internazionale e ne ha proposto una definizione nel diritto penale.[7] La campagna ha guadagnato molta notorietà a livello politico, venendo attenzionata da diversi capi di Stato, con il Parlamento europeo che ha avanzato una proposta[8] per inserirlo come crimine nel diritto penale internazionale.[9][10] Dieci nazioni hanno criminalizzato l'ecocidio ai sensi del diritto penale, tra cui ad esempio la Francia.[11][12]

L'ecocidio può minacciare le popolazioni umane, in particolare quelle indigene, e può anche provocarne un genocidio culturale.[13]

Nel febbraio 2024, il Parlamento europeo ha adottato una legge che rende il danno ambientale su larga scala, causato intenzionalmente, "paragonabile all'ecocidio", un reato punibile con una pena detentiva fino a 10 anni. Gli Stati membri dell'Unione europea hanno due anni di tempo da tale data per recepire il reato nelle proprie legislazioni nazionali[14]. Dall'inizio del 2024 si sono moltiplicate le richieste di riconoscere l'ecocidio come reato internazionale[15].

L'ecocidio può minacciare l'esistenza culturale e fisica di un popolo e diversi studi hanno dimostrato che l'ecocidio ha dimensioni genocide[16]. La distruzione dell'ambiente naturale può provocare un genocidio culturale impedendo alle persone di seguire il loro stile di vita tradizionale[16]. Ciò è particolarmente vero per i popoli indigeni[17]. L'ecocidio derivante dal cambiamento climatico e dall'estrazione delle risorse può diventare una delle principali cause di genocidio in tutto il mondo[16]. Alcuni studiosi indigeni hanno sostenuto che l'ecocidio e il genocidio sono inestricabili[18].

Cambiamento climatico ed estinzione di massa

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L'attuale estinzione di massa delle specie è stata definita ecocidio[19].

Il cambiamento climatico può provocare l’ecocidio. Ad esempio, l’acidificazione e il riscaldamento degli oceani causano danni alle barriere coralline[20][21], sebbene l’ecocidio delle barriere coralline sia stato attribuito anche a cause non correlate al cambiamento climatico[22]. La criminalizzazione dell’ecocidio ai sensi dello Statuto di Roma è stata proposta come deterrente per le società responsabili del cambiamento climatico[21], sebbene altri sostengano che criminalizzare l’ecocidio non affronterà le cause profonde della crisi climatica[23].

Guerre mondiali

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Anche se il termine non era ancora in uso, in senso storico-analitico molte azioni compiute in entrambe le guerre possono essere considerate veri e propri ecocidi, secondo l’uso contemporaneo del termine.

Sebbene meno devastante su scala ambientale rispetto alla seconda, la Grande Guerra produsse[24][25][26][27]:

  • Distruzione massiccia di foreste e paesaggi. Le foreste delle Ardenne, dei Vosgi, del Carso e di molte regioni alpine e balcaniche furono devastate per trincee, artiglieria e legname militare.
  • Inquinamento del suolo. Milioni di proiettili inesplosi, metalli pesanti, combustibili e detriti tossici contaminarono a lungo i terreni. Ancora oggi esistono le cosiddette “zone rosse” in Francia, inabitate per la contaminazione bellica.
  • Uso di armi chimiche. Gas tossici come cloro, fosgene e iprite contaminarono terreni e acque, uccidendo non solo soldati ma anche la fauna.

La scala globale e industriale del conflitto amplificò i danni ambientali[28][29][30][31].

  • Defoliazioni e incendi su vasta scala. In molte zone dell’URSS, della Cina e del Pacifico intere foreste furono bruciate per tattiche militari. Nel fronte orientale si usarono incendi pianificati per negare risorse al nemico.
  • Inquinamento industriale e bellico. Bombardamenti sistematici su industrie, raffinerie e porti causarono fuoriuscite di petrolio, contaminazioni e distruzione di ecosistemi marini e fluviali.
  • Armi chimiche stoccate e disperse. Enormi quantità di agenti chimici furono affondate nei mari dopo il 1945 (Baltico, Adriatico, Atlantico), creando danni ambientali che durano ancora oggi.
  • Bombe atomiche. Gli attacchi su Hiroshima e Nagasaki, e centinaia di test nucleari negli anni successivi, produssero un impatto che oggi molti studiosi interpretano come un’icona dell’ecocidio moderno: contaminazione radioattiva, distruzione totale di ecosistemi, effetti persistenti nel tempo.

Guerra di Corea

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Nella guerra di Corea, anche se il termine "ecocidio" non era ancora in uso, ci fu ampia deforestazione dovuta ai bombardamenti e all’uso di napalm, degrado dei suoli e perdita di copertura forestale[32][33].

Guerra del Vietnam

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Elicottero statunitense mentre lancia Agente Arancio e napalm su una foresta vietnamita
Elicottero statunitense mentre lancia Agente Arancio e napalm su una foresta vietnamita

Uno degli aspetti più controversi dell'impegno militare statunitense nel Sud-est asiatico fu l'uso diffuso di defolianti chimici tra il 1961 e il 1971. 20 milioni di galloni di erbicidi tossici (come l'Agente Arancio) furono spruzzati su 6 milioni di acri di foreste e colture dall'Aeronautica Militare statunitense[34].

Le sostanze chimiche utilizzate continuano a modificare il paesaggio, causare malattie e difetti alla nascita e avvelenare la catena alimentare.

Guerra civile in Cambogia

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Nella guerra civile in Cambogia ci fu la distruzione di foreste tropicali per attività militari e bombardamenti a tappeto[35].

Inquinamento petrolifero del Delta del Niger

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Gli effetti dell'esplorazione petrolifera sulle comunità e sull'ambiente della regione del Delta del Niger sono stati gravi. Le popolazioni indigene locali hanno visto scarsi miglioramenti nel loro tenore di vita, subendo al contempo gravi danni al loro ambiente naturale, alcuni potenzialmente letali, tra cui l'inquinamento atmosferico, idrico, acustico, ecc. Secondo i dati del governo federale nigeriano, tra il 1970 e il 2000 si sono verificate più di 7.000 fuoriuscite di petrolio[36].

Disastri industriali e chimici

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Disastro di Chernobyl

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Dopo il disastro, 4 chilometri quadrati di foresta di pini direttamente sottovento al reattore divennero di un marrone rossastro e morirono, guadagnandosi il nome di "Foresta Rossa"[37]. Anche alcuni animali nelle aree più colpite morirono o smisero di riprodursi. Il disastro è stato descritto da avvocati, accademici e giornalisti come un esempio di ecocidio[38][39][40].

Altri esempi sono:

  • Disastro di Bhopal (1984): fuoriuscita di gas tossico da una fabbrica chimica che provocò migliaia di morti e contaminazione duratura del suolo e dell’acqua.
  • Exxon Valdez, Alaska (1989): fuoriuscita di petrolio che devastò coste, pesci e uccelli marini.

Guerre jugoslave

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Nelle guerre jugoslave ci furono bombardamenti NATO e serbi su raffinerie e industrie chimiche con rilasci di sostanze tossiche lungo il Danubio e in aree industriali[41][42][43].

Guerra in Iraq

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Alcuni studiosi, giuristi ed esperti di diritto ambientale hanno descritto la guerra in Iraq (sia quella del 1991 sia quella del 2003) come un possibile “ecocidio”[44][45][46].

Deforestazione

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Deforestazione nella provincia di Riau, Sumatra, per far posto a una piantagione di palma da olio (2007)
Deforestazione nella provincia di Riau, Sumatra, per far posto a una piantagione di palma da olio (2007)

L’Indonesia ha uno dei tassi di deforestazione più rapidi al mondo[47][48]. Nel 2020, le foreste coprivano circa il 49,1% della superficie terrestre del paese, in calo rispetto all’87% del 1950[49]. Dagli anni ’70, la produzione di tronchi, varie piantagioni e l’agricoltura sono state responsabili di gran parte della deforestazione in Indonesia[49]. Dagli anni 2000 è stata guidata dall’industria dell’olio di palma, che è stata criticata per il suo impatto ambientale e lo spostamento delle comunità locali[48][50].

La deforestazione diffusa (e altre distruzioni ambientali) in Indonesia è spesso descritta dagli accademici come un ecocidio[51][52][53].

Foresta pluviale amazzonica

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Deforestazione nello stato di Maranhão, Brasile
Deforestazione nello stato di Maranhão, Brasile

I danni all’Amazzonia (per deforestazione ed estrazione mineraria) sono stati ampiamente descritti da gruppi indigeni, gruppi per i diritti umani, politici, accademici e giornalisti come un ecocidio e un genocidio[54][55][56].

Grandi opere infrastrutturali dannose

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Ad esempio:

Invasione russa dell'Ucraina

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Prima e dopo la distruzione della diga di Kakhovka
Prima e dopo la distruzione della diga di Kakhovka

Sulla base di una valutazione preliminare, l'invasione russa dell'Ucraina ha inflitto 51 miliardi di dollari di danni ambientali in entrambi i territori. Secondo un rapporto della Yale School of the Environment, circa 687.000 tonnellate di prodotti petrolchimici sono andate in fumo a causa dei bombardamenti, mentre quasi 1.600 tonnellate di inquinanti sono fuoriuscite nei corsi d'acqua. Sostanze chimiche pericolose hanno contaminato circa 70 acri di terreno e hanno probabilmente reso temporaneamente impossibili le attività agricole[59].

Guerra di Gaza

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Bulldozer delle IDF che abbatte alberi a Gaza nell'ottobre 2023
Bulldozer delle IDF che abbatte alberi a Gaza nell'ottobre 2023

L'invasione israeliana della Striscia di Gaza (a sua volta parte della guerra di Gaza[60]) ha causato ingenti danni ambientali, tra cui la distruzione di terreni agricoli, lo sfollamento di persone, il bombardamento di Gaza, il blocco israeliano e la carestia nella Striscia di Gaza[60][61][62].

Diritto interno

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Alcuni paesi hanno codificato l'ecocidio come crimine all'interno dei propri confini in tempo di pace. Tali paesi hanno seguito la formulazione dell'articolo 26 della bozza della Commissione del diritto internazionale (CDI), che faceva riferimento al causare intenzionalmente "danni diffusi, duraturi e gravi all'ambiente naturale" nel contesto di una guerra, tenendo presente che l'articolo 26 è stato rimosso dalla bozza finale presentata allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale nel 1996[63]. Nessuno dei paesi ha istituito procedure per misurare l'"intenzione".

I paesi con leggi nazionali sull'ecocidio sono (in ordine alfabetico)[64][65]:

  • Armenia (2003)
  • Belgio (2023)
  • Bielorussia (1999)
  • Cile (2023)
  • Ecuador (2008; 2014)
  • Francia (2021)
  • Georgia (1999)
  • Kazakistan (1997)
  • Kirghizistan (1997)
  • Moldavia (2002)
  • Russia (1996)
  • Tagikistan (1998)
  • Ucraina (2001)
  • Uzbekistan (1994)
  • Vietnam (1990)

Nella cultura di massa

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L'ecocidio è un tema comune nella narrativa, con molti film e libri ambientati in un mondo post-ecocidio, tra cui i film Avatar, Blade Runner, Mad Max, WALL•E, Interstellar, Ipotesi sopravvivenza e 2022: i sopravvissuti.

  1. ecocìdio in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 12 giugno 2023.
  2. (EN) Jojo Mehta, To stop climate disaster, make ecocide an international crime. It's the only way, in The Guardian, 24 febbraio 2021. URL consultato il 12 giugno 2023.
  3. ... and a Plea to Ban ‘Ecocide’, su nytimes.com.
  4. (EN) Jonathan Watts, Make environmental damage a war crime, say scientists, in The Guardian, 24 luglio 2019. URL consultato il 12 giugno 2023.
  5. (EN) David Zierler, The Invention of Ecocide: Agent Orange, Vietnam, and the Scientists Who Changed the Way We Think About the Environment, University of Georgia Press, 1º maggio 2011, ISBN 978-0-8203-3978-8. URL consultato il 12 giugno 2023.
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  7. (EN) The push to make ‘ecocide’ an international crime takes a big step forward, su NBC News, 23 giugno 2021. URL consultato il 12 giugno 2023.
  8. (EN) European Parliament proposes including “ecocide” in EU law, su Stop Ecocide International, 29 marzo 2023. URL consultato il 12 giugno 2023.
  9. (EN) The Brussels Times, European Parliament agrees on the recognition of ecocide in EU legislation, su www.brusselstimes.com. URL consultato il 12 giugno 2023.
  10. (EN) Anchal Vohra, Ecological Murder Could Soon Be Illegal, su Foreign Policy, 16 maggio 2023. URL consultato il 12 giugno 2023.
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  12. Ilaria Sesana, L'ecocidio ha una definizione legale. Ma la strada per il riconoscimento è ancora lunga, su Altreconomia, 1º novembre 2021. URL consultato il 12 giugno 2023.
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  16. 1 2 3 Martin Crook e Damien Short, Marx, Lemkin and the genocide–ecocide nexus, in The International Journal of Human Rights, vol. 18, n. 3, 3 aprile 2014, pp. 298–319, DOI:10.1080/13642987.2014.914703. URL consultato il 19 novembre 2025.
  17. (EN) Martin Crook, Damien Short e Nigel South, Ecocide, genocide, capitalism and colonialism: Consequences for indigenous peoples and glocal ecosystems environments, in Theoretical Criminology, vol. 22, n. 3, 1º agosto 2018, pp. 298–317, DOI:10.1177/1362480618787176. URL consultato il 19 novembre 2025.
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