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Ente nazionale cinofilia italiana

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Ente Nazionale della Cinofilia Italiana
(IT) Ente Nazionale della Cinofilia Italiana
AbbreviazioneENCI
Affiliazione internazionaleFédération cynologique internationale
Fondazione1882
FondatoreConte Carlo Borromeo, Principe Emilio Belgioioso d'Este, Ferdinando Delor, Carlo Biffi e Luigi Radice
ScopoSocietà per il miglioramento delle razze canine in Italia
Sede centraleItalia (bandiera) Milano
Area di azioneItalia (bandiera) Italia
PresidenteItalia (bandiera) Dino Muto
Lingua ufficialeitaliano
Membri60.000 (2026)
Sito web

L'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, in acronimo ENCI, è l'organismo ufficiale preposto alla regolamentazione e alla promozione della cinofilia in Italia. L'associazione svolge funzioni di registrazione e tutela delle razze canine, curando il Libro genealogico nazionale dei cani di razza e la catalogazione degli esemplari presenti sul territorio nazionale. Inoltre, l'ENCI coordina e disciplina lo svolgimento di manifestazioni ed eventi cinofili, sia a livello nazionale sia internazionale, contribuendo alla diffusione delle attività sportive e culturali legate al mondo canino.

Fu fondato nel 1882 con il nome di Kennel Club Italiano.

Le origini dell'ente risalgono al 1882, quando un gruppo di appassionati fondano una "Società per il miglioramento delle razze canine in Italia". I fondatori sono il Conte Carlo Borromeo, il Principe Emilio Belgioioso d'Este, Ferdinando Delor, Carlo Biffi, e Luigi Radice. Poco dopo nasce il Kennel Club Italiano con trentuno soci fondatori. Viene anche istituito il Libro delle Origini (LOI), il cui primo soggetto iscritto è un bracco italiano di nome Falco, nato nel 1875. Negli anni tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, viene ratificato lo statuto dell'associazione, vengono organizzate le primi esposizioni canine (a Milano e Torino), ed inizia la pubblicazione della rivista ufficiale del club.

Nel 1904 si superano i 1000 soggetti iscritti al Libro delle Origini. Nel 1926 l'ente ottiene il riconoscimento ministeriale della personalità giuridica, e nel 1940 il riconoscimento da parte del Ministero dell'Agricoltura. A partire dal 1970 le associazioni cinofile dei paesi membri della Fédération cynologique internationale (FCI) nel corso della assemblea generale di Budapest, decidono il riconoscimento reciproco dei certificati genealogici emessi nelle diverse Nazioni, e stabiliscono che i relativi documenti portino un comune contrassegno. Attualmente (2026) i soggetti iscritti ai Libri Genealogici Nazionali sono circa 200.000, le manifestazioni zootecniche organizzate dall'ENCI sono più di 2.000, di cui circa 1.200 prove di lavoro e oltre 400 esposizioni, cui partecipano oltre 100.000 cani.

Oltre all'indirizzo zootecnico, i principali progetti che l'ENCI sta portando avanti sono la gestione delle competizioni degli sport cinofili, tramite il portale ENCI Sport[1], lanciato ad inizio 2015, e lo sviluppo di corsi sulla cinofilia e la cinologia. Inoltre porta avanti un processo di selezione in alcune zone italiane chiamate "zone cinofile" dove vengono addestrati e allenati i cani utilizzati nell'attività venatoria e centri di addestramento per i cani di utilità e per la Protezione civile. Inoltre si cerca di lavorare sulla selezione dei cani con attitudini naturali dei cani da gregge o con particolari attitudini ludico-sportivi come per l'agility dog. Si sta anche cercando di sviluppare un centro per la conservazione del germoplasma dei soggetti miglioratori e della fecondazione artificiale.

Razze italiane

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L'ENCI riserva una particolare attenzione alla valorizzazione e promozione delle razze italiane. Le razze autoctone e di antica origine sono 16 (cane da pastore bergamasco, maltese, bolognese, cane da pastore abruzzese maremmano, bracco italiano, mastino napoletano, cirneco dell'Etna, segugio italiano a pelo raso, segugio italiano a pelo forte, segugio dell'Appennino e segugio maremmano, cane corso, lagotto romagnolo, spinone italiano, piccolo levriero italiano, volpino italiano) mentre altre sono in via di riconoscimento. La selezione ed il loro miglioramento assumono un carattere preminente nell'attività tecnica dell'ente che ne vuole favorire la conoscenza e la diffusione sia in Italia che all'estero.

  1. Il portale per l’Agility, su enci.it. URL consultato il 17 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2016).

Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 136691268
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