Dotto di Stenone

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Dotto di Stenone
Gray1023.png
Parotide
Gray1024.png
Ghiandole salivari con il dotto di Stenone visibile al centro
Anatomia del Gray Pagina 1134
Sistema Sistema digerente
Identificatori
MeSH
A03.556.500.760.640
TA A05.1.02.007
FMA 10420
Elementorum myologiae specimen, 1669

Il dotto di Stenone, dal nome del suo scopritore Niccolò Stenone, anche conosciuto come dotto parotideo, è il dotto escretore della ghiandola parotide.

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Ha lunghezza di circa 5 cm e 3 mm di calibro, sebbene presenti un calibro minore a livello dell'orifizio orale.

Decorso[modifica | modifica wikitesto]

Il dotto parte dal margine anteriore della ghiandola e prosegue con decorso longitudinale, orizzontalmente in avanti, sul muscolo massetere, mantenendosi a 1–2 cm al di sotto dell'arcata zigomatica. Una volta superato il muscolo massetere perfora la bolla di Bichat e il muscolo buccinatore per poi aprirsi nella cavità buccale in prossimità del secondo molare superiore.

Superiormente al dotto decorre l'arteria trasversa della faccia.

Istologia[modifica | modifica wikitesto]

Il dotto è costituito da un epitelio che poggia sulla membrana basale. Possiede una propria muscolatura che consente la progressione del secreto dalla parotide alla bocca.

Patologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso di ostruzione del dotto di Stenone, che può avvenire per un calcolo nel dotto o per compressione dovuta a infiammazione dell'area (ad esempio ascessi dentali) si può giungere a uno sfiancamento del dotto di Stenone a causa della pressione della saliva che non riesce a trovare sbocco in altro modo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anastasi et al., Trattato di anatomia umana, Napoli, Edi. Ermes, 2006.