Distanza interpupillare

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La distanza interpupillare è la distanza misurata in millimetri tra il centro della pupilla dell'occhio destro a quella dell'occhio sinistro.

Nell'essere umano tale distanza è mediamente di 65 mm, ma può variare a seconda della conformazione del cranio dei soggetti, e viene influenzata dal fatto che si stiano guardando oggetti vicini o lontani.

Nei soggetti con dolicocefalia indotta (come negli antichi egizi ed aztechi) o congenita si hanno crani "schiacciati", ovverosia lunghi e stretti, con distanze interpupillari inferiori alla media. Nei soggetti con mesocefalia (la stragrande maggioranza dei popoli indoeuropei), invece, si hanno distanze interpupillari superiori o inferiori di qualche millimetro rispetto al valore medio. Diversa è la brachicefalia i cui soggetti hanno distanze interpupillari superiori alla media. In questi casi di parla di ipertelorismo interpupillare.

Esistono diversi metodi di misurazione della distanza, ma le più accurate avvengono durante le visite oculistiche, con un righello o un pupillometro.[1]

Un altro metodo consiste nel tagliare due strette fessure in due cartoncini separati, tenerli uniti e allineati guardando un oggetto posto lontano con entrambi gli occhi, ciascun occhio attraverso la corrispondente fessura, a questo punto si fanno scorrere i due cartoncini orizzontalmente, fino ad avere la visione corretta. La distanza fra le fessure sarà la vostra distanza interpupillare.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ McCleary, Davis S., The optician training manual : simple steps to becoming a great optician, Santa Rosa Pub, 2009, ISBN 0-615-19381-1, OCLC 679937182. URL consultato il 18 luglio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]