Distanza interpupillare

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La distanza interpupillare è una misura del nostro apparato visivo, utilizzata soprattutto in ambiente oftalmico e oculistico. Viene misurata generalmente in millimetri, e valuta la distanza tra i due centri della pupilla dell'occhio destro e sinistro. Serve per poter costruire in modo accurato, in base all'individuo, gli occhiali da vista con le adeguate specifiche. Nel caso, è necessario stabilire le due singole distanze monoculari, rispetto ad un punto centrale di riferimento, come ad esempio l'osso del naso.

Nell'essere umano, tale distanza varia notevolmente in base alla morfologia e alla conformazione del cranio e sicuramente alla crescita dell'individuo. Nei neonati è solitamente inferiore che negli adulti, dove può trovare valori estremi tra 45 e 80 mm circa, ma molti strumenti professionali riportano tolleranze meccaniche tra 48 e 75 mm (ideali per adulti e bambini). I valori medi sono intorno a 65 mm per l'uomo e a 62 mm per la donna, ma i valori medi non sono molto utili per tutti gli altri, se non per costruire ad esempio, occhiali da lettura a basso costo, tendenzialmente inadeguati per tutti gli individui fuori dalla media. Generalmente è sconsigliato utilizzare occhiali costruiti per valori di distanza interpupillare diversa dalla nostra, poiché i muscoli tendono a far assumere posizioni innaturali e fastidiose, col tempo anche dannose.

La stessa distanza individuale, viene influenzata (circa del 10%) se stiano guardando oggetti vicini o lontani. Il valore massimo si può misurare osservando oggetti all'infinito, come la Luna e le stelle, mentre quello minimo, osservando oggetti a pochi centimetri di distanza dal naso. Per questo e per altri motivi, gli occhiali da lettura sono diversamente costruiti dall'ottico, rispetto agli occhiali per la guida degli autoveicoli.

Negli individui con dolicocefalia indotta (tipica degli antichi egizi e degli aztechi) o congenita, si hanno crani "schiacciati", ovverosia lunghi e stretti, con distanze interpupillari inferiori alla media. Nei soggetti con mesocefalia (la stragrande maggioranza dei popoli indoeuropei), al contrario, le distanze interpupillari sono tipicamente superiori o di poco inferiori al valore medio (qualche millimetro). Diversa è la brachicefalia, i cui soggetti hanno distanze interpupillari superiori alla media. In questi casi di parla di ipertelorismo interpupillare.


Esistono diversi metodi per la misurazione della distanza interpupillare. Le più accurate avvengono durante le visite oculistiche, tramite strumentazione professionale come il forottero, l'interpupillometro o pupillometro [1] stereo, oppure col righello PD, ecc. Ma è possibile trovare valori accurati anche con metodi più "casalinghi" (se eseguiti con cura) e non per questo meno precisi o efficaci.

Un altro metodo consiste nel tagliare due strette fessure in due cartoncini separati, tenerli uniti e allineati guardando un oggetto posto lontano con entrambi gli occhi, ciascun occhio attraverso la corrispondente fessura, a questo punto si fanno scorrere i due cartoncini orizzontalmente, fino ad avere la visione corretta. La distanza fra le fessure sarà la vostra distanza interpupillare.[senza fonte]

Il Binocolo, che sfrutta la visione binoculare, è uno strumento che deve poter regolare facilmente la distanza interpupillare di ogni individuo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ McCleary, Davis S., The optician training manual : simple steps to becoming a great optician, Santa Rosa Pub, 2009, ISBN 0-615-19381-1, OCLC 679937182. URL consultato il 18 luglio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]