Discussione:Categoria (filosofia)

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Testo copiato da Discussione:Categoria. --XXL☮®? 18:50, 5 mag 2007 (CEST)

Testo estratto su "categoria in filosofia"[modifica wikitesto]

Per Aristotele, categoria è la funzione di attribuire un predicato ad un soggetto, specificatamente, le classi supreme di ogni predicato possibile. Esse sono dieci: la sostanza, la qualità, la quantità, la relazione, il dove, il quando, il giacere, l'avere, il fare, il subire. Ma Aristotele stesso poi non diede molto peso a questo elenco, infatti nella maggior parte delle sue citazioni alle categorie è incompleto.

Le categorie di Aristotele non si riunificano secondo un rapporto logico, ma si riuniscono mediante la relazione dei loro enti concreti.
A ciascuna delle categorie poi appartengono una parte di quei discorsi che hanno a che fare con il mondo reale, alla sostanza il nome o il sostantivo, alla qualità, quantità, relazione ecc. il relativo aggettivo qualificativo, qualitativo, quantitativo, ecc.
Da ciò si è ipotizzato che per Aristotele le categorie siano una classificazione del discorso di cui fanno parte.
La dottrina aristotelica delle categorie, contro l'eleatismo, è l'affermazione che l'essere è determinato in una molteplicità di attributi, è cioè multilaterale nella sua unità; contro Platone, l'affermazione della necessità di distinguere i concetti logici dagli empirici.

Solo con Kant si compie completamente il discorso sulle categorie.
Una volta distinto il discorso logico da quello semantico, che non era mancato in Aristotele ma non aveva saputo attribuire quanto all'uno e quanto all'altro, Kant ammette che giudicare, fonte di ogni discorso logico, sia un'attività differenziata, le cui differenze nascono dalla differenza dei concetti puri, mediante il quale l'intelletto unifica il molteplice dell'intuizione.
Le differenze dei giudizi, sono, secondo una classificazione tradizionale, raccolte sotto quattro titoli, comprendenti ciascuna tre momenti:

  1. quantità dei giudizi: universali, particolari, singolari
  2. qualità: affermativi, negativi, infiniti
  3. relazione: categorici, ipotetici, disgiuntivi
  4. modalità: problematici, assertori, apodittici

Con l'analisi trascendentale si possono ricavare le dodici categorie: unità, pluralità, totalità, realtà, negazione, limitazione, inerzia e sussistenza, causa ed effetto, reciprocità, possibilità - impossibilità, esistenza - inesistenza, necessità - contingenza.

In Kant quindi come in Aristotele le categorie hanno bisogno del giudizio per essere adoperate, così in Kant hanno bisogno dell'Io penso, cioè del pensare in atto, per esercitare la loro funzione unificatrice. Le categorie sono le varie faccette di un prisma che si chiama pensiero, sono atti unificatori, ma non sono atti in atto.

Kant dimostra che la collocazione delle categorie nel discorso è a priori, cioè non è derivabile dall'esperienza.
Dopo Kant, resta il problema della deduzione delle categorie: unificare le categorie, trovando un principio da cui si possano tutte derivare.
Heghel credette di trovarlo nel carattere dialettico del pensiero.
Il Rosmini credette che tutte le categorie fossero soltanto dei predicabili e uno solo il predicamento, paragonando la categoria dell'essere alla luce, che passando attraverso un prisma, si differenzia nei colori dei predicabili.
Questo è l'esempio più chiaro e semplice, di che cosa sia la Categoria e come si differenzi dalle categorie. La Categoria è come la luce e le categorie sono come la luce differenziata in colori.

Per AndreaJaeger[modifica wikitesto]

Dopo Kant viene Fichte, non si può mettere in mezzo al testo una frase che parla dell'etologia moderna (peraltro -ribadisco- piuttosto oscura e poco chiara), e poi riprendere a parlare di Fichte e Hegel. O lo metti dopo Hegel, oppure fai proprio un paragrafo a parte.--Kerron (msg) 23:10, 5 mag 2009 (CEST)

Etologia moderna[modifica wikitesto]

Per le fonti vedere: Konrad Lorenz < L' altra faccia dello specchio. > Ed. Adelphi 1974 --AndreaJagher (msg) 20:21, 14 mag 2009 (CEST)

Etologia moderna[modifica wikitesto]

Sposto qui un inserimento di AndreaJager perchè non risponde agli standard ortografici dell'enciclopedia, e inoltre credo sia da verificare la corrispondenza del contenuto con la fonte indicata:--Emisin (msg) 12:20, 30 set 2009 (CEST)

Con l' etologia moderna K.Lorenz, dai suoi studi naturali, scopre la derivazione (quindi a-posteriori) delle nostre categorie mentali (apparati immagine del mondo) dall'evoluzione filogenetica della specie con l' ambiente. Ora innate (e perciò a-priori) nel singolo individuo e da cui sorgono le idee quando sottoposte ad uno stimolo sensoriale: «... qualcosa che 'stà' agli elementi della realtà extrasoggettiva come lo zoccolo d'un cavallo stà alla steppa o la pinna d'un pesce all'acqua.» (K. Lorenz, L'altra faccia dello specchio, Adelphi).

Inserimento di AndreaJagher[modifica wikitesto]

L'utente AndreaJagher ha effettuato un'aggiunta che secondo me non risponde agli standard minimi enciclopedici e ortografici, oltre ad essere pov, in quanto esprime dei giudizi, e oltre ad essere poco attinente con l'argomento della voce (categoria), il cui termine non viene menzionato neppure una volta. Dunque sposto qui le sue aggiunte, se qualche altro utente non è d'accordo dica almeno perchè simili aggiunte, assolutamente brutte a vedersi, debbano restare:--Emisin (msg) 20:28, 6 mar 2010 (CET)

Nietzsche, partendo dall'antico concetto greco del "conosci te stesso e diventa ciò che sei" e psicologizzando quindi il sapere umano («"conosci tè stesso" è tutta la scienza»[1]), fù il più grande precursore d'una epistemologia/gnoseologia naturalista della conoscenza umana quale prodotto di capacità evolutivamante divenute. «Le leggi del pensiero come risultato dell'evoluzione organica.»[2]

Nella sua critica all' idealismo ed a Kant, le vuote fantasie metafisiche, l'immoralità della morale e la retorica filosofia accademica per un ritorno alla filosofia estetica (scientifico-naturalista) presocratica e fisiologico-istintuale della conoscenza umana, spianò la via che poi seguì la psicoanalisi («Secondo l'ambiente e le condizioni della nostra vita, un istinto emerge come il più stimato e dominante; in particolare, pensiero, volontà e sentimento si trasformano in suoi strumenti» [3])[4][5], l'etologia e quindi l'epistemologia evoluzionista[6].

Con Konrad Lorenz, fondatore dell'etologia moderna e dell'epistemologia evoluzionista, partendo dalle basi poste da Nietzsche e confermate dai suoi studi naturali e dalle sue osservazioni in merito, si dimostrò come l'a-priorismo kantiano sia a-priori ora in quanto innato nel singolo individuo, ma a-posteriori se considerato quale prodotto divenuto nel corso dell'evoluzione filogenetica della specie interagente con l'ambiente. Perché «tutto ciò che noi sappiamo sul mondo reale deriva da meccanismi di informazione di origine filogenetica,...»[7]

Note[modifica wikitesto]

  1. ^ Aurora - libro I - frammento 48 da "Aurora e frammenti postumi 1879/1881" Adelphi.
  2. ^ 35[50] Frammenti postumi 1885 - Adelphi
  3. ^ Nietzsche - Frammenti postumi 1884 - 27[29] - Adelphi
  4. ^ Sul fatto che non tutti gli istinti si possono appagare (nutrire) in modo completo durante il giorno, in quanto «la vita allo stato di veglia non ha questa libertà d'interpretazione come quella del sogno, è meno poetica e sfrenata,» Nietzsche scrive: «il significato e il valore dei nostri sogni è proprio quello di compensare, fino ad un certo grado, quella casuale mancanza di "nutrimento" durante il giorno.» Aurora e Frammenti postumi 1879/1881 - Libro II - 119 - Adelphi
  5. ^ Dalle teorie di Nietzsche partono linee di sviluppo «che portano alla dottrina degli istinti di Freud e di Pareto ed al loro metodo di considerare il pensiero umano come un dispiegamanto e prodotto di meccanismi istintuali.» K. Mannheim «Sociologia della conoscenza nell' opera di Nietzsche» Enciclopedia Feltrinelli - Fischer
  6. ^ Alcuni degli innumerevoli aforismi di Nietzsche sull' argomento: «è probabile vi siano innumerevoli specie di vita e, conseguentemente, anche di rappresentazioni. «Il vero per noi», vale a dire ciò che ci rende possibile l'esistenza in base all'esperienza e il processo è così antico, che è impossibile trasformare il nostro pensiero. A ciò si riducono tutti gli a priori.» (11[136] Frammenti postumi 1881-Adelphi) «Vi son stati innumerevoli modi cogitandi, ma si son conservati solo quelli che portavano avanti la vita organica...» (11[52] Frammenti postumi 1881-Adelphi) «Nella catena morfologica degli animali, si sviluppa il sistema nervoso e, più tardi, il cervello: si sviluppa il sentire, come, più tardi, si sviluppa il creare immagini e il pensare.» (25[325] Frammenti postumi 1884 - Adelphi) «L'apparato conoscitivo...come mezzo dell'apparato della nutrizione.» (25[377] Frammenti postumi 1884 - Adelphi) «NB. Il principio di conservazione dell'individuo (ovvero la paura della morte) non può essere dedotto da sensazioni di piacere e dispiacere, bensì esso è qualcosa che dirige, è una valutazione, che si trova già alla base di tutte le sensazioni di piacere e dispiacere. Solo quelle attività intellettuali che conservavano l' organismo hanno potuto conservarsi; e nella lotta degli organismi queste attività intelletuali si sono continuamente irrobustite e raffinate,--- NB. - La lotta come origine delle funzioni logiche.» (25[427] Frammenti postumi 1884 - Adelphi) (Qui fra l'altro Nietzsche sembra avvalorare l'ipotesi che sia l'interno istinto di conservazione, in interazione evolutiva con l'esterno, a dirigere la formazione delle categorie mentali che ci fan conoscere un determinato tipo di mondo esterno: quello utile alla nostra vita) «L'intero apparato conoscitivo è un apparato di astrazione e semplificazione - non diretto alla conoscenza, bensì al dominio delle cose» (26[6] Frammenti postumi 1884 - Adelphi) «Il vecchio Kant constata alcuni istinti intellettuali, che agiscono prima di qualsiasi ragionamento e di qualsiasi attività sensibile» (26[375] Frammenti postumi 1884 -Adelphi)«Nei giudizi di valore si esprimono condizioni di conservazione e di crescita; tutti i nostri organi e sensi conoscitivi sono sviluppati solo in vista di condizioni di conservazione e di crescita» (9[38] Frammenti postumi 1887 - Adelphi) Categorie della ragione «Queste ultime potrebbero aver fatto, fra molto palpare e tastare intorno, buona prova per una loro relativa utilità...Da allora in poi valsero come a priori, come al di là dell'esperienza, come non rigettabili....E tuttavia esse forse non esprimono se non un determinato finalismo di razza e di specie. Solo la loro utilità è la loro verità.» (14[105] Frammenti postumi 1888/1889 - Adelphi) Sulla gnoseologia «Dietro l'evoluzione degli organi conoscitivi stà come motivo l'utilità della conservazione, non un qualunque bisogno astratto-teorico di non venire ingannati.» (14[122] Frammenti postumi 1888/1889 - Adelphi)
  7. ^ K. Lorenz, L'altra faccia dello specchio, Adelphi.

Bibliografia[modifica wikitesto]

  • «Ideology and utopia» di K. Mannheim «The sociology of knowledge»

http://books.google.it/books?id=NxethJLLfGoC&pg=PA279&lpg=PA279&dq=from+nietzsche+the+lines+of+development+lead+to+the+freudian+and+paretian&source=bl&ots=Szfmsmwg7f&sig=CRUHIbLGLI5GeriyZ3s9eXOKInw&hl=it&ei=p7GPS43uEpmXsQb46aHjDw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CAYQ6AEwAA#v=onepage&q=from%20nietzsche%20the%20lines%20of%20development%20lead%20to%20the%20freudian%20and%20paretian&f=false

  • "Zarathustra's evolutionary epistemology" di C.U.M. Smith Journal of Social and Evolutionary Systems Volume 15, Issue 1, 1992, Pages 75-85

http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6W5G-4697666-6&_user=10&_coverDate=12%2F31%2F1992&_rdoc=6&_fmt=high&_orig=browse&_srch=doc-info(%23toc%236570%231992%23999849998%23326014%23FLP%23display%23Volume)&_cdi=6570&_sort=d&_docanchor=&view=c&_ct=17&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=1cfd5f0898c42b102c401eeb7804f168

  • "...egli è un precursore di quest'interpretazione dello sviluppo del sapere..." George Stack p.36 "An evolutionary epistemology" in "Nietzsche and Modern German Thought" ed Keith Ansell-Pearson

http://books.google.it/books?id=NV9rxpyjYtEC&pg=PA36&lpg=PA36&dq=Nietzsche+and+Modern+German+Thought+evolutionary+epistemology&source=bl&ots=SYjbNYk6_c&sig=DEolBLB3Vau_ihsUycoM9t1WNHE&hl=it&ei=XV2CS-6rDOCpsQbGkPWoBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CA0Q6AEwAA#v=onepage&q=&f=false

  • George Stack, "Nietzsche's Evolutionary Epistemology," Dialogos 59 (1992)
  • "Nietzsche and Metaphysics" di Peter Poellner , Lecturer in Philosophy University of Warwick, p.138 paragrafo "Nietzsche and evolutionary epistemology".

http://books.google.it/books?id=IUrdBYN0d-gC&pg=PA138&lpg=PA138&dq=Evolutionary+epistemology+nietzsce&source=bl&ots=n-mcdkY3ZG&sig=d1qEo9V0YRoxexoo3qn4e-EO8vA&hl=it&ei=zE6CS4KjO9GUsQaF6LG9BA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CCIQ6AEwBQ#v=onepage&q=&f=false

"L'altra faccia dello specchio"[modifica wikitesto]

Carissimo Emisin, arrampicarsi sugli specchi non solo "nuoce gravemente alla salute", ma in questo caso pure all'obiettività e la completezza dell'informazione enciclopedica. "Buon lavoro". AndreaJagher (msg)

Andrea, c'è qualcosa che non capisco? Perché di fronte alla richiesta di pareri di Emisin reagisci in questo modo? A latere, quel testo mi sembra una tua RO. --Pequod76(talk) 00:22, 19 ago 2011 (CEST)

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Cordiali saluti, Lsjbot (msg) 00:46, 17 mar 2015 (CET)