Discussione:Carlo Emanuele Buscaglia

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Critica[modifica wikitesto]

La voce sembra piu' agiografica che storica. Riporta un elenco di due incrociatori pesanti affondati, due incrociatori leggeri, cinque navi affondate. A quasi settanta anni dalla fine del conflitto, dovrebbbe poter essere possibile precisare l'identita' delle navi affondate, e descrivere le circostanze del loro affondamento. Temo che tutto questo non sia possibile: non ho mai trovato conferme a tutti questi affondamenti in altre fonti.

Le circostanze della morte di C. E. Buscaglia fanno pensare ad un suo tentativo di disertare e raggiungere la Repubblica del Nord. E' impossibile ormai accertare le sue vere intenzioni, ma sarebbe opportuno almeno menzionare questo scenario alternativo.

Non credo che ristabilire un minimo di oggettivita' storica tolga niente alla figura di C. E. Buscaglia, del quale si puo' ancora ammirare la serieta', l'impegno, e il sacrificio in nome di una forse malintesa fedelta' e coerenza. Raccontare storielle invece della Storia puo' solo oscurare i veri meriti dei protagonisti. Questo commento senza la firma utente è stato inserito da ‎128.178.157.179 (discussioni · contributi) 13:07, 9 nov 2012.

Gentile amico, Wikipedia non è un forum. Ogni critica a una voce è sempre la benvenuta se è produttiva e concreta. Non c'è un autore a cui scrivere o una redazione che deve recepire un suggerimento, ma qui siamo per scrivere la voce e quindi servono frasi del tipo "io scriverei" seguito da due punti e virgolette. Gli altri che leggono esprimono il proprio consenso e si va avanti, paragrafo per paragrafo, riga per riga, parola per parola se serve. Attenzione però alla regola d'oro di Wikipedia: cita le fonti. Quando si suggerisce di menzionare all'ipotesi della diserzione, non si può lasciare questa frase come un parere personale di chi scrive, ma va riportato su quale fonte verificabile è indicata questa visione, di modo che chi legge si possa fare una idea della affidabilità di ciò che è scritto, ma sopratutto non accusi Wikipedia di fare fantastoria senza fondamento. --EH101{posta} 11:47, 19 mag 2013 (CEST)

Lista onorificenze[modifica wikitesto]

Stavo per farlo io stesso, ma poi ho pensato che è meglio discuterne qui: non sarebbe meglio porre per prima la medaglia d'oro, la più importante, lasciando l'ordine cronologico per le altre? Nella maggioranza delle voci mi pare sia stato fatto così. Opinioni e/o commenti? char_aznable (msg) 20:21, 10 giu 2013 (CEST)

Allora, se ne è discusso tempo fa con altre persone (qui e relativa talk, forse anche in altre pagine non ricordo bene) ma, indovinate un po', non si è formalizzato nulla perché fondamentalmente era un dialogo a 2 o 3 persone, poche per scegliere una convenzione. Quello su cui mi pare andavamo tutti d'accordo era di mettere le onorificenze straniere sempre e comunque alla fine, come accade per i medaglieri reali, se non addirittura di fare 2 paragrafi distinti (nazionali e straniere). Sull'ordine interno invece attualmente o fai per ordine cronologico o per importanza come stabilito dalle regole ufficiali. Finché si vuol mettere la MOVM al primo posto è facile, ma se vogliamo seguire le regole di ogni paese (che peraltro non riusciremo neanche a trovare) è un altro paio di maniche: io per compilare correttamente e in ordine ufficiale il medagliere di Carmine Masiello ci ho messo davvero un sacco di tempo... si può pretendere che ogni contributore impieghi un sacco di tempo per inserire le medaglie? No. E chi le rimette in ordine dopo? Minimo sono 10/15 minuti a voce. --Zero6 20:40, 10 giu 2013 (CEST)
Sono d'accordo con te, ma non era assolutamente mia intenzione discettare sui massimi sistemi, :) tutto quello che volevo fare era semplicemente porre per prima la medaglia d'oro per rendere la voce più conforme alle altre attualmente oggetto del "festival della qualità", chiedendone il consenso. Vedo che comunque mi hai preceduto, quindi siamo già a posto. ;) char_aznable (msg) 11:17, 11 giu 2013 (CEST)

Modifiche ecc. ecc.[modifica wikitesto]

Volevo fare delle integrazioni/modifiche alla voce, che visto che la pagina è importante voglio prima sottoporre alla vs. attenzione (mano a mano che scopro altro lo aggiungo):

  • dalla fonte in mio possesso (Molteni, L'aviazione italiana che ho già usato altrove) risulta che il Reparto Speciale Aerosiluranti era in realtà il Reparto Sperimentale Aerosiluranti, costituito il 25 luglio a Gorizia (quindi non si sa come Buscaglia fosse stato assegnato al reparto prima della sua costituzione).
Sulla data del trasferimento non so, ho lasciato quello che diceva precedentemente la voce.--Antonioptg (msg) 14:27, 11 giu 2013 (CEST)
Allora l'ho tolta --Zero6 09:44, 12 giu 2013 (CEST)
  • Sul modo in cui viene descritto l'attacco alla baia di Suda del 3 dicembre 1940 ho qualche perplessità: in genere l'attacco era portato il più velocemente possibile per evitare la reazione della contraerea e della caccia avversarie e allontanarsi velocemente dall'aerea. Che gli aerosiluranti siano rimasti sulla zona per oltre 40 minuti mi pare improbabile, considerando che più che disorientare la contraerea con i finti attacchi, l'avrebbero allertata.--Antonioptg (msg) 14:27, 11 giu 2013 (CEST)
Si vede che questo attacco fu diverso, salvo smentite. --Zero6 14:41, 11 giu 2013 (CEST)
  • La prima azione di Buscaglia con la 281ª fu il 24 o 28 marzo?
A me risulta il 24 marzo--Antonioptg (msg) 14:58, 11 giu 2013 (CEST)
Chiarisco: magari la prima azione fu il 24 marzo. Il 28 marzo invece Buscaglia e Greco attaccarono un convoglio partito da Alessandria, mirando alla portaerei Formidable, senza però arrecare danni (uno dei pochi contributi dati dalla Regia alla Battaglia di Capo Matapan). Non è che magari è la stessa azione che nella voce si dice sia stata effettuata il 2 aprile attaccando un mercantile? Io non credo (mercantile e portaerei si distinguono bene) ma vorrei sentire un vs. parere. --Zero6 09:44, 12 giu 2013 (CEST)
Secondo Aichner, anzi Evangelisti, la prima azione avvenne il 28, nell'azione del 2 aprile partirono, assieme ad alcuni bombardieri in quota, 4 aerosiluranti al comando di Cannaviello (comandante del 34° Gruppo...), gli altri erano Barbani, Cimicchi e Sacchetti, gli ultimi due della 281ª, non c'era quindi Buscaglia. Vennero colpiti tre piroscafi ed affondato un quarto, l' Homefield, attribuito si pensa a Cimicchi, mi sono fatto prestare da mio padre l'autobiografia di quest'ultimo, che per quanto riguarda il 2 aprile conferma quanto sopra. char_aznable (msg) 01:29, 14 giu 2013 (CEST)
  • Ho sistemato un po' l'azione del 14 e 15 giugno: gli aerosiluranti in teoria non attaccarono nessuno di mattina, erano solamente diretti all'aeroporto-trampolino di Pantelleria. Il Burdwan poi era già stato danneggiato dai bombardieri tedeschi, non dalle navi italiane. Se ho sbagliato qualcosa revertate pure. --Zero6 14:41, 11 giu 2013 (CEST)
  • Nel mio libro risulta che poco prima della partenza per l'ultima missione parlò con Aichner, non con Graziani. Maiori (o meglio, per me Francesco MaiorE) non era il motorista ma un aviere imbarcato come fotografo. Il motorista era invece Vittorio Vercesi, morto carbonizzato assieme al copilota Francesco Sogliozzo. Nell'azione comunque venne affondato il piroscafo di Buscaglia e danneggiato un cacciatorpediniere, almeno secondo la mia fonte, mentre nella voce si dice che vennero affondati due piroscafi più forse un altro carico di munizioni. --Zero6 18:38, 11 giu 2013 (CEST)
Sulla mia fonte dice testuale:"...disse al capitano Giulio Cesare Graziani (come si legge nel libro Il Gruppo Buscaglia, scritto da Martino Aichner e Giorgio Evangelisti): 'La guerra l'abbiamo perduta...'". Non avendo il libro di Aichner non so che dirti. MaiorE (Francesco), risulta aviere fotografo anche sul sito del quirinale per la MDVM, quindi suppongo abbia ragione tu. Di più "nin zo".--Antonioptg (msg) 19:41, 11 giu 2013 (CEST)
Sui siluri sabotati, checché ne dicano le fonti (che non sono quasi mai imparziali), andrei cauto. È un refrain fin troppo abusato per cercare di giustificare la sconfitta.--Antonioptg (msg) 20:27, 11 giu 2013 (CEST)
Nella mia fonte è scritto anche che successive indagini portarono all'arresto di tre tecnici del silurificio. Comunque io aspetterei anche il parere di char aznable per vedere se riusciamo a capirci un po' di più. Quello su cui comunque c'è accordo (tipo Maiore vs Maiori, lo modifico. --Zero6 20:34, 11 giu 2013 (CEST)
Su Napoli nella Seconda guerra mondiale: atti del Convegno di studi storici tenutosi a Napoli il 5 marzo 2005 leggo che ...fu accertato che un tecnico del silurificio, anziché collaudare il sistema d'arma utilizzando per ogni siluro il proprio guida siluro, utilizzava un unico guida siluri per tutti i collaudi, cosa che di fatto falsava l'esito delle prove. L'accusa, comunque, non fu esplicitamente di sabotaggio, bensì di attività illecita tendente ad aumentare la produzione e conseguentemente l'utile di esercizio. Il tecnico in questione e il direttore dello stabilimento furono deferiti al tribunale speciale e dopo la guerra il processo venne ripreso dal tribunale militare ma si concluse con l'assoluzione per non sussistenza del reato e che dopo la guerra, per crearsi delle benemerenze politiche a posteriori, pare che il tecnico in questione si sia vantato di aver sabotato i siluri in quanto contrario alla guerra dell'Asse.

Comunque vedo che su internet ci si accapiglia parecchio sulla faccenda dei tradimenti e dei sabotaggi, veri o presunti che fossero.--Antonioptg (msg) 21:38, 11 giu 2013 (CEST)

Ok, vediamo in cosa posso essere utile. Anche a me risultano due sole navi colpite nell'ultimo siluramento, la questione del sabotaggio è molto dibattuta (OT: fu anche da me portata come prova quando si trattò di implementare il guasto randomico dei siluri nel simulatore di volo Il-2 1946, i Whitehead W450 ebbero quindi la percentuale più bassa), ma ho trovato scritto da diverse parti che si trattò di vero e proprio sabotaggio, anche se forse si tratterebbe di fonti un po' di parte. Scrive Graziani che dopo la battaglia di mezzo giugno, incredulo perchè così tanti piloti esperti non avevano ottenuto risultati, Buscaglia fece smontare i siluri rimasti, dopo di che impiegò due giorni con Faggioni ed il s.ten. ingegnere Baudazzi, coadiuvati dai fotografi, per stendere il rapporto. Furono appunto arrestati i tecnici ritenuti responsabili, il processo andò per le lunghe e fu interrotto per l'armistizio, quando riprese dopo la guerra furono assolti "perché il fatto non costituisce reato", dopodiché Graziani si sfoga in una lunga invettiva contro gli accusati, comprensibile in chi aveva visto morire quel giorno un amico e compagno di corso all'Accademia. Comunque, sabotaggio volontario o no, quei siluri non erano in grado di funzionare. A proposito, cosa ne pensate del presunto sabotaggio dell'aereo di Buscaglia (annotazione 4 della voce su Graziani)? Ho riassunto nella suddetta voce quanto fu detto tra Buscaglia e Graziani nell'ultima tormentata notte prima della missione, è un po' diverso da quanto scrive Aichner (finalmente ho ritrovato il suo libro), si potrebbero integrare le due campane. Sempre a disposizione. :) char_aznable (msg) 00:17, 12 giu 2013 (CEST)
Allora, riguardo con chi parlò prima della missione ho lasciato Graziani, scrivendo che per un'altra fonte è Aichner. Ho poi aggiustato la cosa del motorista Maiore che motorista in realtà non fu (lo disse anche Buscaglia ricordano l'accaduto, e disse pure che morì il 27 novembre - non due giorni dopo). Non ho eliminato il numero delle navi colpite ma ho aggiunto che per un'altra fonte sono due e non tre.
Sui siluri: se c'è stato un processo con sentenza di assoluzione allora possiamo fare una nota per spiegare la cosa, lasciando in voce un semplice "i siluri non andarono a segno perché malfunzionanti".
Riguardo invece il presunto sabotaggio dell'aereo di Buscaglia direi che una nota come quella messa su Graziani ci può stare: alla fine è detto chiaramente che è un parere di Buscaglia e che non ci sono prove. E visto che la biografia è di Buscaglia, mi pare giusto dire quello che pensò sul suo abbattimento, vero o falso che sia. --Zero6 09:44, 12 giu 2013 (CEST)
Riguardo il fotografo Maiore non ho messo bocca, perché mi sembrava ormai pacifico. Al solito sono stato oscuro nella mia risposta (Eraclito), anche secondo Aichner la discussione fu con Graziani, non con lui stesso, ma riferisce ciò che Graziani avrebbe detto su quella discussione ad una terza persona e questa poi a lui, differente da quanto scrive Graziani stesso nella sua autobiografia. Sulla questione del sabotaggio dell'aereo di Buscaglia, posso aggiungere che sul libro suddetto è riportato che questo non era più l'aereo personale di Buscaglia, rimasto troppo danneggiato nella missione precedente, che faceva sempre controllare da una scorta armata avendo già avuto sentore di possibili attentati, permettendo che gli si avvicinassero solo i fidati specialisti, ma un'altro preso a Castelvetrano. Vi si trova scritto anche che Buscaglia seppe della costituzione di quella cellula segreta comunista dalla viva voce di Ercole Ercoli, lo pseudonimo sotto cui all'epoca si celava Palmiro Togliatti, a Napoli. Se serve altro... Ah sì, leggo ora che ci sono altre domande. Rileggo e riferisco stasera. char_aznable (msg) 10:57, 12 giu 2013 (CEST)
Sui siluri, visto che non esistono prove circa il sabotaggio ma solo riguardo a procedure non corrette di collaudo (questa era l'accusa del tribunale fascista), il che non implica il malfunzionamento, bisognerebbe mettere pure il "forse" sul malfunzionamento. Riguardo alle questioni sul sabotaggio dell'aereo, anche se secondo me si finisce per sconfinare nel campo delle illazioni che sono più da blog o forum che da enciclopedia, si può fare come suggerisce Zerosei.--Antonioptg (msg) 14:57, 12 giu 2013 (CEST)

Sempre riguardo ai siluri segnalo:
"Intanto i siluri che la marina riceveva dal silurificio di Baia [siamo nel 1940] presentavano di nuovo dei difetti tanto da far dubitare che «le operazioni di collaudo e quelle di verifica delle armi prima della consegna alle unita navali non siano fatte in questi ultimi tempi con la dovuta scrupolosità causando un peggioramento del funzionamento»...
Nel 1942 il Silurificio Italiano non riusciva ad iniziare la lavorazione delle commesse tedesche a causa dei ritardi nelle consegne dei materiali mentre le forniture per la marina italiana subivano ritardi per la mancanza di circa 600 operai; i tentativi della direzione di ottenere dalle autorità militari del personale sembravano vani. La produzione mensile media nello stabilimento di Baia era di 75 siluri mentre in quello del Fusaro solo alcuni reparti erano attivi. La marina al 28 febbraio 1942 risultava debitrice verso il silurificio di oltre 82 milioni di lire per il mancato pagamento delle fatture relative a varie forniture; ma forse questa situazione era da imputare alle anomalie che i siluri rilevavano ai collaudi...
II 28 aprile 1943 l'ufficio di Sorveglianza Tecnica Armamento Aeronautico presso il Silurificio Italiano rilevò al pontile di Baia una grave infrazione: ad alcuni siluri sottoposti al collaudo erano stati sostituiti i guida-siluri con altri precedentemente collaudati, alterando cosi i risultati delle prove. Denunce e sospetti di pratiche simili erano emersi anche in anni precedenti. Ma ora i tempi erano cambiati. L' indagine interna condotta dall'amm. Minisini escluse «un intendimento doloso da parte degli accusati», i quali sarebbero stati animati soltanto dal «desiderio di aumentare la produzione»: infatti i collaudatori della marina e dell'aeronautica interpretando rigidamente le norme contrattuali che regolavano i collaudi, causavano un rallentamento dell'andamento produttivo. Ma quando il ministero dell'aeronautica comunicò l'irregolarità a quello della marina che, per ragioni di competenza, nominò una commissione d'inchiesta, la commissione rilevò la responsabilità indiretta della direzione del silurificio e diretta di un ingegnere addetto ai collaudi, di un capoperaio e di tre operai. La commissione perciò dispose il deferimento al tribunale speciale per la difesa dello Stato dei responsabili, ulteriori indagini per accertare se si fosse trattato di sabotaggio, l'annullamento e la ripetizione di tutti i collaudi effettuati al pontile di Baia dal 1° marzo 1943, l'applicazione di una penalità pari al 10% dell'ammontare della fornitura. II ministro della produzione bellica ed il sottosegretario di stato alla marina disposero lo scioglimento del consiglio di amministrazione del Silurificio Italiano e la nomina di un commissario straordinario. Il Duce, informato dell'accaduto, ordino all'IRI l'immediata sostituzione dell'intero management: vennero esonerati l'amm. Gorleri e l'amm. Minisini (ma quest'ultimo rimase come consulente tecnico). Il consiglio di amministrazione del silurificio, convocato il 26 maggio, sostitui Minisini col presidente della Navalmeccanica Vincenzo Tecchio, che cumulo le due cariche: primo passo per «dar corso alia progettata concentrazione del silurificio nella Navalmeccanica».
Da: Roberta Lucidi, Un'industria bellica del Mezzogiorno: il silurificio italiano dal 1922 al 1945, in SOCIETA DI STORIA MILITARE: QUADERNO 1995, GRUPPO EDITORIALE INTERNAZIONALE, ROMA, 1997, pp. 185, 190, 193, 194.
Nell'articolo c'è un'ampia illustrazione delle difficoltà tecniche incontrate dall'impianto, del comportamento non proprio corretto della marina che non forniva le risorse necessarie e pagava (quando pagava) prezzi ritenuti troppo bassi.--Antonioptg (msg) 16:01, 12 giu 2013 (CEST)

Sul malfunzionamento dei siluri, poi basta sennò diventa davvero un forum, :) sia Graziani che Aichner scrivono che la goccia che fece traboccare il vaso avvenne il giorno 14 giugno, quando Buscaglia attaccò da solo, scortato dalla caccia, un mercantile rimasto isolato, avendo quindi tutto il tempo e la calma per osservare la riuscita dell'azione: tutti dall'aereo videro il siluro affondare anziché cominciare la sua corsa, dopodiché un Buscaglia scuro in volto dette ordine di cominciare l'inchiesta di cui ho riferito. Dai documenti scovati da Antonioptg il tutto sembrerebbe ridursi ad una tipica storia all'italiana di meschinità, certo è che Graziani rimase convinto del sabotaggio tanto da esserne ancora inviperito quarant'anni dopo. Non è dato sapere da dove provenisse il siluro usato da Aichner per affondare il Bedouin, a quanto pare l'unico funzionante della dozzina impiegata in quei giorni, mi ricordo di aver letto su riviste di storia militare che i siluri costruiti a Fiume solitamente non creavano problemi. Un riferimento al presunto sabotaggio, ai siluri malfunzionanti ed al processo lo metterei, magari come annotazione, si tratta comunque di eventi storicamente accertati. Sul sempre presunto sabotaggio dell'aereo di Buscaglia ho solo riferito quanto scrive un testimone, non esistendo prove o testimonianze dirette tutto ovviamente rimane nel campo delle illazioni. Certo è che Buscaglia, essendo il pilota più famoso d'Italia, costituiva un bersaglio ideale per un eventuale attentato e, come nota ulteriore, Graziani scrive che Buscaglia dette ordine ai carabinieri di vigilare notte e giorno sul suo aereo a Gerbini dopo che il Vescovo di Catania lo aveva avvertito dell'esistenza di malintenzionati. Pertanto, come ha suggerito Zerosei e come era mia intenzione sin dall'inizio, metterei anche qui un'annotazione, anche copiando pari pari o poco più quella che ho scritto nella voce su Graziani, e tanto basta. Purtroppo stasera non ho avuto tempo di cercare alcunché, quindi rimando a domani le altre risposte, se posso trovarle. char_aznable (msg) 02:07, 13 giu 2013 (CEST)
Per me le aggiunte fatte da Antonio con l'attuale nota 13 vanno benissimo. Io stamattina ho aggiunto solamente che gli equipaggi all'epoca sentirono, erroneamente, odore di sabotaggio. Forza che poi devo sottoporvi un'altra questione :) --Zero6 09:26, 13 giu 2013 (CEST)

[ Rientro] Ehm... Probabilmente è sfuggito a tutti che ieri sera ho scritto qua sopra sul fatto che Buscaglia non risulta aver partecipato all'azione del 2 aprile 1941: Cosa faccio, sforbicio io? char_aznable (msg) 20:21, 14 giu 2013 (CEST)

Ehm... la mia fonte dice invece che il 2 aprile ci furono due azioni: una al mattino durante la quale Cimicchi affondò l'Homefield (per l'eventuale partecipazione di Buscaglia usa una formula vaga, quindi è possibile che non ci fosse); un'altra al pomeriggio nella quale Buscaglia attaccò un piroscafo senza risultato. Fai tu--Antonioptg (msg) 23:02, 14 giu 2013 (CEST) Ma infatti l'azione dell'affondamento dell'Homefield non è citata.--Antonioptg (msg) 23:05, 14 giu 2013 (CEST)
Forse char non sapeva o si è confuso con la missione del pomeriggio, contando solo quella mattutina. --Zero6 23:55, 14 giu 2013 (CEST)
Su "Il Gruppo Buscaglia" di Aichner/Evangelisti non si fa cenno ad una seconda missione del 2 aprile, la successiva viene data per il 15. Urgono ulteriori fonti. char_aznable (msg) 00:57, 15 giu 2013 (CEST)

HMS Kent[modifica wikitesto]

  • L'attacco del 27 agosto all'incrociatore Kent a me non risulta, e anche qui, dato che nella Wikipedia inglese e italiana non ho trovato riscontri, vorrei conferma. --Zero6 13:35, 11 giu 2013 (CEST)
L'attacco del 27 agosto contro un incrociatore è riportato nell'Enciclopedia dell'Aviazione EDIPEM, anche se non è specificato il nome dell'incrociatore; il nome lo specificava già la voce.--Antonioptg (msg) 14:27, 11 giu 2013 (CEST)
Anche se non significa nulla, la voce inglese dell'incrociatore Kent non dice che la nave fu attaccata. Riporta solo che alla fine di agosto/inizio settembre il Kent partecipò ad un convoglio diretto verso Malta... --Zero6 23:55, 14 giu 2013 (CEST)
Anche qui Aichner/Evangelisti pone il Kent tra le navi attaccate tra il 17 settembre ed il 3 dicembre 1940, senza specificare data ed autore, anche se è citato Buscaglia come primo nome tra i siluratori. Il mai abbastanza vituperato Dunning lo dà per attaccato il 17 settembre, non si sa da chi. Anche il volumetto Regia Aeronautica: il settore mediterraneo della Intergest, 1976, lo dà per colpito il 17 nella baia di Bardia, infine Dimensione Cielo n. 4 del 1972 lo attribuisce proprio a Buscaglia nella notte del 17. O questa è una "tradizione tramandata negli anni" poi smentita, oppure hanno ragione. Cercherò ancora. char_aznable (msg) 00:57, 15 giu 2013 (CEST)
Sulla voce in inglese sul Kent di cui sopra Zerosei: During the night of 17/18 September 1940 the ship was hit in the stern by a torpedo from Italian Savoia-Marchetti SM.79 bombers from the 279th Independent Torpedo Squadron (Italian: Squadriglia Autonoma Aerosiluranti) led by Carlo Emanuele Buscaglia. She was towed back to base by the destroyers with great difficulty. (da Gustavsson, Håkan; Slongo, Ludovico (2010). Desert Prelude: Early Clashes June - November 1940. Sandomierz, Poland: Stratus. ISBN 978-83-89450-52-4. pp.140, 143). Sul 27 agosto probabilmente si trattava di una nave tipo incrociatore ma non meglio identificata.--Antonioptg (msg) 01:20, 15 giu 2013 (CEST)
Benissimo, facevo prima allora a leggere lì e mi risparmiavo la ricerca... Non ho alcun motivo di dubitare di Håkan Gustavsson, serio e scrupoloso ricercatore, con cui ebbi uno scambio di e-mail ed informazioni anni fa dopo un mio post su di un forum di aviazione (OT: mi pare che il suo nick sia BiplaneFighterAce, se lo trovate in giro, ha una perfetta padronanza della lingua inglese, io sono molto arrugginito ma non ero ai suoi livelli), tra l'altro quel libro è nella mia lista dei desideri da un po'; risolta la questione del Kent, sui miei libri sopra citati non risulta nulla dopo l'attacco del 23 agosto sul porto di Alessandria (per alcuni notturno, per altri compiuto da un singolo velivolo) fino al 17. Quindi questo fa il paio con il secondo attacco del 2 aprile: è riportato in un'unica fonte, sempre la stessa, può essere questo il problema. char_aznable (msg) 09:53, 15 giu 2013 (CEST)
Per me è da togliere il nome "Kent", che come ha detto Antonio c'era già e forse è un errore, e scrivere, come si fa di solito quando le fonti non coincidono, che per altre fonti la prima azione col 132° fu il 28 e non il 24 marzo, e che dell'attacco del 27 agosto non c'è traccia e del 2 aprile non c'è traccia. Così ci mettiamo l'anima in pace, anche perché è dura stabilire chi ha veramente ragione :) --Zero6 10:14, 15 giu 2013 (CEST)

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I successi di Buscaglia, che é considerato l'Asso assoluto degli Aerosiluranti italiani, sono sempre stati sopravvalutati, come sono stati sopravvalutati i successi di tanti piloti degli Aerosiluranti italiani, che vantano risultati di affondamenti di 100.000 tonnellate o più, e concessione di Mediaglia d'Oro al Valoir Militare, mentre vi sono piloti più modesti, e dimenticati. che almeno una nave la colpirono.

E sicuramente da assegnare a Buscaglia il contributo al danneggiamento dell’incrociatore GLASGOW che fu colpito con un secondo siluro anche dal capitano Massimiliano Erasi il 2 dicembre 1940, che in precedenza, il 14 ottobre, aveva colpito l'incrociatore LIVERPOOL. Non siamo sicuri del siluramento dell’incrociatore KENT il 17 settembre 1940, perché Buscaglia attacco assieme al tenente Guido Robone, e quella nave fu colpita da un solo siluro. Danneggiò, il 23 novembre 1941 a nord di Marsa Matruch, la nave da sbarco per fanteria GLENROY, anche se nel Diario degli Aerosiluranti è scritto che anche il tenente Rovelli, gregario di Buscaglia, nella stessa azione aveva colpito una nave; e forse Buscaglia impartì il colpo di grazia al piroscafo britannico BURDWAN, immobilizzato ii 15 giugno 1942 presso Pantelleria dai bombardieri tedeschi Ju 88 del I./KG.54, anche se Orazio Giuffrida, nel suo libro “Buscaglia e gli Aerosiluranti” (Ufficio Storico dell’Aeronautica) tende ad escludere che l’abbia centrato per deviazione del siluro durante la corsa verso il bersaglio.

Francesco Mattesini

Rif.: Francesco Mattesini, "I successi degli Aerosiluranti italiani e tedeschi in Mediterraneo nella 2a Guerra Mondiale", in Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, marzo 2002, p. 9-94.

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Grazie! Se poi volesse essere così gentile da renderci disponibile gratuitamente il testo, sarebbe cosa oltremodo gradita.--Antonioptg (msg) 15:01, 9 apr 2014 (CEST)


Posseggo un'estratto del grosso Saggio (testo completo) ma dovreste dirmi come farvelo pervenire.

Francesco Mattesini


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I SUCCESSI DELLE SQUADRIGLIE AEROSILURANTI 278^ e 281^

278^ SQUADRIGLIA - Agosto - Dicembre 1940

I primi colpi a segno degli aerosiluranti furono realizzati dai velivoli della 278^ Squadriglia che fu il primo reparto aerosilurante costituito. Negli ultimi cinque mesi del 1940, a partire dal 15 agosto, la squadriglia, che ancora si chiamava Reparto Speciale Aerosiluranti, effettuò un gran numero di attacchi contro il naviglio britannico operante lungo le coste libico-egiziane, conseguendo il danneggiamento di tre grossi incrociatori della Mediterranean Fleet: Kent, Liverpool e Glasgow.

Prima di trattare brevemente nel dettaglio come si svolse il siluramento dei tre incrociatori, vediamo quali furono i primi attacchi portati in mare aperto dagli aerosiluranti della 278^ Squadriglia. Il primo si verificò il mattino del 27 agosto 1940, quando un S. 79, con capo equipaggio il tenente Carlo Emanuele Buscaglia, avvistò a 60 miglia a nord-est di Bardia un convoglio britannico partito da Alessandria e diretto in Grecia, al Pireo. Il velivolo lanciò il siluro contro l’incrociatore pesante Kent, ma non riuscì a colpirlo. Seguì, nel pomeriggio del 13 settembre, a sud del Canale di Caso, l’attacco di un altro S. 79 pilotato dal tenente Guido Robone, contro il convoglio AN 3, partito da Porto Said ed anch’esso diretto al Pireo, con la scorta di quattro incrociatori (Kent, Liverpool, Glasgow, Calcutta) e sei cacciatorpediniere; ma ancora una volta il siluro, lanciato contro un piroscafo di medio tonnellaggio, fallì il bersaglio.

Nel pomeriggio del 17 settembre due S. 79, con capi equipaggio i tenenti pilota Buscaglia e Robone attaccarono, a 40 miglia ad ovest di Marsa Matruh, la cannoniera britannica Ladybyrd che, scambiata per un incrociatore leggero tipo “Delhi”, non fu colpita dai siluri che le passarono di poppa vicinissimi. La Ladybird stava rientrando ad Alessandria da un bombardamento notturno contro postazioni italiane di Sollum.

Finalmente, la sera di quello stesso giorno 17 ebbe termine la serie degli insuccessi per opera di Buscaglia e Robone che, ripartiti dalla base di El Adem dopo la prima sfortunata azione del pomeriggio, ottennero un primo significativo successo.

Infatti, durante lo svolgimento di un’azione aeronavale della Mediterranea Fleet contro obiettivi italiani della Cirenaica, in particolare con attacchi aerei di bombardieri e aerosiluranti nel porto di Bengasi, e a cui parteciparono, per la scorta della portaerei Illustrious, la corazzata Valiant, l’incrociatore pesante della 3a Divisione Kent, gli incrociatori contraerei Calcutta e Coventry e sette cacciatorpediniere, la sera del 17 il Kent (capitano di vascello Douglas Young-Jamieson), ebbe il compito di bombardare Forte Capuzzo (Bardia) accompagnato da due cacciatorpediniere. Alle ore 23.55, trovandosi con notte di luna a 40 miglia dalla posizione di bombardamento assegnata, il Kent fu attaccato dai due aerosiluranti italiani che lanciarono altrettanti siluri da una distanza di 500 yard. Una delle armi colpì l’incrociatore all’altezza della seconda torre poppiera di grosso calibro, presso le eliche, e causò un incendio, danni estesi e la morte di trentadue uomini, nonché l’arresto della nave. Preso a rimorchio dal cacciatorpediniere Nubiah, il Kent fu trainato, faticosamente, fino ad Alessandria, distante 250 miglia, ove arrivò alla velocità di undici nodi, nel pomeriggio del 19 settembre; un’impresa che l’ammiraglio Cunningham, considerò “assai ardua”. Al termine di sommarie riparazioni, l’incrociatore salpò in novembre per un arsenale della Gran Bretagna, ove fu rimesso in efficienza, rientrando in servizio nella Home Fleet all’inizio del 1942.

Il Liverpool (capitano di vascello Roger Stanley Wellby), che in formazione con altre unità della Mediterranea Fleet stava rientrando ad Alessandria, dopo aver scortato un convoglio a Malta (operazione “MB. 6”), trovandosi alle 18.55 del 14 ottobre a 60 miglia a sud di Capo Misi – all’estremità orientale di Creta – fu colpito a prora da un siluro lanciato dall’S. 79 del capitano Massimiliano Erasi, nuovo comandante della 278^ Squadriglia. Il danno non era molto esteso, ma l’impatto del siluro, determinando l’incendio e l’esplosione di un deposito di benzina e di parte del deposito delle munizioni prodiere, ebbe la conseguenza di spezzare la parte prodiera dell’incrociatore, fino alla prima torre di grosso calibro, che poi rimase appesa allo scafo. L’incrociatore Orion prese il Liverpool a rimorchio di poppa, e lo trascinò faticosamente per 100 miglia, navigando, inizialmente. alla velocità di nove nodi, poi aumentata dopo che si era staccata di netto la prora del Liverpool. In tal modo l’Orion (capitano di vascello G.R.B. Back) riuscì a condurlo il Liverpool in salvo ad Alessandria, ove le due navi entrarono alla mezzanotte del 16 ottobre. Il Liverpool restò immobilizzato fino al maggio del 1941, quando poté salpare per un porto deglo Stati Uniti, a Mare Island in California, ove venne completamente riparato. In definitiva, il Glasgow resto fuori servizio per oltre un anno.

Il terzo incrociatore ad essere colpito dagli S. 79 della 278^ Squadriglia Aerosiluranti fu il Glasgow, della 3a Divisione della Mediterranean Fleet. Trovandosi, intorno alle ore 12.30 del 3 dicembre, all’ancora nella Baia di Suda, l’incrociatore fu colpito da due siluri lanciati, da circa 300 metri di distanza dai velivoli del capitano Erasi e del tenente Buscaglia, i quali, attaccando dalla parte di terra, arrivarono nella rada di sorpresa prima che le navi e le difese della base britannica avessero aperto il fuoco. Dal momento che i danni non risultarono preoccupanti il Glasgow (capitano di vascello Harold Hickling), le cui perdite umane erano state limitate a tre morti e a tre feriti gravi, fu in grado di lasciare la Baia di Suda alle ore 23.00 di quello stesso 3 dicembre, e due giorni più tardi, navigando alla velocità di sedici nodi raggiunse Alessandria scortato dall’incrociatore Gloucester e da due cacciatorpediniere. Riparato provvisoriamente ad Alessandria fu poi inviato a Singapore, per effettuare in quell’arsenale i lavori definitivi. Rientrò in servizio, aggregato alla Flotta Indie Orientali dell’Ocean Indiano (East Indies Fleet), nel febbraio 1941.

A sostituire il Glasgow nella 3a Divisione della Mediterranean Fleet l’Ammiragliato britannico trasferì dall’Oceano Indiano ad Alessandria il Southampton, della medesima classe, che però ebbe vita breve nel Mediterraneo dal momento che l’11 gennaio fu affondato a levante di Malta dai bombardieri in picchiata tedeschi del 2° Gruppo del 3° Stormo Stuka (2./St.G.2).


281^ SQUADRIGLIA AEROSILURANTI - Marzo - Novembre 1941

A partire dal marzo 1941 fu dislocata in Egeo la 281^ Squadriglia, comandata dal neo promosso capitano Buscaglia. Il suo primo successo di questa nuova unità fu conseguito il 18 aprile, quando i tenenti Giuseppe Cimicchi e Orfeo Fiumani affondarono nello Stretto di Caso la petroliera British Science. Questa nave, che faceva parte del convoglio AN. 7 partito da Alessandria e diretto al Pireo, e che aveva un carico di benzina, cherosene e nafta, era stata precedentemente silurata nel corso di un attacco portato dai velivoli dei tenenti pilota Umberto Barbani e Angelo Caponetti, appartenenti alla 279^ Squadriglia, temporaneamente distaccata dalla Libia a Rodi. Colpito dalla reazione delle navi nemiche il velivolo di Barbani fu costretto ad ammarare presso l'isola Camilloni, ma l'equipaggio fu salvato da un idro soccorso.

L’8 maggio la 281^ Squadriglia ottenne il suo secondo successo con una pattuglia guidata dal capitano Buscaglia con gregari i tenenti Pietro Greco e Carlo Faggioni. Essi attaccarono il convoglio AN. 30, partito da Porto Said e diretto a Suda, colpendo con un siluro la motonave britannica Rawnsley. Buscagli affermò di aver silurato un incrociatore da 7000 tonnellate, e questo esclude potesse trattarsi della Rawnsley, che fu certamente colpita dagli altri due piloti che sostennero di aver silurato un piroscafo ciascuno. Nonostante i gravi danni riportati, la Rawnsley poté proseguire la navigazione alla velocità di otto nodi, trainata dal trawler Grimsby e scortata dal cacciatorpediniere australiano Waterhen. Portata ad incagliare nella Baia di Ieropetra, sulle coste meridionali di Creta, la Rawnsley venne distrutta nella notte sul 12 maggio da aerei da bombardamento tedeschi dell’8° Fliegerkorps che, dopo la resa della Grecia, si erano installati sugli aeroporti ellenici.

Dopo un periodo di attività non confortato da nessun altro risultato positivo, l’11 agosto il capitano Buscaglia e i tenenti Giulio Cesare Graziani e Aldo Forzinetti attaccarono, a 40 miglia a nord-ovest di Porto Said, il posareti britannico Protector. Colpito alle ore 16.30 dal siluro sganciato da Buscaglia, che causò l’arresto della sala macchine, l’uccisione di due uomini, e tre feriti, il Protector fu rimorchiato a Porto Said dalla corvetta Salvia, per poi essere inviato a Bombay ove ultimò le riparazioni. Il danneggiamento del Protector era stato sempre accreditato al tenente Graziani, nell’attacco gregario di sinistra di Buscaglia. Ma da un grafico di una pubblicazione dell’Ammiragliato britannico si vede chiaramente che il siluro di Graziani, nell’attacco gregario sinistro di Buscaglia, sfilò a pochi metri di distanza dallo scafo del posareti in accostata, mentre quello del suo capitano, che fu il primo a lanciare, colpì il bersaglio sul fianco sinistro. Il siluro di Forzinetti, gregario destro di Buscaglia, che aveva sganciato per primo, sfiorò anch’esso il fianco del Protector.

Il 20 agosto i velivoli di Graziani e di Forzinetti attaccarono a nord di Porto Said la petroliera britannica Turbo. Colpita dal siluro di Forzinetti, lanciato dopo che Graziani lanciando per primo aveva fallito il bersaglio, e avendo riportato danni considerevoli, la nave affondò nel porto di Beirut che aveva raggiunto dopo una lenta e faticosa navigazione.

Infine, il 23 novembre, gli S. 79 di Buscaglia e del tenente Luigi Rovelli attaccarono a nord di Marsa Matruch la grossa nave da sbarco per fanteria (L.S.I.) Glenroy, anch’essa di nazionalità britannica. Nell’occasione quella nave fu colpita gravemente dal siluro attribuito a Buscaglia, anche se nel Diario degli Aerosiluranti non si esclude che potesse avervi contribuito Rovelli, che attaccò due minuti dopo il suo capitano colpendo il bersaglio. Il Glenroy, che trasportava mezzi da sbarco a ottanta soldati destinati alla guarnigione di Tobruk, e che era scortato dall’incrociatore contraereo Carlisle e da due cacciatorpediniere, si arrestò con una stiva e la sala macchine allagata, e fu portata dapprima ad incagliare sulla vicina costa, e poi, trainato da due rimorchiatori, condotta ad Alessandria da dove era salpata per la sua missione. I lunghi lavori di riparazione del Glenroy si conclusero nel novembre 1942, quando rientrò in Gran Bretagna, a Cardif.

Francesco Mattesini

Roma, 10 apriele 2014

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Ok, grazie. Con calma vedrò di aggiornare la voce.--Antonioptg (msg) 20:06, 10 apr 2014 (CEST)

Saggio su Buscaglia[modifica wikitesto]

Scrivo qui per circoscrivere la discussione sul saggio di Mattesini su Buscaglia e lasciare il testo sopra senza "code". Conoscendo Mattesini, l'estratto è opera sua ed è ricavato da altri testi sempre opera sua, quindi la paternità non è in dubbio. Se come mi ha detto per un altro caso analogo (R.N. Roma?) non è stato pubblicato, sarebbe libero da vincoli di sorta e diverrebbe soggetto alla licenza libera nel momento in cui viene messo qui, magari in una sottopagina di questa discussione che potrebbe essere Discussione:Carlo Emanuele Buscaglia/Mattesini1. Una alternativa potrebbe essere Wikisource se il testo è lungo. Una volta inserito il testo, possiamo wikificarlo e rielaborarlo ma rimane certa la data di creazione e la paternità. Se non ho scritto fesserie (nel caso smentitemi a stretto giro), il nostro amico può cliccare direttamente sul link rosso sopra, incollarci tutto e premere il tasto "salva", e noi faremo il resto. --Pigr8 La Buca della Memoria 23:09, 12 apr 2014 (CEST)


Voglio precisare che le fonti di affondamenti e danneggiamenti del naviglio Britanniche e degli Alleati, particolarmente consultate per i miei lavori, sono le seguenti:

F. Mattesini, Navi da guerra e mercantili della Gran Bretagna e nazioni alleate affondate e danneggiate in Mediterraneo (10 luglio 1940 – 5 maggio 1945) in Archivio Ufficio Storico Marina Militare (AUSMM), fondo Monografie e saggi storici, cartella XI, fascicolo 9.

I dati di questo studio sono serviti per elaborare dettagli e statistiche, pubblicate nell’opera di Alberto Santoni e Francesco Mattesini, La partecipazione tedesca alla guerra navale in Mediterranei (1940-1945), Edizioni dell’Ateneo & Bizzarri, Roma 1980.

Per gli affondamenti e i danneggiamenti delle navi militari e mercantili della Gran Bretagna e delle nazioni alleate e neutrali, sono fondamentali le seguenti due liste della Sezione Storica dell’Ammiragliato britannico, inviate all’Ufficio Storico della Marina Militare (USMM) negli anni ’50, ed in seguito aggiornate con successive varianti:

Allied warship casualties, Mediterranean. Chronological List of Ships Sunk or Damaged, June 1940 to May 1945;

British and foreignt mercant vassels lost or Damaged by enemy action during second ward war, from 3rd September 1939 to 2n September 1945. Le varianti agli elenchi trasmesse dall’ammiragliato britannico hanno permesso di conoscere i danni minori riportati dalle navi alleate fino a quelli che hanno comportato 3 giorni di lavori. Ciò significa che ogni nave affondata o colpita vi é riportata senza omissione.

Riporto quanto sopra dal momento che nella VOCE parlando di aerosiluranti si accreditato ai piloti successi inesistenti, che hanno costruito dei veri MITI.

Francesco Mattesini


CET. Su quanto ho scritto in DISCUSSIONI ritengo che tu debba fare nella VOCE alcuni cambiamenti nei punti che riporto in MAIUSCOLO:

Nel pomeriggio del 17 settembre due S.M.79, pilotati da Buscaglia e Robone, lanciarono i siluri 40 miglia ad ovest di Marsa Matruh, contro la cannoniera britannica Ladybyrd mancando il bersaglio. La sera dello stesso giorno, Buscaglia ottenne il primo successo confermato dalla marina britannica: una formazione navale britannica di ritorno da un bombardamento contro Bardia venne attaccata a pelo d'acqua nel golfo di Sollum da Buscaglia e Robone alla luce della Luna e Buscaglia (NO ENTRAMBI I PILOTI POSSONO AVER COLPITO IL KENT) mise a segno un siluro ancora contro l'incrociatore pesante Kent che, colpito a poppa e con le eliche fuori uso, venne rimorchiato con grande difficoltà ad Alessandria e rimase immobilizzato per oltre un anno. [IL MAGGIORE DEQUAL CONSIDERAVA ROBONE IL SUO MIGLIOR PILOTA E LO PROPOSE AL COMANDO DELLA 5^ SQUADRA AEREA PER IL SECONDO ATTACCO SINGOLO AD ALESSANDRIA DEL 23 AGOSTO 1940]

L'8 maggio, insieme a Pietro Greco e Carlo Faggioni, Buscaglia attaccò e affondò la motonave Rawnsley e danneggiò l'incrociatore HMS Ajax (ASSALUTAMENTE FANTASIOSO – BUSCAGLIA ATTACCO’ UN PRESUNTO INCROCIATORE SENZA COLPIRLO, IL RAWSLEY FU COLPITO DA GRECO O FAGGIONI ). Alla fine di giugno la base della 281ª Squadriglia di Gadurrà venne attaccata da aerei britannici e una bomba colpì un S.M.79 facendo esplodere il siluro agganciato sotto l'aereo e provocando la distruzione di altri tre aerosiluranti. Dopo aver ritirato altri velivoli presso le Officine Reggiane di Reggio Emilia, la 281ª Squadriglia ritornò in azione il 4 luglio: quattro aerei, pilotati da Buscaglia, Faggioni, Giuseppe Cimicchi e Mazzelli danneggiarono un incrociatore a sud di Famagosta. (NO – PRESUNTO INCROCIATORE CHE ATTACCARONO SENZA COLPIRLO). Il successivo 9 luglio, ancora nella baia di Famagosta e insieme a Faggioni, Buscaglia, con un motore fuori uso a causa di un colpo della contraerea, sganciò con successo un siluro contro una nave da carico da 5000 tonnellate (NON LA COLPI TOGLIERE SUCCESSO).[9] Il 19 luglio ancora Buscaglia e Faggioni attaccarono una nave presso Marsa Matruh venendo danneggiati dalla pesante reazione contraerea e dall'attacco portato da alcuni caccia Hurricane mentre stavano ritornando alla base.[10] Il 6 agosto Buscaglia, Graziani e Forzinetti affondarono due cacciatorpediniere al largo di Marsa Matruh e il 20 agosto successivo ne attaccarono altri tre al largo di Alessandria colpendone forse uno (NESSUN CACCIATORPEDINIERE FU COLPITO, SOLTANTO ATTACCATI).[9] Dopo questa serie di azioni, la 281ª Squadriglia sospese le operazioni per un certo periodo e Buscaglia andò in licenza tornando in azione il 23 novembre quando, insieme a Rovelli, attaccò una nave da 7 000 tonnellate scortata da quattro cacciatorpediniere, ma la violenta reazione contraerea delle navi e l'apparizione di tre caccia P-40 non consentì di verificare l'esito dell'attacco (ERA INVECE UN SUCCESSO POICHE’ FU COLPITA DA UNO DEI DUE PILOTI LA NAVE DA SBARCO PER FANTERIA BRITANNICA (LSI) GLENROY).

Francesco

✔ Fatto Spero di non aver tralasciato nulla.--Antonioptg (msg) 19:02, 13 apr 2014 (CEST)


Perfetto CEST, va benissimo. Se sarà di tuo gradimento apportero qualche altra modifica nell'attività del 132° Gruppo Aerosiluranti. Francesco

Certamente! Ogni contributo è benvenuto!--Antonioptg (msg) 22:44, 13 apr 2014 (CEST)


Ecco il seguito, sul 132° Gruppo: Sperò sia comprensibile

Francesco

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Il 132º Gruppo entrò la prima volta in azione il 14 giugno nel corso della cosiddetta battaglia di mezzo giugno, determinata dal transito di due grandi convogli britannici diretti a Malta, uno partito da Alessandria (operazione Vigorous) e l'altro da Gibilterra (operazione Harpoon). Contro questo secondo convoglio fu impegnato il 132º Gruppo [CHE PER L’AZIONE ERA STATO TRASFERITO A PANTELLERIA]. Nel tardo pomeriggio del 14 giugno, quattordici S.M.79 guidati da Buscaglia si alzarono in volo per [ATTACCARE] le navi nemiche protetti da quindici caccia Reggiane Re.2001 del 2º Gruppo. Gli aerosiluranti avvistarono il convoglio nemico verso le 19:00, non lontano dall'isola di La Galite, e, mentre i Reggiane impegnavano i caccia avversari, scesero di quota per iniziare le manovre di attacco. Un S.M.79,[PILOTATO DAL TENENTE GIANNINO NEGRI], venne colpito dalla contraerea ed esplose, e tutti i siluri, diretti verso la corazzata HMS Malaya e la portaerei HMS Argus, non raggiunsero il bersaglio forse perché difettosi, tanto da far [RITENERE], erroneamente,[14][15] agli equipaggi di essere stati sabotati.[16]

Il giorno dopo tre aerosiluranti [DELLA 181^ SQUADRIGLIA] condotti da Buscaglia, Umberto Camera e Martino Aichner, fecero rotta per Pantelleria, [DOVE] le navi nemiche [STAVANO COMBATTENTO CONTRO QUELLE ITALIANE DELLA 7^ DIVISIONE DELL’AMMIRAGLIO DA ZARA. Nel tragitto gli S.M.79 vennero attaccati [DA UN CACCIA BEAUFIGHTER DEL 235° SQUADRON DELLA RAF DI MALTA, CON PILOTA IL SERGENTE A.J. HALL, E COLPITI DOVETTERO ATTERRARE A PANTELLERIA.[C. Shores, B. Cull, N. Malizia, Maltra: The Spitfire Year 1942, p. 339) NE CONSEGUI CHE) solo Buscaglia e Aichner poterono alzarsi nuovamente in volo alle 12:30, mentre Camera fu costretto a [RESTARE A] terra con l'aereo troppo danneggiato. Aichner attaccò il cacciatorpediniere britannico [BEDOUIN, CHE ERA A RIMORCHIO DEL SEZIONARIO PARTRIDGE ESSENDO STATO DANNEGGIATO GRAVEMENTE DAL TIRO DEGLI INCROCIATORI ITALIANI EUGENIO DI SAVOIA E MONTECUCCOLI, E GLI DETTE IL COLPO DI GRAZIA, PER POI AMMARARE ESSENDO STATO COLPITO DALLE MITRAGLIERE DI QUELLA NAVE. BUSCAGLIA ATTACCO’ INVECE IL PIROSCAFO BRITANNICO BURDWAN, CHE ERA IMMOBILIZZATO E IN FIAMME, ESSENDO STATO COLPITO DAGLI AEREI DA BOMBARDAMENTO TEDESCHI JU 88 DEL I./KG.54, E RITENNE DI AVERGLI DATO IL COLPO DI GRAZIA.[Diario della 181a Squadriglia A.S. e Comando Aeronautica Sicilia Modelli C. 2] INVECE ORAZIO GIUFFRIDA, NEL SUO LIBRO “BUSCAGLIA E GLI AEROSILURANTI (UFFICIO STORICO DELL’AERONAUTICA), TENDE AD ESCLUDERE CHE ABBIA COLPITO IL PIROSCAFO, PER DEVIAZIONE DEL SILURO DURANTE LA CORSA VERSO IL BERSAGLIO, RITENUTA DOVUTA A SABOTAGGIO].[O.Giuffrida, Buscaglia e gli Aerosiluranti, Ufficio Storico Aeronautica, p. 34.]

Il 132º Gruppo di Buscaglia (promosso maggiore per meriti di guerra il 12 agosto) venne poi impegnato, fra [il l'12 e il 14 agosto], nella successiva battaglia di mezzo agosto, determinata anche questa volta [DAL CONTRASTO AD UN GROSSO] convoglio britannico diretto a Malta (operazione Pedestal).

BUSCAGLIA NON PARTECIPO ALLA BATTAGLIA, CHIAMATA IN ITALIA DI MEZZO AGOSTO, TROVANDOSI A ROMA PER LA CERIMONIA DELLA SUA PROMOZIONE. NELL’ATTACCO POMERIDIANO DEL 12 AGOSTO, CHE SI SVOLSE A NORD DI BISERTA, PORTATO DA QUATTORDICI S. 79 DEL 132° GRUPPO AL COMANDO DEL CAPITANO UGO RIVOLI, UN SILURO, FORSE SGANGIATO DA UN VELIVOLO DELLA 287^ SQUADRIGLIA, COLPI’ A POPPA IL CACCIATORPEDINIERE BRITANNICO FORESIGHT, CHE PER I DANNI RIPORTATI ALLA POPPA E PER GLI ALLAGAMENTI FU AFFONDATO L’INDOMANI DAL CACCIATORPEDINIERE TARTAR, CHE LO STAVA RIMORCHIANDO. Francesco Mattesini, La Battaglia Aeronavale di Mezzo Agosto, p. 221] NEL RIENTRARE DOPO L’ATTACCO A PANTELLERIA, GLI S.79 RIPORTARONO ALCUNI DANNI PER MITRAGLIAMENTO DA PARTE DI TRE CACCIA BEAUFIGHTER DEL 248° SQUADRON PARTITI DA MALTA, E NEL MITRAGLIAMENTO RESTO’ UCCISO IL TENENTE PILOTA VITTORIO MORETTI].[Francesco Mattesini, La Battaglia Aeronavale di Mezzo Agosto, p. 226]

Nel novembre 1942 la guerra nel Mediterraneo giunse ad una svolta con lo sbarco sulle coste del Marocco e dell'Algeria di ingenti forze [ANGLO-americane] nel quadro dell'operazione Torch. Per contrastare lo sbarco, agli aerosiluranti italiani venne ordinato [DA SUPERAEREO] di attaccare le navi Alleate al largo delle coste algerine, [MA NEI GIORNI 8, 9 e 10 NOVEMBRE ANDARONO ALL’ATTACCO SOLTANTO GLI AEROSILURANTI DELLA SARDEGNA, MENTRE QUELLI DEL 132° GRUPPO NON INTERVENNERO, TROVANDOSI IN SICILIA, E QUINDI LONTANI DALLA ZONA DI SBARCO DI ALGERI].[Diari Storici del Comando Aeronautica Sardegna e del 132° Gruppo Aerosiluranti, in Archivio Ufficio Storico Aeronautica] L'11 novembre [GLI ANGLO AMERICANI SBARCARONO UN CONTINGENTE DI TRUPPE A BOUGIE, E IN QUESTO CASO ANCHE IL 132° GRUPPO FU MESSO IN CONDIZIONI DI ATTACCARE CON UNA FORMAZIONE DI QUATTRO S. 79,) comandati da Buscaglia, [CON GREGARI] Graziani, Faggioni e Ramiro Angelucci. [SORVOLANDO IL] territorio tunisino, gli aerei italiani si diressero verso la baia, [OVE ERANO STATI SEGNALATI NUMEROSI PIROSCAFI E NAVI DI SCORTA], contando di arrivare di sorpresa dal lato di terra; ma prima di giungere sull'obiettivo vennero attaccati da [ALCUNI] Spitfire. Anziché aprirsi a ventaglio e puntare ognuno su una nave, gli S.M.79 rimasero in formazione compatta per concentrare il tiro delle mitragliatrici difensive, ma la violenta reazione della contraerea provocò l'abbattimento dell'aereo di Angelucci, perito assieme al resto dell'equipaggio. [Gli ALTRI aerosiluranti CHE ATTACCARONO NON COLPIRONO ALCUN BERSAGLIO, E SI ALLONTANARONO A BASSA QUOTA INSEGUITI PER UN CERTO TEMPO DAGLI SPITFIRE. [Diario del 132° Gruppo Aerosiluranti, in Archivio Ufficio Storico Aeronautica]. Al rientro a Castelvetrano Faggioni protestò con Buscaglia, [SOSTENENDO:] «non si può andare in pieno giorno così in profondità, a sfidare una piazzaforte. Se siamo tornati in tre è davvero un miracolo che non ci meritiamo!», al che il comandante non rispose, secondo Aichner perché «era troppo fine psicologo per non rendersi conto che era meglio tacere in quelle circostanze».[19]

L'abbattimento sopra [Bougie]

Il 12 novembre, il 132º Gruppo attaccò di nuovo il convoglio Alleato nella baia di [BOUGIE] con sei aerei guidati da Buscaglia, Carlo Pfister, Aichner, Giuseppe Coci, Francesco Bargagna e Marino Marini. Decollarono alle 10:50 e seguirono una rotta simile a quella del giorno prima, ma perfezionata in modo da passare il più possibile sopra luoghi poco popolati. Come il giorno prima [MENTRE SORVOLAVANO LA RADA DI BOUGIE PER POI DIRIGERE CONTRO LE NAVI ALL’ANCORA, GLI S. 79] vennero attaccati dagli Spitfire [DEL 249° SQUADRON DELLA RAF] e l'aereo di Buscaglia, [COLPITO DAL SERGENTE PILOTA JOSEPH WATLING MENTRE SI PORTAVA ALL’ATTACCO] [C. Shores, H. Ring, W. Ness, Fighter over Tunisia, p. 49] iniziò ad emettere fumo. [NEL FRATTEMPO gli aerosiluranti vennero fatti segno del violento tiro contraereo delle navi alla fonda e [L’AEREO DI] Buscaglia incassò altri colpi mentre sorvolava un cacciatorpediniere [PER PUNTARE] contro un piroscafo all'ancora [;] con l'aereo ormai in fiamme e due morti a bordo (il marconista maresciallo Edmondo Balestri e l'armiere aviere Walter Vecchiarelli), Buscaglia sganciò il siluro da una distanza di settecento metri [NO centrando e affondando il piroscafo NO], poi [IL SUO] aereo precipitò «da un'altezza di settanta-ottanta metri» disintegrandosi nel contatto con l'acqua.[20]

[GLI EQUIPAGGI DEGLI ALTRI S. 79 RIENTRATI ALLA BASE RIFERIRONO, CON MOLTO OTTIMISMO, DI AVER COLPITO TRE PIROSCAFI, UNO DEI QUALI VISTO SALTARE IN ARIA. IN REALTA SOLTANTO UN SILURO COLPI’ LO SCAFO AFFIORANTE DELLA NAVE CONTRAEREA BRITANNICA TYNWALD, CHE ERA STATA AFFONDATA POCHE ORE PRIMA DA DUE SILURI LANCIATI DAL SOMMERGIBILE ITALIANO ARGO (T.V. PASQUALE GIGLI), CHE POI DETTE ANCHE IL COLPO DI GRAZIA AL TRASPORTO TRUPPE AWATEA, COLPITO IL GIORNO PRIMA DA BOMBE TEDESCE E DAL SILURO DI UN S.79 DEL 36° STORMO]. [Francesco Mattesini, "I successi degli Aerosiluranti italiani e tedeschi in Mediterraneo nella 2a Guerra Mondiale", in Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, p.47]

Buscaglia venne dichiarato ufficialmente "disperso in azione", gli venne conferita una medaglia d'oro al valor militare alla memoria, e il 132º Gruppo prese il suo nome. Quando fu abbattuto, Buscaglia aveva al suo attivo trentadue azioni di siluramento [CON ACCREDITATO L’AFFONDAMENTO, PIUTTOSTO OTTIMISTICO, DI] oltre centomila tonnellate di naviglio nemico affondato.[3]

Francesco Mattesini ___________________

FRANCESCO MATTESINI, LA BATTAGLIA AERONAVALE DI MEZZO AGOSTO, EDIZIONI DELL’ATENEO, ROMA, 1986, p. Francesco Mattesini, "I successi degli Aerosiluranti italiani e tedeschi in Mediterraneo nella 2a Guerra Mondiale", in Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare, marzo 2002, p. 9-94.

Benissimo! Però, le vorrei chiedere, per cortesia e se possibile, di indicare accanto a ciascuna modifica pure il numero della pagina sul testo di riferimento: è una questione di formattazione delle note a piè pagina secondo la prassi di wikipedia.--Antonioptg (msg) 16:46, 14 apr 2014 (CEST)

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FATTO - Francesco

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✔ Fatto pure io.--Antonioptg (msg) 01:36, 16 apr 2014 (CEST)

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MOLTO BENE - FRANCESCO


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PRECISAZIONI SUL SILURAMENTO DELL'LSI "GLENROY"

Alle ore 15.55 del 23 novembre 1941, i velivoli S. 79 della 281^ Squadriglia Aerosiluranti del capitano Carlo Emanuele Buscaglia e del tenente Luigi Rovelli, decollati dall'aeroporto Gadurra di Rodi, avvistarono, e poi attaccarono, a 8 miglia a ovest di Marsa Matruch la grossa nave da sbarco per fanteria britannica (L.S.I.) GLENROY. Questa nave trasportava mezzi da sbarco a ottanta soldati destinati alla guarnigione di Tobruk, e era scortata dall’incrociatore contraereo Carlisle e da due cacciatorpediniere.

Nell’occasione il GLENROY fu colpito gravemente alle 16.20 da un siluro attribuito a Buscaglia (come troppe volte accadava durante gli attacchi realizzati con i gregari), anche se nel Diario degli Aerosiluranti é riportato che il tenente Rovelli, che attacco due minuti dopo il suo capitano, aveva anch'egli colpito l’obiettivo.

Ed in effetti, dobbiamo ritenere che il colpo a segno fu di Rovelli, il cui fotografo 1° aviere Giuseppe Riccio scattò alcune fotografie dimostranti che il loro S. 79 per lanciare il siluro da 400 metri di distanza si era spinto tanto vicino a quella nave da sorvolarla a bassa quota, riportando alcuni danni per il fuoco contraereo, ai serbatoi e all'ala sinistra. Nell’allontanarsi, Rovelli e alcuni membri del suo equipaggio poterono videre la nave attaccata che si era fermata appoppata.

In effetti, il GLENROY si arrestò con una stiva e la sala macchine allagata, e preso a rimorchio dall'incrociatore CARLISLE, poi sostituito dal cacciatorpediniere FARNDALE, fu portato dapprima a incagliare sulla vicina costa, e poi, trainato da due rimorchiatori, condotto ad Alessandria da dove era salpato per la sua missione. I lunghi lavori di riparazione del GLENROY si conclusero nel novembre 1942, quando rientrò in Gran Bretagna, a Cardif.

Poiché anche il danneggiato piroscafo BURDWAN non fu colpito da Buscaglia, secondo quanto a scritto da Orazio Giuffrida, e l'incrociatore KENT fu colpito da un siluro, in collaborazione col tenente Robone, resta come unico siluro sicuramente messo a segno da Buscaglia l'incrociatore GLASGOW, che nell'occasione (attacco del 2 diocembre 1940 nella Baia di Suda) fu colpito anche da un secondo siluro del capitano Massimiliano Erasi, comandante della 279^ Squadriglia. Come si vede, e spiace dirlo perché Buscaglia é una Bandiera dell'Aeronautica, non resta nulla di sicuro alle più di 100.000 tonnellate di naviglio che avrebbe affondato!

Francesco Mattesini

N.B.: Tre immagini della sequenza fotografica dell'aviere fotografo Riccio si trovano in Orazio Giuffrida, "Buscaglia e gli Aerosiluranti", Stato Maggiore Aeronautica Ufficio Storico, Roma, 1998, pp. 311-312.

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✔ Fatto Ho inserito la vicenda del Glenroy in una nota per non appesantire il testo con troppe precisazioni e ho aggiornato la voce pure con quanto contenuto nell'altra discussione di cui non mi ero ancora accorto. E riguardo ai successi degli altri piloti italiani di aerosiluranti, situazione identica? Più propaganda bellica che realtà?--Antonioptg (msg) 01:27, 19 apr 2014 (CEST)


Direi che più di propaganda, che pure ci fu specialmente quando occorreva vantare successi in momenti militari difficili sui vari fronti, era completamente errato il vaglio dei risultati che i piloti, spesso in buona fede dichiaravano rientrando alla base. Mi spiego, facendo un esempio. Attaccando una formazione che comprendeva tre incrociatori, non era possibile che Superaereo accettasse per buone le dichiarazioni dei piloti che, rientrando alle basi vantavano di aver colpito o affondato cinque incrociatori. Ed erano i tre incrociatori che poi, spesso, venivano segnalati intatti nella medesima formazione. A Superaereo, ricevendo i rapporti dei Comandi operativi, questo non poteva sfuggire, ma forse non si voleva fare un torto ai piloti, smentendoli, specialmente quando si trattava di quelli più rappresentativi e superdecorati, che erano i beniamini dell'Arma Azzurra.

Francesco

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CET. Ti prego di inserire nella Fonte questa importante variazione:

Dopo un periodo di attività non confortato da nessun altro risultato positivo, l’11 agosto il capitano Buscaglia e i tenenti Giulio Cesare Graziani e Aldo Forzinetti attaccarono, a 40 miglia a nord-ovest di Porto Said, il posareti britannico Protector. Colpito alle ore 16.30 dal siluro sganciato da Buscaglia, che causò l’arresto della sala macchine, l’uccisione di due uomini, e tre feriti, il Protector fu rimorchiato a Porto Said dalla corvetta Salvia, per poi essere inviato a Bombay ove ultimò le riparazioni. Il danneggiamento del Protector era stato sempre accreditato al tenente Graziani, nell’attacco gregario di sinistra di Buscaglia. Ma da un grafico di una pubblicazione dell’Ammiragliato britannico si vede chiaramente che il siluro di Graziani, nell’attacco gregario sinistro di Buscaglia, sfilò a pochi metri di distanza dallo scafo del posareti in accostata, mentre quello del suo capitano, che fu il primo a lanciare, colpì il bersaglio sul fianco sinistro. Il siluro di Forzinetti, gregario destro di Buscaglia, che aveva sganciato per primo, sfiorò anch’esso il fianco del Protector.

✔ Fatto Ok, ho fatto, riferendo il cambiamento sempre al suo saggio I successi degli Aerosiluranti italiani e tedeschi in Mediterraneo nella 2ª Guerra Mondiale in Bollettino d'Archivio dell'Ufficio Storico della Marina Militare. Non posso firmare perché mi hanno bandito da wikipedia. Antonio
Un attimo, vediamo di non fare danni. Riassumo per chi venisse a leggere e informo che ho invitato Elwood, un admin che è anche appassionato di voci di aeronautica, che prima aveva revertato Mattesini. Tecnicamente Antonio avrebbe evaso il blocco e questo potrebbe avere delle conseguenze. Preciso la cosa visto che si è "firmato" qui sopra quindi non dico niente di nuovo, ma prego, ripeto prego, chiunque legga di tenere conto di una cosa. Antonio sta gestendo Francesco Mattesini, un noto storico militare che però non ha dimestichezza con Wiki e per fortuna con il sistema dei blocchi utente. Chiedo pertanto che, dietro l'impegno di Antonioptg a non ripetere alcuna operazione fino al termine del suo blocco per evitare altri guai, si ignori il suo intervento qui sopra, e mi impegno io con Francesco (e spero con una mano di Elwood) a gestire i suoi prossimi inserimenti; Antonio non è "bandito" ma solo bloccato per pochi giorni (una sorta di squalifica a tempo determinato, essere banditi o "ban" è all'infinito), e al ritorno riprenderà in mano la cosa. Questa soluzione segue, o cerca di farlo, WP:buonsenso come spero che chi legge voglia riconoscere e personalmente ho a cuore solo il bene del progetto, e agisca di conseguenza. --Pigr8 La Buca della Memoria 23:34, 5 mag 2014 (CEST)