Direttiva di protezione temporanea

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La Direttiva di protezione temporanea, in inglese Temporary Protection Directive, (Direttiva 2001/55/CE del Consiglio) è una direttiva dell'Unione europea promulgata nel 2001 che prevede una protezione immediata e temporanea per gli sfollati provenienti da paesi non UE, destinata ad essere utilizzata in circostanze eccezionali quando il normale sistema di asilo europeo ha difficoltà a gestire un grande afflusso di rifugiati.[1][2][3][4] È stata introdotta all'indomani delle guerre jugoslave, ma è stata applicata per la prima volta nel 2022 in occasione dell'invasione russa dell'Ucraina.[1][5] La direttiva richiede agli Stati membri dell'Unione di accettare i rifugiati in base alla loro capacità di ospitarli, seguendo un principio di solidarietà e un "equilibrio degli sforzi" tra gli Stati membri. [2] [6][7]

Il 3 marzo 2022, per la prima volta, i ministri dell'UE hanno deciso all'unanimità di invocare la direttiva in risposta alla crisi dei rifugiati causata dall'invasione russa dell'Ucraina.[5]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La direttiva sulla protezione temporanea è stata approvata nel 2001 all'indomani delle guerre jugoslave,[1][8] ed è entrata in vigore dal 7 agosto 2001.[9]

Questa direttiva mira ad armonizzare le politiche dell'Unione europea in materia di migrazione forzata e ad aumentare la solidarietà e la collaborazione tra gli Stati membri in una crisi di rifugiati.[3] La direttiva concerne le procedure per attivare e terminare la protezione temporanea, i diritti delle persone sotto protezione temporanea e le disposizioni speciali per specifiche categorie di persone (sopravvissute a traumi, minori non accompagnati e potenziali minacce alla sicurezza).[3]

La protezione temporanea, che si differenzia dall'asilo, può durare fino a tre anni a seconda delle circostanze.[2][10] Le persone in protezione temporanea possono ottenere un permesso di soggiorno senza la complicata burocrazia normalmente associata alla richiesta di asilo;[11] possono lavorare e accedere alla previdenza sociale e hanno diritto alla protezione in tutta l'UE.[12] I bambini devono poter accedere all'istruzione allo stesso modo dei residenti nell'UE.[7]

Per invocare la direttiva, la Commissione europea deve prima fare una proposta agli Stati membri, e una maggioranza qualificata del Consiglio dell'Unione europea (generalmente almeno il 55% dei paesi dell'UE, che rappresentano almeno il 65% della popolazione del blocco) deve votare a favore.[2] La direttiva è destinata ad essere invocata in caso di "afflusso massiccio" di profughi; la definizione di "afflusso massiccio" (mass influx) è stata volutamente lasciata sul vago per essere determinata caso per caso, in modo da consentire flessibilità nella sua applicazione.[4][13]

Quando invocata, la direttiva obbliga tutti gli Stati membri (tranne la Danimarca, che ha una clausola di opt-out) ad accettare rifugiati, rilasciare permessi di soggiorno, ridurre al minimo la burocrazia e adottare altre misure per assistere gli sfollati.[2] I rifugiati devono essere distribuiti tra gli Stati membri su base volontaria, in base alla capacità degli stessi di ospitarli.[2][6][7][11]

La direttiva originariamente non si applicava all'Irlanda a causa della sua clausola di opt-out, ma l'11 aprile 2003 il governo irlandese ha dichiarato il suo desiderio di aderire, cosa che è stata accettata dalla Commissione europea.[9][14][15][16] Tuttavia, al 2016 il governo irlandese non aveva recepito la direttiva.[16]

Crisi dei rifugiati ucraini del 2022[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 marzo 2022, in risposta alla crisi dei rifugiati causata dall'invasione russa dell'Ucraina, i ministri dell'UE hanno deciso all'unanimità di invocare la direttiva sulla protezione temporanea per la prima volta nella sua storia.[5]

La Commissione Europea aveva proposto di invocare la direttiva il giorno prima.[17] È stato riferito che la direttiva includerebbe "i cittadini non ucraini e gli apolidi che risiedono legalmente in Ucraina", se non sono in grado di tornare nei loro paesi d'origine.[17]

Proposte di altri utilizzi e di abrogazione[modifica | modifica wikitesto]

Proposte di altri utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Il possibile utilizzo della direttiva è stato occasionalmente discusso negli anni successivi alla sua approvazione.[1]

Nel 2011 l'UE ha accolto più di 300.000 rifugiati, in parte a causa della prima guerra civile libica. I governi italiano e maltese hanno sostenuto l'utilizzo della direttiva sulla protezione temporanea,[10] e la Commissione europea ha discusso di invocarla per affrontare le tensioni tra Italia e Francia sulle loro diverse politiche sui rifugiati. Tuttavia, la direttiva non è stata invocata, anche a causa dell'opposizione del governo tedesco.[6]

Nel 2015, nel mezzo della crisi europea dei migranti, la commissione UNHCR, alcuni membri del Parlamento europeo e attivisti hanno chiesto che la direttiva fosse invocata.[10] Il funzionario della politica estera dell'UE Josep Borrell ha discusso la possibilità di invocare la direttiva nel 2021 per aiutare i rifugiati afgani a seguito del ritiro delle forze armate statunitensi dall'Afghanistan.[1][2]

Si è discusso della direttiva nel contesto dei rifugiati climatici, ma si pensa che probabilmente non sarebbe applicabile poiché il cambiamento climatico ha effetti graduali e non improvvisi.[4][13]

Proposte di abrogazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2020, fu proposto un regolamento il quale affermava che la direttiva sulla protezione temporanea dovrebbe essere abrogata in quanto "non risponde più alla realtà attuale degli Stati membri".[2]

John Koo, docente di diritto europeo presso la London South Bank University, ha affermato che la direttiva non avvantaggia né gli Stati membri né i rifugiati stessi e che i suoi meccanismi contengono problemi.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e EU debates granting temporary protection to refugees from Ukraine, in POLITICO, 27 febbraio 2022. URL consultato il 28 febbraio 2022 (archiviato il 27 febbraio 2022).
  2. ^ a b c d e f g h (EN) Could the EU use an old, obscure law to manage a new refugee influx?, in euronews, 23 agosto 2021. URL consultato il 28 febbraio 2022 (archiviato il 28 febbraio 2022).
  3. ^ a b c (EN) Temporary protection, su ec.europa.eu. URL consultato il 28 febbraio 2022.
  4. ^ a b c Victoria Mence e Alex Parrinder, Environmentally related international migration: Policy challenges, in A Long Way to Go, ANU Press, 2017, pp. 317–342, ISBN 978-1-76046-177-5.
  5. ^ a b c (EN) Jorge Liboreiro, EU agrees to trigger never-used law to host Ukrainian refugees, in euronews, 3 marzo 2022. URL consultato il 3 marzo 2022.
  6. ^ a b c Mason Richey, The North African Revolutions: A Chance to Rethink European Externalization of the Handling of Non-EU Migrant Inflows, in Foreign Policy Analysis, vol. 9, n. 4, 2013, ISSN 1743-8586 (WC · ACNP). URL consultato il 28 febbraio 2022 (archiviato il 28 febbraio 2022).
  7. ^ a b c (EN) Jorge Liboreiro, Brussels will apply a never-used EU law to host Ukrainian refugees, in euronews, 28 febbraio 2022. URL consultato il 1º marzo 2022.
  8. ^ COUNCIL DIRECTIVE 2001/55/EC, su eur-lex.europa.eu. URL consultato il 28 febbraio 2022.
  9. ^ a b Temporary protection if there is a mass influx of displaced people, su eur-lex.europa.eu.
  10. ^ a b c d (EN) John Koo, EU Temporary Protection Directive: What lessons have been learned?, su openresearch.lsbu.ac.uk, 29 giugno 2016. URL consultato il 28 febbraio 2022 (archiviato il 28 febbraio 2022).
  11. ^ a b (EN) Special protection for Ukrainian refugees in the EU: What's the 'Temporary Protection Directive'?, in InfoMigrants, 28 febbraio 2022. URL consultato il 1º marzo 2022.
  12. ^ (EN) EU plans to grant Ukrainians right to stay for up to 3 years, in Reuters, 28 febbraio 2022. URL consultato il 28 febbraio 2022.
  13. ^ a b Susan Martin, Climate Change, Migration, and Governance, in Global Governance, vol. 16, n. 3, 2010, pp. 397–414, ISSN 1075-2846 (WC · ACNP) (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2021).
  14. ^ Commission decision of 2 October 2003, su eur-lex.europa.eu.
  15. ^ Why not Activated? The Temporary Protection Directive and the Mystery of Temporary Protection in the European Union, su dergipark.org.tr, DOI:10.14782/ipsus.539105.
  16. ^ a b Study on the Temporary Protection Directive (PDF), su ec.europa.eu. URL consultato il 1º marzo 2022.
  17. ^ a b (EN) EU Commission plans to give 3-year protection to Ukraine refugees, in InfoMigrants, 2 marzo 2022. URL consultato il 2 marzo 2022.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]