Diocesi di Tabriz

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tabriz
Sede vescovile titolare soppressa
Dioecesis Taurisiensis
Chiesa latina
Istituita XIV secolo
Soppressa XV secolo
Stato Iran
Diocesi soppressa di Tabriz
Suffraganea di arcidiocesi di Soltaniyeh
Eretta circa 1318
Soppressa XIV secolo
Dati dall'annuario pontificio
Sedi titolari cattoliche

La diocesi di Tabriz (in latino: Dioecesis Tephlisensis seu Tiphlitana) è una sede soppressa e sede titolare soppressa della Chiesa cattolica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla prima metà del XIII secolo il papato, grazie alla mediazione dei Francescani e dei Domenicani, dopo lunghi secoli aveva ripreso il contatto con l'Oriente cristiano. Nel 1265 veniva aperto un convento di Domenicani in Cilicia (Anatolia). In precedenza, papa Gregorio IX (1227-1241) aveva inviato otto padri domenicani in Georgia, cui seguirono scambi epistolari di cortesia tra il papato ed i regnanti georgiani.

In questo contesto, il 1º aprile 1318 papa Giovanni XXII eresse l'arcidiocesi di Soltaniyeh, a cui affiancò sei vescovi suffraganei. Tra questi si trova Bartolomeo Abbagliati, vescovo di Tabriz (o Tauris). Questa città era sede di un'antica diocesi della Chiesa ortodossa siriaca. In una lettera del 7 aprile 1288 papa Niccolò IV si era congratulato con il vescovo giacobita Zaccaria che, assieme ad altri due vescovi, aveva aderito alla fede cattolica. Queste adesioni tuttavia furono in numero ridotto.

Il vescovo Guglielmo de Cigiis entrò in conflitto con i Francescani dei conventi della diocesi, che avevano manifestamente aderito alle dottrine degli Spirituali e si spinsero fino a rifiutare di riconoscere l'autorità di Guglielmo.

È presumibile che la diocesi di Tabriz, come le altre contestualmente erette da Giovanni XXII nel Caucaso, fu spazzata via dalle incursioni e distruzioni apportate da Tamerlano alla fine del XIV secolo. I vescovi furono costretti a lasciare le loro sedi. La diocesi continuava ad esistere solo formalmente. I vescovi vennero considerati In partibus infidelium ("nelle terre dei non credenti").

Il titolo scomparve nel XV secolo.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Bartolomeo (Abbagliati ?), O.P. † (1318 - ? deceduto)
  • Guglielmo de Ciggiis o de Zigiis, O.P. † (21 agosto 1329 - ?)
  • Francesco Cinquini di Pisa † (1335 - 1348 deceduto)
  • Rostaing Clapier, O.P. † (1349 - ? deceduto)
  • Jean de Rouen, O.P. † (7 aprile 1374 - 9 marzo 1377 nominato vescovo di Caffa)[1]

Cronotassi dei vescovi titolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico di Wacoldeyn, O.F.M. † (6 giugno 1390 - ?)
  • Giovanni, O.P. † (1400 - ?)
  • Giovanni Franqueloy, O.P. † (circa 1405 - ?)
  • Francesco Cinquino Pisano, O.P. † (circa 1450 - ?)
  • Raimondo, O.P. † (24 luglio 1476 - ?)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il medesimo vescovo con le stesse date è menzionato da Eubel anche in Naxivan, trasferito a Caffa.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Diocesi Portale Diocesi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diocesi