Difesa civile

Con difesa civile (dall'inglese civil defense) si indica l'attività preposta alla tutela, alla salvaguardia ed al soccorso della popolazione civile in situazioni emergenziali, con metodologie di tipo “civile”, cioè non militare, sebbene con diverse sfumature di significato.
In vari Stati del mondo con tale espressione vengono individuate sia le attività di “protezione” che di “difesa” in un contesto non militare. Dell'attività, che può essere messa in atto da soggetti pubblici e/o privati, non esiste tuttavia ad oggi una definizione univoca, nemmeno a livello normativo nel diritto internazionale umanitario.
Nell'ambito dei diversi periodi storici, durante la prima e la seconda guerra mondiale, la locuzione si utilizzava in relazione alla difesa degli obiettivi civili dai bombardamenti, quindi principalmente di tipo militare.[1]
In tempi più recenti, l'espressione individua quell'attività di tutela della popolazione svolta da parte dello Stato in occasione di eventi che mettano in pericolo la società, siano essi atti riconducibili ad attività umane oppure a cause naturali. Oggi l'espressione designa un modello di difesa di tipo prettamente civile ben diverso, per modalità di intervento, da quello fondato sulla forza armata militare. Tuttavia una definizione di difesa civile non è condivisa a livello internazionale, non essendovi neanche coincidenza dei vari modelli organizzativi.
Esempi storici
[modifica | modifica wikitesto]Land Army
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Land Army ("Esercito di Terra") è il nome dato ad alcune organizzazioni civili create durante la prima e la seconda guerra mondiale per far lavorare le donne nell'agricoltura in sostituzione degli uomini chiamati alle armi.
Gran Bretagna
[modifica | modifica wikitesto]La Women's Land Army (WLA) era un'organizzazione civile britannica creata nel 1917 dal Board of Agriculture durante la prima guerra mondiale. Le donne che lavoravano per la WLA erano comunemente note come Land Girls (Land Lassies)[2]. La Land Army assegnava alle donne le fattorie che necessitavano di manodopera, essendo gli agricoltori i loro datori di lavoro. Le lavoratrici si occupavano dei raccolti e svolgevano tutto il lavoro necessario per nutrire il paese. Fu sciolta nel 1919, ma ripresa nel giugno 1939 con lo stesso nome per organizzare nuovamente nuove lavoratrici per sostituire quelli che avevano prestato servizio nell'esercito durante la seconda guerra mondiale. Fu infine sciolta nel 1950.
Si stimava che durante la prima guerra mondiale lavorassero nei campi 300.000 donne[3].
Il distintivo d'onore fu assegnato nel luglio 2008 a oltre 45.000 ex Land Girls[4].
Nell'ottobre 2012, Carlo III del Regno Unito ha inaugurato il primo memoriale dedicato alla WLA di entrambe le guerre mondiali, nella tenuta Fochabers a Moray, in Scozia. La scultura è stata progettata da Peter Naylor[5]. Nell'ottobre 2014, una statua commemorativa alla Women's Timber Corps e ad entrambe le incarnazioni della Women's Land Army è stata inaugurata al National Memorial Arboretum nello Staffordshire, in Inghilterra[6].
Stati Uniti
[modifica | modifica wikitesto]La Woman's Land Army of America (WLAA), in seguito Woman's Land Army (WLA), era un'organizzazione civile creata durante la prima e la seconda guerra mondiale per lavorare nell'agricoltura in sostituzione degli uomini chiamati alle armi. Le donne che lavoravano per la WLAA erano talvolta conosciute come farmerette[7]. La WLAA era modellata sulla British Women's Land Army.
Nel 1917, Harriot Stanton Blatch, figlia di Elizabeth Cady Stanton, divenne direttrice della WLAA[8].
La WLAA operò dal 1917 al 1919, organizzata in 42 stati e impiegando più di 20.000 donne[9].
Fu sostenuta da progressisti come Theodore Roosevelt[10], ed era più forte nell'Ovest e nel Nordest, dove era associata al movimento per il suffragio.
Nei 5 anni in cui la WLA operò, il programma impiegò quasi 3,5 milioni di lavoratrici, che includevano sia braccianti agricoli che non braccianti[11].
Altri programmi di emergenza per i lavoratori agricoli negli Stati Uniti includevano il Bracero Program (1942-1947), un accordo con il Messico[12].
Australia
[modifica | modifica wikitesto]L'Australian Women's Land Army (AWLA) era un'organizzazione creata durante la seconda guerra mondiale in Australia per combattere la crescente carenza di manodopera nel settore agricolo. L'AWLA organizzò le lavoratrici affinché fossero impiegate dagli agricoltori per sostituire i lavoratori maschi che si erano arruolati nelle forze armate[13].
Alla fine della guerra, 50.000 donne australiane avevano prestato servizio[13].
Nuova Zelanda
[modifica | modifica wikitesto]Il New Zealand Women's Land Army o Women's Land Corps fu formato per rifornire l'agricoltura della Nuova Zelanda durante la seconda guerra mondiale, con una funzione simile al suo omonimo britannico[14].
Il numero di iscritte raggiunse il picco nel settembre del 1944, quando 2088 donne furono impiegate nelle fattorie[14].
Bevin Boys
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I Bevin Boys erano giovani britannici arruolati per lavorare nelle miniere di carbone tra il dicembre 1943 e il marzo 1948 per aumentare il tasso di produzione di carbone, che era diminuito durante i primi anni della seconda guerra mondiale. Il programma prese il nome da Ernest Bevin, il politico del partito laburista che fu ministro del lavoro e del servizio nazionale nel governo di coalizione in tempo di guerra.
Scelti a sorte come il 10% di tutti i coscritti maschi di età compresa tra 18 e 25 anni, più alcuni volontari come alternativa alla coscrizione militare, quasi 48.000 Bevin Boys prestarono servizio di leva civile[15].
Il 7 maggio 2013, un monumento commemorativo per i Bevin Boys è stato inaugurato dalla contessa del Wessex presso il National Memorial Arboretum di Alrewas, nello Staffordshire[16].
Caratteristiche
[modifica | modifica wikitesto]Essa individua tutte le attività, messe in campo da enti pubblici e privati, per tutelare l'integrità della vita umana, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi anche causati dall'uomo. Inoltre, tale attività è tipica degli interventi a fronte di calamità naturali o antropiche di natura involontaria, anche in situazioni di guerra, a volte anche nell'ambito di operazioni di peacekeeping.
La pianificazione operativa è la fase strategica che precede cronologicamente un intervento di Difesa Civile. Sarebbe impensabile affrontare un certo tipo di evento senza avere a disposizione un piano aggiornato e ben realizzato. Spesso nei vari Stati, a livello locale e periferico, vengono già effettuati degli studi di pianificazione in merito agli eventi che richiedano atti di protezione civile, ovvero lavori già pronti che possono essere propedeutici alla stesura di un piano di Difesa Civile.
Nel mondo
[modifica | modifica wikitesto]Italia
[modifica | modifica wikitesto]Sebbene attualmente non ne esiste una definizione formale, il decreto legislativo 30 luglio 1999 n. 300 attribuisce competenze in materia di difesa civile al Ministero dell'Interno[17][18], che la esercita attraverso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, nel cui ambito opera la Direzione Centrale per la Difesa Civile e le Politiche di Protezione Civile e - a livello periferico - le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo[19].
In ciò l'Italia si differenzia dalla quasi totalità delle Nazioni, dove le materie della protezione civile e della difesa civile afferiscono alla stessa organizzazione statale, usualmente coincidente con l'Amministrazione dell'Interno se non direttamente con le strutture di polizia.
Gli organi dello Stato competenti in materia sono:
- Ministero dell'Interno
- Consiglio dei Ministri
- Comitato Politico Strategico (Co.P.S.), composto dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri degli Affari Esteri, dell'Interno e della Difesa.
- Nucleo Politico Militare (N.P.M.) composto dai rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministri degli Affari Esteri, dell'Interno e della Difesa, dei rappresentanti del AISI (il servizio segreto finalizzato alla difesa). Partecipano al N.P.M. anche rappresentanti di altri Ministeri o di Enti Pubblici qualora coinvolti in determinati casi.
Il decreto del Ministero dell'Interno del 28 settembre 2001 ha istituito inoltre la Commissione Interministeriale Tecnica della Difesa Civile (C.I.T.D.C.) che si riunisce presso il citato Ministero, che la presiede e assicura il coordinamento delle Amministrazioni centrali dello Stato. A livello locale, il Prefetto, come in materia di protezione civile, assicura il coordinamento a livello provinciale anche per mezzo del Comitato Provinciale di Difesa Civile e del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.
Con DPCM del 18 febbraio 2004 venne istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana un Comitato di consulenza per la difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN).[20] Esso, come integrativamente disposto dal DPCM del 29 aprile 2004, ha il compito di elaborare analisi, predisporre rapporti, promuovere iniziative di confronto e ricerca al fine di individuare indirizzi e strategie di cui l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile possa tenere conto nella predisposizione di forme di ricerca e di sperimentazione di difesa civile non armata e nonviolenta. Il comitato ha cessato le sue funzioni il 31 dicembre 2011.[senza fonte]
Stati Uniti d'America
[modifica | modifica wikitesto]Le attività sono svolte dalla Federal Emergency Management Agency, che è un'agenzia del governo federale degli Stati Uniti d'America, facente parte del Dipartimento della sicurezza interna, che esercita il ruolo di autorità nel campo della protezione civile.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Fulvio Toseroni Protezione e Difesa Civile, pag 28
- ↑ (EN) Before Rosie the Riveter, Farmerettes Went to Work, su Smithsonian Magazine. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Formation, su Women's Land Army. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ UK Government Web Archive, su webarchive.nationalarchives.gov.uk. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Prince Charles unveils memorial to the Land Girls, in BBC News, 9 ottobre 2012. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Memorial Arboretum Land Girls monument unveiled after three-year fundraising campaign, in BBC News, 21 ottobre 2014. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Kate Kelly, Farmerettes, 1917-1919, su America Comes Alive, 3 ottobre 2013. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ Gowdy-Wygant, Cecilia (2003). Cultivating Victory : The Women's Land Army and the Victory Garden Movement. Pittsburgh: University of Pittsburgh Press. ISBN 9780822944256.
- ↑ Weiss, Elaine F. (2008). Fruits of Victory: The Woman's Land Army of America in the Great War. ISBN 9781612343990.
- ↑ (EN) “To the Rescue of the Crops”, su National Archives, 15 agosto 2016. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ Stephanie Ann Carpenter, "Regular Farm Girl": The Women's Land Army in World War II, in Agricultural History, vol. 71, n. 2, 1997, pp. 163–185. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ Calavita, Kitty (1992). Inside the State: The Bracero Program, Immigration, and the I. N. S. New York: Quid Pro, LLC. p. 1. ISBN 0-9827504-8-X.
- 1 2 (EN) Australian women at work in WWII: keep cool and carry on, su State Library of Queensland, 18 ottobre 2022. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- 1 2 Rapporto del Dipartimento del Servizio Nazionale sulle attività svolte ai sensi del Regolamento di Emergenza del Servizio Nazionale del 1940 e del Regolamento di Emergenza della Manodopera Industriale del 1944, su paperspast.natlib.govt.nz. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Remembering the Bevin Boys in the Second World War, su Museum Wales. URL consultato il 18 ottobre 2025.
- ↑ "Court Circular". The Times. No. 70879. London. 8 May 2013. p. 51.
- ↑ Pagina dedicata alla difesa civile dal sito ufficiale del Ministwero dell'Interno, su interno.gov.it (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2013).
- ↑ Art. 14 comma 1 d.lgs 30 luglio 1999 n. 300
- ↑ Ministero dell'Interno, Difesa Civile, su interno.gov.it (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2013).
- ↑ Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Nazionale per il Servizio civile La difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN) Roma, 30 gennaio 2006 Archiviato il 14 ottobre 2013 in Internet Archive.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Andrea Valdambrini Le attività formative civili relative al peacekeeping da Centro Studi Difesa Civile - Quaderno n. 1/2008 (PDF), su pacedifesa.org.
- Flavio Croce, Pierluigi Consorti e Francesco Dal Canto Ricognizione delle esperienze più significative in materia di difesa civile non armata e nonviolenta in ambito nazionale, europeo e internazionale (30/11/2008).
- Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Nazionale per il Servizio civile La difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN) Roma, 30 gennaio 2006.
- Fulvio Toseroni Protezione e difesa civile - Storia, organizzazione, pianificazione ed analisi delle minacce future, EPC libri.
Voci correlate
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su difesa civile
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (IT, DE, FR) Difesa civile, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) civil defense, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Ministero dell'Interno, su nullaostalavoro.interno.it. URL consultato il 19 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2012).
- Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, su interno.gov.it. URL consultato il 6 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 25 ottobre 2021).
- Istituto Studi e Ricerche Protezione e Difesa Civile, su ispro.it.
- Voce HyperIspro - Difesa Civile, su ispro.it (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2009).
- La minaccia NBCR: potenziali rischi e possibili risposte (CeMiSS), su difesa.it.
- Centro Studi Difesa Civile, su pacedifesa.org. URL consultato il 22 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2013).
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