Crotali

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Crotali
Crotales1.jpg
Crotali (sopra)
Informazioni generali
Classificazione 111.222
Idiofoni a percussione diretta
Uso
Musica dell'antichità
Musica contemporanea

I cròtali (al singolare crotalo[1]), talvolta chiamati anche piatti antichi, sono strumenti a percussione idiofoni a suono determinato, consistenti in piccoli dischetti di metallo. Ognuno di questi misura da 6 a 12 cm in diametro con una superficie piatta in cima e una base che gli permette di oscillare e vibrare liberamente. Sono comunemente suonati percuotendoli con appositi martelletti duri, ma possono essere usati martelli morbidi o essere percossi fra di loro come per i cimbalini a dita. Non raro è l'uso di un archetto, solitamente di violoncello o di contrabbasso, che permette di produrre un suono misterioso e penetrante. In generale il loro suono è paragonabile a quello del glockenspiel.[2] I crotali esistevano già in alcune civiltà preistoriche: il Museo nazionale d'Irlanda espone molti esemplari di queste percussioni risalenti alla fine dell'Età del Bronzo (1200-800 a.C.).[3]

I crotali moderni sono ordinati in base all'intonazione ed i loro set possono spaziare cromaticamente fino a due ottave. Più spesso però sono disponibili in set da una sola ottava, che esclude normalmente il registro grave.[2] Uno dei primi utilizzi di questo strumento nel repertorio orchestrale è nel Roméo et Juliette di Hector Berlioz. Un altro pezzo classico orchestrale che ne richiede l'uso è Prélude à l'après-midi d'un faune di Claude Debussy. Nella composizione di musica da camera From Me Flows What You Call Time di Tōru Takemitsu, i crotali hanno un ruolo preminente.[senza fonte]

Usi nella musica rock[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Crotalo, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
  2. ^ a b Adler, Samuel., Lo studio dell'orchestrazione, EDT, 2008, pp. 491-2, ISBN 9788870637021, OCLC 849462274. URL consultato il 24 febbraio 2019.
  3. ^ National Museum of Ireland. e O'Floinn, Raghnall., Treasures of the National Museum of Ireland : Irish antiquities, Gill & Macmillan in association with the Boyne Valley Honey Co, 2002, ISBN 0717128296, OCLC 51942607. URL consultato il 24 febbraio 2019.

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