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Crocodylus intermedius

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Coccodrillo dell'Orinoco
Crocodylus intermedius
Stato di conservazione
Critico[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseReptilia
OrdineCrocodylia
FamigliaCrocodylidae
GenereCrocodylus
SpecieC. intermedius
Nomenclatura binomiale
Crocodylus intermedius
Graves, 1819

Il coccodrillo dell'Orinoco (Crocodylus intermedius, Graves, 1819) è un grosso rettile, appartenente all'ordine Crocodylia. È endemico del Sudamerica, come si può intuire dal nome, che cita uno dei fiumi più grandi e noti del continente, dove vive, principalmente nel suo bacino, anche la specie.

Oltre all'uomo, gli unici predatori naturali sono il giaguaro e l'anaconda verde: entrambi predano coccodrilli di taglia piccola e medio-piccola, ma mai gli esemplari adulti di media e grossa taglia.

Le femmine sono lunghe fino a 4.5 m, mentre i maschi possono arrivare fino a 6 - 7 metri. Contrariamente ai caimani, i coccodrilli dell'Orinoco presentano un muso stretto e allungato, che misura anche tre volte la sua larghezza alla base e una cresta di squame fortemente carenate nella parte esterna delle zampe posteriori.

Il suo morso è, come quello di tutti i coccodrilli, uno dei più potenti in natura. Un comune esemplare adulto può mordere con una forza di oltre 35000 N (3500 kg forza) e una pressione di oltre 800 kg/cm2, paragonabile a quella presente sul fondo della fossa delle Marianne. Nemmeno il tirannosauro poteva superare questa potenza e ciò gli consente di rompere qualunque guscio e di tritare anche le ossa più robuste. Le sue mascelle si chiudono a scatto con una velocità di svariate centinaia di chilometri orari[2][3][4].

Distribuzione e conservazione

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Areale

Un tempo la specie era estremamente comune in tutti i principali affluenti dell'Orinoco. Tuttavia, a partire dal 1900 e in relazione alle richieste sempre più pressanti delle industrie produttrici di oggetti di abbigliamento, la pelle di questo rettile divenne estremamente ricercata e di conseguenza la specie cominciò a scomparire da molte regioni della parte nord-occidentale del Sud America. Basterà ricordare che a San Fernando de Apure in Venezuela, tra la fine degli anni venti e l'inizio degli anni trenta, furono commerciate giornalmente 4.000 pelli di coccodrillo dell'Orinoco, mentre in Colombia, soltanto nel decennio 1930-1940, furono vendute alle concerie almeno 250.000 pelli. Le razzie terminarono solo verso la fine degli anni quaranta.

Attualmente non esistono in natura più di 1500 esemplari di coccodrillo dell'Orinoco: un migliaio di questi rettili sarebbero presenti nel Venezuela, mentre non più di 500 individui sopravviverebbero nella Colombia nord-orientale. Trattandosi di una entità alle soglie dell'estinzione, essa è stata inclusa nella Appendice I della CITES ed è oggi protetta integralmente in entrambi gli stati sudamericani attraversati dal fiume Orinoco.

In base ai criteri della Lista rossa IUCN la specie è considerata in pericolo critico.

  1. (EN) Crocodylus intermedius, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. (EN) Ella Davies, One creature had a bite more powerful than any other, su bbc.com. URL consultato il 12 agosto 2019.
  3. (EN) 25 Most Powerful Bites In The Animal Kingdom You Definitely Want To avoid, su List25, 16 settembre 2015. URL consultato il 12 agosto 2019.
  4. (EN) National Geographic's Brady Barr Uses Fishing Techniques to Measure Bite Force; American Alligator Wins, su Field & Stream. URL consultato il 12 agosto 2019 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2019).

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