Coaching

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Il coaching è una metodologia di sviluppo personale nella quale una persona (detta coach) supporta un cliente (detto coachee) nel raggiungere uno specifico obiettivo personale, professionale o sportivo. Un coach fornisce uno specifico supporto verso l’acquisizione di un più alto grado di consapevolezza, responsabilità, scelta, fiducia e autonomia.

A differenza delle professioni regolamentate, questa è priva di un Ordine professionale e lo Stato non ne detta i requisiti minimi per il suo esercizio.

Definizioni e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'International Coach Federation (la più grande associazione mondiale di Coach professionisti, con oltre 30 mila associati in 138 paesi), definisce il Coaching come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale[1].

L'Associazione Coaching Italia, invece, (iscritta nell'elenco delle associazioni professionali che rilasciano l'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi del Ministero dello Sviluppo Economico)[2], definisce il coaching una metodologia che si basa su una relazione di partnership paritaria (tra il Coach e il suo Cliente) che, attraverso un rapporto commerciale (di espressa natura contrattuale), mira a riconoscere, sviluppare e valorizzare le strategie, le procedure e le azioni, utili al raggiungimento di obiettivi operativi collocati nel futuro del Cliente.[3]

Origine: cenni storici e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La parola ha origine dal termine francese coche, carrozza o cocchio (derivato a sua vota dall'ungherese Kocsis o dal ceco Koczi). Nel XVI secolo “coche” identificava un mezzo di trasporto trainato da cavalli e condotto da una guida: il cocchiere. Il termine anglosassone invece rinvia il coaching all'ambiente sportivo.[4] Nel XIX secolo in Inghilterra gli studenti universitari verso la fine del proprio percorso utilizzavano il termine coach per indicare i migliori tutor, dando loro titolo rispettoso e autorevole. Negli Stati Uniti, il coach nasce per sviluppare e incrementare la prestazione sportiva; il coach non solo guidava la squadra e la allenava, ma la seguiva dal punto di vista emotivo, la stimolava, creava spirito di gruppo per affrontare gli avversari con maggiore carica e sicurezza. Attraverso la guida costante del coach i giocatori e il team sviluppavano quelle capacità e competenze che rendevano il gruppo stesso motivato e forte capace di raggiungere gli obiettivi attesi.

Il contributo più importante al coaching moderno fu dato nella seconda metà degli anni '70 del Novecento dal californiano W. Timothy Gallwey, allenatore della squadra di tennis dell'Università di Harvard e primo a mettere nero su bianco i suoi principi di base. "C’è sempre un gioco interiore in corso nella nostra mente, non importa in che altro gioco siamo impegnati. Il modo in cui lo affrontiamo è quello che spesso fa la differenza tra il nostro successo e il nostro fallimento"

I libri pubblicati da Timothy Gallwey propongono l'applicazione del coaching a molti campi: da quello sportivo come il tennis, il golf, lo sci alla musica e a quelli lavorativi; le sue indicazioni poi sono state applicate anche al campo degli affari, del benessere, dell'educazione.[5]

Soprattutto negli anni novanta la figura del coach compare nelle imprese. Inizialmente le figure destinatarie dell'intervento del coach furono i manager che per sviluppare e migliorare le loro capacità umane e professionali si affidarono a consiglieri di fiducia quali i coach.[6] Fino ad allora era vista come una novità ed una moda nel campo dei direttori della formazione, ma praticamente sconosciuta alle altre professioni.

Obiettivi e metodologia[modifica | modifica wikitesto]

Il coaching è una relazione processuale fondata sulla scoperta e lo sviluppo delle potenzialità personali. Il metodo offre al cliente strumenti che gli permettano di elaborare ed identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione. Presupposto di partenza è che ogni persona abbia delle potenzialità latenti; l'obiettivo del coach è di scoprirle ed insegnare al cliente come utilizzarle. Sul piano metodologico il modello più usato è il GROW model ideato da Sir John Whitmore alla fine degli anni '80 e '90. Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità. Il coaching può essere rivolto a chiunque, e a qualsiasi età. Persone che vogliono vivere con maggiore soddisfazione la loro vita, e raggiungere obiettivi significativi, genitori, adolescenti, imprenditori, manager, insegnanti, atleti e a tutti coloro che desiderano migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi. In un rapporto di coaching l'allenamento e la valorizzazione delle potenzialità personali permette di inquadrare l'essenza stessa del coaching: accompagnare la persona verso il massimo rendimento attraverso un processo autonomo di apprendimento.

L'attività di coaching[modifica | modifica wikitesto]

Il coaching prevede un'attività professionale specialistica che ha come finalità il raggiungimento degli obiettivi del cliente, in armonia con il mandato istituzionale. L'attività di coaching è spesso affiancata da un termine che ne identifica i destinatari, per esempio: il business coaching, il life coaching, lo health coaching, il relationship coaching, il parent coaching, il leadership coaching, l'executive coaching, e il team coaching. Il coaching è un processo relazionale con l'obiettivo di aiutare la persona, o il gruppo di persone, ad acquisire una maggiore competenza professionale e/o a superare barriere che ostacolano il miglioramento della performance.

La parola "coach" evoca quella d'allenatore. Nel caso del life coaching ad esempio, il coach allena la persona a sviluppare il suo potenziale latente al fine di vivere con più soddisfazione la sua esistenza, a darsi obiettivi concreti allineati ai propri valori personali, e a raggiungerli con motivazione. Il lavoro del coach spesso investe il ragionamento e propone essenzialmente di cambiare abitudini poco funzionali al vivere la vita con soddisfazione, in favore di nuovi comportamenti positivi. Se lavora nell'area business, invece, il coach può essere una persona dell'azienda o un consulente esterno. Nel primo caso il coaching è meno centrato sulla cultura e valori professionali e più sulle competenze tecnico specialistiche. Nel caso del business-coach come consulente esterno l'accento è posto invece sulla prestazione, sul risultato e sul concetto di lavoro di squadra.[7]

L'attività di coaching si occupa dell'intervento sulla crescita personale dell'individuo.[8] Si precisa che la suddetta attività professionale non rientra tra quelle relative alla professione di psicologo ai sensi dell’art. 1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, e che i professionisti iscritti all'associazione si impegnano a non svolgere tali attività, salvo che siano dotati del relativo titolo professionale ed iscritti all'Ordine degli psicologi.

Un aspetto distintivo del coaching è che un Coach è un facilitatore di processo e non di contenuto, che interviene in modo "neutro" in una relazione: non indirizza, non consiglia, ma facilita il cliente in una una scoperta autonoma delle "proprie" soluzioni e verità.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

I critici vedono il coaching come un tentativo di emulare la Psicoterapia, ma senza limitazioni, supervisione, regolamentazione ed un codice etico. Il coaching, al pari di tante altre professioni, non è riconosciuto dallo Stato italiano e non esiste nemmeno un formazione obbligatoria statale per chi lo esercita professionalmente.

Il vuoto normativo causa perciò una mancanza di controlli, tanto che alcuni dei life coach e dei wellness coach presenti sul mercato non hanno adeguata formazione o certificazione[9].

Per questa ragione assumono molta importanza le Associazioni Professionali di Categoria. In Italia, oltre a ICF Italia (la filiale italiana di ICF) vi sono AICP[10] e A.Co.I.[11] con centinaia di iscritti, quest'ultime inserite nell'Elenco Pubblico del Ministero dello Sviluppo Economico ex art. 2 comma 7 legge 4/2013) che hanno il ruolo di diffondere e tutelare gli standard etici e professionali del Coaching, di fornire una corretta informazione, di riconoscere i percorsi riferiti alla formazione dei professionisti e di rilasciare un "Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi".

Con la crescente popolarità del coaching, molte università offrono attualmente negli Stati Uniti programmi di formazione di Coaching. Alcuni corsi offrono un “Life Coach Certificate” dopo appena pochi giorni di lezione, frequentabili da chiunque li richieda e per questo motivo sono considerati dei programmi di formazione "à la carte" nel quale viene "può o può non essere offerta una formazione di Coaching completa dall'inizio alla fine".

Il coaching (a differenza di altri servizi di supporto alla persona) non è un servizio psicologico, tanto meno è una terapia, ma consiste in una metodologia e in una filosofia di vita. L'apprendimento del "saper fare" e del "saper essere" del Coaching avviene imparando e praticando alcune competenze fondamentali (che sono definite dalle associazioni di categoria). Un buon corso di Coaching può avere una durata variabile in funzione di specifici programmi formativi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cos'è il coaching - ICF Italia, su www.icf-italia.org. URL consultato il 20 aprile 2017.
  2. ^ Associazioni che rilasciano attestato di qualità, su www.sviluppoeconomico.gov.it. URL consultato il 25 aprile 2017.
  3. ^ Il Coaching secondo l'Associazione Coaching Italia. URL consultato il 25 aprile 2017.
  4. ^ Angel, Amar 2008, p.22
  5. ^ Cardani et al 2008, p.25
  6. ^ Angel, Amar 2008, p.23
  7. ^ Di Nubila 2005, pp.285-292
  8. ^ Passmore 2012
  9. ^ (EN) Elizabeth O'Brien, 10 things life coaches won’t tell you, in MarketWatch. URL consultato il 18 marzo 2017.
  10. ^ Home Page - AICP - Associazione Italiana Coach Professionisti, su AICP - Associazione Italiana Coach Professionisti. URL consultato il 25 aprile 2017.
  11. ^ A.Co.I. Associazione Coaching Italia - Associazione Professionale di Categoria, su www.associazionecoachingitalia.it. URL consultato il 25 aprile 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]