Cleobulo

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Statua in onore di Cleobulo a Lindo

Cleobulo (in greco Κλεόβουλος) (Lindo, VI secolo a.C. – ...) è stato un filosofo greco antico, annoverato tra i Sette sapienti greci [1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune notizie su questo personaggio vissuto nel VI secolo a.C.[2] ci vengono dall'opera di Diogene Laerzio[3], secondo cui Cleobulo sarebbe stato figlio di Evagora I che vantava una discendenza da Eracle.

Fu noto nell'antichità come autore di tremila versi in poesie e indovinelli tra cui l'epitaffio di Mida e l'indovinello dell'"anno" [4]:

«Dodici figli ha un padre ed ognun d'essi
Due volte trenta figlie, ch'han diverso
L'aspetto: questo bianco, nero quelle. [5]
Sono immortali [6]
eppur ciascuna muore.»
[7]»

che viene attribuito nell'Antologia Palatina a sua figlia, la poetessa Eumetide, più nota come Cleobulina[8], anch'essa autrice di logogrifi.

Diogene Laerzio cita anche una falsa lettera di Cleobulo diretta a Solone[9].

Secondo Plutarco Cleobulo fu tiranno di Rodi[10] ma che governò con mitezza risentendo del benefico influsso che la figlia esercitava su di lui[11]. Nella Cronaca di Lindo viene ricordato anche come probabile vincitore dei Lici[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Platone, Protagora 343a
  2. ^ Cfr. Guido Calogero, "Cleobulo di Lindo", in Enciclopedia Italiana Treccani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1935.
  3. ^ I, 89-93.
  4. ^ Attribuitogli nella Miscellanea di Panfila (In Silvana Cagnazzi, Nicobule e Panfila: frammenti di storiche greche, Bari, Edipuglia srl, 1997, p. 69.
  5. ^ In ogni mese trenta giornate e trenta nottate
  6. ^ Tornano a vivere nell'anno successivo
  7. ^ Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, trad. Luigi Lechi, Milano, Molina ,1842, p. 51.
  8. ^ Plutarco, Il simposio dei sette sapienti, trad. P.Puppini, Palermo, Sellerio, 1989, pp. 33-34.
  9. ^ Diogene Laerzio, I, 93.
  10. ^ Plutarco, De E apud delphos, 3, 385A.
  11. ^ Septem Sapientium Convivium 3, 148d-e.
  12. ^ FGrHist 352, par. 23.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Colli, La sapienza greca, Milano, Adelphi, 1978, vol. I.
  • Silvana Cagnazzi, Nicobule e Panfila: frammenti di storiche greche, Bari, Edipuglia srl, 1997, pp. 69-72.

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