Claudio Grisancich

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Claudio Grisancich (Trieste, 9 dicembre 1939[1]) è un poeta, saggista e sceneggiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Grisancich nasce a Trieste alla vigilia della guerra in un quartiere della città che immortalerà in uno dei suoi libri di maggior successo[2] [3] e frequenta da giovanissimo il "salotto" Pittoni, uno degli ambienti più ricchi di stimoli della cultura triestina, dove conosce Virgilio Giotti e Giani Stuparich. Qui ha la possibilità di leggere le sue prime poesie, alcune delle quali confluiranno nella silloge di poesia in dialetto Noi vegnaremo del 1966. All'Università di Trieste, dove si laurea con una tesi su Renzo Rosso, conosce Roberto Damiani, docente e critico letterario, insieme al quale firmerà nel 1975 l'antologia La poesia in dialetto a Trieste. Con Damiani collaborerà presso la sede RAI di Trieste alla stesura di numerose riduzioni radiofoniche di importanti opere della letteratura. Mentre va confermandosi la sua vocazione di poeta in dialetto, [4] [5] [6] Grisancich si cimenta anche nella poesia in lingua, nella prosa e nella scrittura teatrale, nella stesura di monologhi drammatici in lingua. Nel 2000 il Comune di Trieste lo ha onorato con il Sigillo trecentesco della città, nel 2011, con il volume di poesia Conchiglie vince il premio nazionale di poesia intitolato a Biagio Marin, e nel 2012 il Premio nazionale di poesia dialettale "Giovanni Pascoli".[7] [8] Poesie di Claudio Grisancich sono state tradotte in inglese da Philip Morre e in sloveno da Marko Kravos.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia in dialetto[modifica | modifica wikitesto]

  • Noi vegnaremo, 1966
  • Dona de pugnai, 1972
  • Crature del pianzer, crature del rider, 1989
  • Bora zeleste, 2000
  • Scarpe zale e altre cose, 2000
  • Poesie, antologia 1957-2002, 2003
  • Inventario, Trieste, 2004
  • Conchiglie: sessant'anni di poesia in dialetto 1951-2011, a cura di Walter Chiereghin e con prefazione di Rienzo Pellegrini, 2011
  • Album, 2013
  • Café de moka e dediche, 2015
  • Storie de Fausta, 2018

Poesia in lingua[modifica | modifica wikitesto]

  • Figure, 1995
  • 99 Haiku metropolitani, 2013
  • Les italiennes, 2018

Testi teatrali rappresentati[modifica | modifica wikitesto]

  • A casa tra un poco - Febbraio 1902, lo sciopero dei fuochisti (scritto insieme a Roberto Damiani), 1976
  • Alida Valli che nel Quaranta iera putela, 1997
  • Sospesa fra i suoi due cuori, 2002
  • Anna e il signor Dora, 2002
  • Un baseto de cuor, 2004

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Poesia: Trieste si prepara a festeggiare 80 anni suo poeta, su ansa.it. URL consultato il 12 agosto 2021.
  2. ^ Album, prefazione di Walter Chiereghin, postfazione di Fulvio Senardi, fotografie di Stefano Visintin, Hammerle editore, Trieste 2013, ISBN 978-8898422-00-5
  3. ^ Mary B. Tolusso, L’‘Album’ di Claudio Grisancich reinventa i ricordi con le parole, Il Piccolo, Archivio, 11 dicembre 2013
  4. ^ Roberto Damiani, Poeti dialettali triestini, Italo Svevo ed., Trieste 1989
  5. ^ Franco Brevini, a cura di, La poesia in dialetto. Dalle origini al '900, Mondadori, Milano 1999.
  6. ^ Luigi Nacci, Trieste allo Specchio. Indagine sulla poesia triestina del secondo Novecento, Battello stampatore, Trieste 2005
  7. ^ Enciclopedia monografica del Friuli Venezia Giulia, Istituto per l'Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia, Udine 1979
  8. ^ Walter Chiereghin, Claudio H. Martelli, Dizionario degli autori di Trieste, dell'Isontino, dell'Istria e della Dalmazia, Hammerle editore, Trieste 2014