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Rodiggio UIC

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Nella bibliografia ferroviaria si definisce rodiggio UIC un sistema di descrizione del rodiggio dei veicoli ferroviari.

L'Union internationale des chemins de fer (UIC) definì fin dal 1932 un proprio sistema di descrizione del rodiggio che, rispetto ai sistemi in uso in precedenza che si limitavano a indicare il numero delle ruote o delle sale montate, comunica come le sale sono connesse al telaio principale o a quello dei carrelli, se esse sono motrici o portanti, qual è il tipo di azionamento da parte dei motori e se le sale sono azionate dai motori direttamente o tramite trasmissioni.

Prima della definizione dell'UIC le società ferroviarie e con esse le industrie produttrici e manutentrici dei veicoli ferroviari, insieme al mondo della ricerca, utilizzavano sistemi di descrizione dei rodiggi nati empiricamente[Nota 1] e legati alle tradizioni locali. Il dibattito tra i tecnici, ripreso dalle associazioni professionali e dai centri di ricerca privati e pubblici, avvertì precocemente i limiti di quei sistemi, che si mantennero nell'uso per tradizione e per evitare onerosi impegni di aggiornamento delle norme tecniche con la conseguente formazione del personale ferroviario.

Poiché l'UIC fu istituita avendo tra i suoi scopi la definizione di una terminologia ferroviaria comune appena possibile essa, sulla base di proprie indagini e tenendo presente quale valido precedente il sistema di descrizione dei rodiggi predisposto fin dal 1908 dalla Verein Deutscher Eisenbahnverwaltungen (VDEV), predispose una propria norma.

Si deve sottolineare che la norma non rientra tra quelle che l'UIC definisce "norme imperative". È una norma ad adesione volontaria, che perciò lascia libertà ai membri dell'UIC di adottarla o no. Tuttavia, dato il suo rigore che è confermato dalla sua costante presenza nel complesso delle norme dell'UIC fin dal 1932, essa è largamente utilizzata non solo dalle pubblicazioni tecniche ma anche da quelle divulgative come i repertori di Fabio Cherubini [1] e di Andrea Camatta e Michele Sacco[2].

La cronologia della norma è la seguente (fonte: [3]):

1932: prima pubblicazione della norma, numerata "UIC 104", intitolata "Standardisation of symbols showing the mechanical arrangement of electric locomotors".

1935: revisione della norma UIC 104, intitolata "Standardisation of symbols showing the mechanical arrangement of rail motor vehicles".

1936: estensione della norma UIC 104 ai locomotori di tutti i tipi.

1937: indagine tra i membri dell'UIC per stabilire quali simboli devono essere aggiunti alla norma UIC 104 per applicarla a tutti i tipi di unità di trazione.

1952: revisione della norma, con cambio di numero da UIC 104 a UIC 612.

1980: revisione della norma, con cambio di numero da UIC 612 a UIC 650.

1983: ultima revisione della norma UIC 650.

2016: cambio di numero della norma da UIC 650 a UIC 60650.

Le norme dell'UIC vengono pubblicate in francese e in inglese.

Il sistema UIC

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Vista dal lato sinistro della locomotiva FS 691.033 ripresa all'interno dello stabilimento della Società Italiana Ernesto Breda di Sesto San Giovanni nell'aprile 1932 poco dopo la trasformazione da FS 690.033. Il rodiggio di questa locomotiva, secondo la notazione dell'UIC, è 2'C1' per la macchina e 2'2'T29 per il tender.

La denominazione dei rodiggi secondo la norma dell'UIC si può riassumere come segue:

  1. Il numero, il raggruppamento ed il tipo delle sale determina il rodiggio.
  2. Il conteggio deve avvenire iniziando dalla parte anteriore della motrice. Nel caso di simmetria si considera parte anteriore quella dal lato della cabina contrassegnata come "A", "1" o "I".
  3. Un carattere numerico (1, 2, 3 ...) indica il numero di sale portanti montate in un unico telaio (telaio della locomotiva, telaio secondario o carrello). Se il carrello o il telaio secondario possono ruotare rispetto all'asse longitudinale del veicolo il carattere numerico è seguito dal carattere apostrofo " ' ".
  4. Una lettera maiuscola (A, B, C ...) determina il numero delle sale motrici dello stesso tipo connesse meccanicamente fra loro (con bielle o ingranaggi), montate in un unico telaio (telaio della locomotiva, telaio secondario o carrello). Se il carrello o il telaio secondario possono ruotare rispetto all'asse longitudinale del rotabile la lettera maiuscola è seguita dal carattere apostrofo “ ' ”. Se le sale motrici dello stesso tipo non sono connesse meccanicamente fra loro ovvero sono motorizzate in modo indipendente, la lettera maiuscola è seguita dal carattere zero "0" in posizione di pedice. Per semplicità spesso lo zero viene indicato con la lettera "o" minuscola ma non si tratta di una grafia corretta.
  5. Le precedenti notazioni (lettere e numeri) chiuse fra parentesi tonde indicano un telaio secondario che unisce sia sale motrici che sale portanti. Esempio riferito alle locomotive FS E.428 : (2'B0)(B02')
  6. Se il veicolo è composto da più unità separabili ed autonome, l'indicazione di ognuna è separata dal segno "+".
  7. Lo stesso sistema di notazione vale anche per i tender facendo seguire ai caratteri alfanumerici la lettera "T" e un numero che indica la capacità d'acqua espressa in metri cubi. Per le locomotive-tender si aggiunge la lettera "t" (l'aggiunta della lettera "t" per le locomotive-tender, considerata ormai superflua e causa di confusione con un altro uso del simbolo relativo al tipo di vapore generato e usato, è omessa dalle pubblicazioni ufficiali e divulgative posteriori alla scomparsa della trazione a vapore dall'esercizio normale, tra cui il repertorio di Fabio Cherubini[4])
  8. Una lineetta orizzontale sovrastante indica un carrello/sala in posizione intermedia a due semicasse. Esempio riferito agli elettrotreni FS ETR.200: B'0(1A0) (A01)B'0
    Questa notazione viene spesso omessa per semplicità tipografica[5].
  9. Per le locomotive e le automotrici a vapore al rodiggio della locomotiva si possono aggiungere altre indicazioni che riassumono le caratteristiche della parte termica come il numero dei cilindri motori, la lettera "n" per le locomotive a vapore saturo o "h" per le locomotive a vapore surriscaldato. Questa aggiunta viene a volte omessa dalle pubblicazioni divulgative, tra cui il repertorio di Fabio Cherubini[6]. Per esempio nelle pubblicazioni tedesche le locomotive FS 851 vengono definite di rodiggio Ct 2n.
  1. Per esempio le statistiche ministeriali dei parchi dei mezzi di trazione delle ferrovie italiane riprendendo la prassi delle pubblicazioni tecniche definivano come "a ruote libere" le locomotive a vapore con una sola sala motrice (esempio: le locomotive poi FS 103) e "a ruote accoppiate" quelle con due o più sale montate, di cui una motrice e le altre condotte dalle bielle accoppiate a quella motrice. Cf Ministero dei Lavori Pubblici. Commissariato generale delle strade ferrate, Relazione sulle Strade Ferrate Italiane. Anno 1867, Firenze, Tipografia eredi Botta, 1869 e volumi successivi.
  1. Cherubini, 2000.
  2. Camatta, Sacco, 2025.
  3. (EN) UIC, Railway Application - Rolling Stock - Standard designation of axle arrangement on locomotives and multiple-unit sets, su shop.uic.org. URL consultato l'8 luglio 2026.
  4. Cherubini, 2000, pp. 214-216.
  5. Per applicarla in Wikipedia, fare riferimento al Template:Overline. Nell'esempio proposto un limite del template fa apparire spezzate le lineette.
  6. Cherubini, 2000, pp. 210-216.
  • Fernando Malusardi, Trasporti su rotaia, in Enciclopedia delle scienze De Agostini, vol. Mezzi di trasporto, tomo 1, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1984, pp. 25-133.
  • Giuseppe Vicuna, Organizzazione e tecnica ferroviaria, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, 1968.
  • Filippo Cesari, Vito Rizzo, Settimio Lucchetti, Elementi generali dell’esercizio ferroviario. Tradizione, evoluzione, sviluppi, 2ª ed. a cura di Luca Franceschini, Antonio Garofalo, Renzo Marini, Vito Rizzo, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, 2017, ISBN 978-88-95634-12-8.
  • Gianni Robert, Le ferrovie nel Mondo, Milano, Vallardi, 1964.
  • Pier Luigi Guida et alii, Storia e tecnica ferroviaria. 100 anni di Ferrovie dello Stato, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, 2007.
  • Luciano Greggio, Le locomotive a vapore. Modelli di tutto il mondo dalle origini ad oggi con dati tecnici, Milano, Arnoldo Mondadori, 1977.
  • Romano Panagin, Costruzione del veicolo ferroviario. Elementi introduttivi ed esperienze di progetto, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, 2006.
  • Fabio Cherubini, Materiale motore FS 2000, Salò, Editrice Trasporti su Rotaie, 2000, ISBN 88-85068-26-X.
  • Andrea Camatta e Michele Sacco, Materiale motore FS 2025, Abano Terme, Duegi, 2025, ISBN 978-88-95096-31-5.
  • Erminio Mascherpa, Il rodiggio UIC, in Italmodel ferrovie, vol. 26, n. 194, 1976, pp. 332-333.
  • Luigi Voltan, Il rodiggio delle locomotive a vapore, in Tutto treno, vol. 20, n. 206, 2007, pp. 18-26.
  • R. Bianchini, Lettera. A proposito di rodiggio, in I treni, vol. 46, n. 492, 2025, p. 43.

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