Classificazione Colon

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La Classificazione Colon è uno schema di classificazione analitico-sintetico elaborato nel 1933 dal bibliotecario indiano (ex professore di matematica) Shiyali Ramamrita Ranganathan. Il nome deriva dall'uso dei due punti (colon in inglese) per separate le faccette[1].

È molto diffusa in India nelle biblioteche pubbliche e per scopi di ricerca; tranne rari casi (come la Biblioteca del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine, nel periodo dal 2004 al 2010)[2] in occidente non è applicata in alcuna biblioteca, ma molti sistemi di classificazione hanno tentato di recepirne gli insegnamenti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La Classificazione Colon racchiude l'intero universo di conoscenze in quaranta discipline o campi di studio; ogni disciplina è una classe. La notazione è mista, comprendendo numeri, lettere latine o greche e speciali operatori di calcolo (ad esempio z =Argomenti generali, 2 =Scienze bibliotecarie, AZ =Matematica, NX =Lingue e letterature, Σ =Scienze sociali).

In ognuna delle classi della Classificazione Colon hanno notazione propria solo i soggetti isolati, semplici, uniti tra loro in gruppi omogenei, mentre i soggetti composti non vengono enumerati. I nuclei di concetti affini, individuati all'interno di ciascuna classe, sono denominati "faccette" (dall'inglese facet)[1]; all'interno di ogni faccetta, tutti i concetti isolati (foci) avranno in comune una particolare caratteristica.

Dovendo classificare un soggetto composto occorre, individuata la classe principale, analizzarlo in parti elementari, ricercare attraverso gli indici delle tavole le notazioni dei singoli elementi e, infine, ricombinarli, in base alle reciproche relazioni, per riformare il soggetto composto espresso nel linguaggio notazionale della Classificazione.

Per evitare una "fuga all'infinito" del numero delle possibili relazioni, Ranganathan ha ridotto a cinque categorie fondamentali i concetti isolati, applicabili a qualsiasi area del sapere:

  • Personality (personalità o entità o cosa),
  • Matter (materia o materiale o proprietà),
  • Energy (energia o processo, operazione, azione),
  • Space (spazio),
  • Time (tempo).

La formula di combinazione di tali categorie è riassunta nell'abbreviazione PMEST, che indica anche l'ordine di citazione delle faccette nella formazione di una notazione che deve esprimere un dato soggetto.

Dato che i simboli utilizzati nella notazione di ciascuna categoria potrebbero essere gli stessi (per esempio, nella classe 2 Library science, la notazione "44" significa "Ufficio stampa" nella faccetta P e "Periodici" nella faccetta M), tutte le faccette dopo la prima hanno un loro indicatore costituito da un segno di punteggiatura che le precede:

  • la faccetta M è preceduta da (;);
  • la faccetta E è preceduta (:);
  • la faccetta S è preceduta da (.);
  • la faccetta T è preceduta da (‘).

La formula PMEST ha valore di modello logico e sintattico generale; ma ogni classe principale della Classificazione Colon ha una propria formula delle faccette, presentata all'inizio delle tavole della relativa classe. Inoltre, dal momento che spesso esistono soggetti che non presentano tutte le faccette, nella creazione del numero di classificazione si devono tenere presenti e utilizzare solo le faccette effettivamente rappresentate nel soggetto.

Per esempio, la Classe 2 Library science presenta questa formula per le faccette: 2 [P] ; [M] : [E] [2P][3].
Per il soggetto "Biblioteche civiche", in cui è presente solo la categoria P, la notazione sarebbe "222" (il primo 2 indica Library Science, il 22 rappresenta all'interno della Classe 2 Library science le "Biblioteche civiche", elencate nella faccetta P).

Nel soggetto "Manoscritti conservati nelle Biblioteche civiche", le categorie rappresentate sono P (Biblioteche civiche) e M (Manoscritti, elencato nella faccetta M con la notazione 12); perciò la relativa notazione è: "222;12".

Per il soggetto "Catalogazione dei Manoscritti delle Biblioteche civiche", le categorie da rappresentare sono P (Biblioteche civiche), M (Manoscritti) ed E (Catalogazione, elencata nella faccetta E con la notazione 55); di conseguenza, la notazione del numero di classificazione è "222;12:55".

Per il soggetto "Catalogazione dei manoscritti delle biblioteche civiche in Italia", le categorie da rappresentare sarebbero le prime quattro e la relativa notazione sarebbe "222;12:55.52" (dato che la notazione per l'Italia nelle tavole dello spazio è 52).

Infine, per il soggetto "Catalogazione dei manoscritti delle biblioteche civiche in Italia nel XIX secolo", le categorie da rappresentare sarebbero tutte e cinque e la relativa notazione sarebbe "222;12:55.52'M" (dato che la notazione per il secolo XIX nelle tavole per il tempo è M).

Può comunque succedere che non tutte le categorie siano rappresentate nel soggetto; da questo punto di vista, già i primi quattro esempi proposti sono privi di una o più categorie. In questi casi, come si è visto, la relativa notazione e il relativo segno di punteggiatura sono omessi. Lo stesso vale anche se in un soggetto non è espressa una o più categorie intermedie (M, E ed S). Per esempio, nel soggetto "Classificazione bibliografica negli USA nel XX secolo" sono rappresentate la categoria P e la categoria E (rispettivamente Biblioteche e Classificazione), la categoria S (USA) e la categoria T (XX secolo), ma non è rappresentata la categoria M (che avrebbe potuto essere utilizzata, in questo caso, per indicare lo specifico materiale bibliografico a cui si applica la classificazione). Perciò, il numero di classificazione si esprime con la seguente notazione:

2:51.73'N.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Faccetta: gruppo di sottoclassi determinate dalla divisione di un soggetto sulla base di una sola caratteristica. Vedi Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Ed. bibliografica, 1986.
  2. ^ (EN) Carlo Bianchini, Colon Classification and Nuovo Soggettario: The Case of the Library of the Natural History Museum of Udine, Italy, in Knowledge Organization, vol. 39, nº 1, 2012, pp. 23-28.
  3. ^ Carlo Bianchini, I fondamenti della biblioteconomia. Attualità del pensiero di S.R. Ranganathan, Milano, Editrice Bibliografica, 2015, p. 224, ISBN 978-88-7075-847-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]