Chiesa di Santa Maria del Sasso

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Chiesa di Santa Maria del Sasso
Morcote Santa Maria.jpg
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Ticino Ticino
Località Morcote
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Lugano
Stile architettonico tardoromanico, rinascimentale
Inizio costruzione 1462
Completamento 1729

Coordinate: 45°55′23.05″N 8°54′50.87″E / 45.92307°N 8.91413°E45.92307; 8.91413

La chiesa di Santa Maria del Sasso[1] è un edificio religioso che fonde elementi dell'architettura romanica e di quella rinascimentale che si trova nel comune di Morcote.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu costruito nel XIII secolo in una posizione che domina Morcote, ma poi fu trasformato profondamente nel 1462, assumendo il suo aspetto rinascimentale. Nel 1578, però, l'edificio fu radicalmente trasformato: con l'aggiunta nella sua parte meridionale di un coro, l'asse della basilica fu rovesciato. Nel 1729 le opere furono completate, ma nel tardo XIX secolo l'edificio fu restaurato, e in parte rinnovato, su un progetto forse affidato a Gaspare Fossati. Nel XX secolo gli interventi di restauro furono molteplici: il primo ebbe luogo nel 1936, il secondo fra il 1948 e il 1949, sotto il coordinamento di Cino Chiesa, e il terzo, più lungo dei precedenti e affidato a Guido Borella, fra il 1967 e il 1980. La scalinata, con 404 gradini, fu costruita in parte nel 1732 e in parte fra il 1861 e il 1863 da Giacomo Rossi, ritratto in una statua posta in una nicchia ai piedi di quest'ultimo tratto.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 219-223.
  • Giorgio Casella, La Svizzera Italiana nell'arte e nella natura. Carona, Morcote e Vico-Morcote. Medioevo e Rinascimento, Società Ticinese per la conservazione delle Bellezze Naturali ed Artistiche, Lugano 1912.
  • Teucro Isella, Arte a Morcote, Tipografia S.A. Grassi & Co., Bellinzona 1957.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 437-438.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 316-318.
  • Piero Boccardo, Franco Boggero, Una veduta ticinese di Genova; il pittore Valsoldese Domenico Pezzi e la cultura ligure del Cinquecento, «Bollettino Storico della Svizzera Italiana», XCVI, fascicolo II, Bellinzona 1984, 51-70; Idem, Una veduta di Genova del 1513, «La Casana. Periodico trimestrale della Cassa di risparmio di Genova e Imperia», XXX, n. 4, Genova 1988.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 350-352.
  • Alessandra Brambilla, Bartolomeo da Ponte Tresa, Maestro della cappella Camuzio ?, in «Bollettino Storico della Svizzera Italiana», CX, Bellinzona 2007, 137-150.
  • Lara Calderari, Silvia Valle Parri, Rinascimento in Santa Maria del Sasso a Morcote. La cappella maggiore tra Quattro e Cinquecento, in «Zeitschrift für schweizerische Archäologie und Kunstgeschichte», 66, I, 2009, 45-76.
  • Lara Calderari, Tommaso Rodari. San Giovanni Battista, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Silvia Valle Parri, Orafo milanese. Pace, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Il Rinascimento lombardo (visto da Rancate), in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.
  • Silvia Valle Parri, Morcote. Santa Maria del Sasso, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari», Officina Libraria, Milano 2010.

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