Santuario di Santa Maria del Sasso (Bibbiena)

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Santuario di Santa Maria del Sasso
Santamaria del sasso.jpg
Veduta aerea del Santuario
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàBibbiena
Coordinate43°42′00.77″N 11°49′46.11″E / 43.700214°N 11.829475°E43.700214; 11.829475
Religionecattolica
Diocesi Arezzo-Cortona-Sansepolcro
ConsacrazioneXIV secolo
ArchitettoGiuliano da Sangallo
Stile architettonicoRinascimentale

Il santuario di Santa Maria del Sasso si trova nella località omonima a Bibbiena. Nell'agosto del 1942 papa Pio XII elevò la chiesa alla dignità di basilica minore.[1]

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1347 una colomba si posò su di un masso presso Bibbiena, rimanendovi per un mese e facendosi avvicinare solo dai bambini e dal beato Martino da Poppi, monaco camaldolese ed eremita. Sullo stesso masso, il 23 giugno, la Madonna sarebbe apparsa a Caterina, di sette anni, donandole delle fave e poi scomparendo. Al momento di cucinarle, la madre di Caterina si accorse che erano piene di sangue, presagio della peste che avrebbe colpito l'Europa l'anno dopo, risparmiando però la città[2].

Sul luogo fu costruita una cappella per ricordare l'apparizione (da cui prese il nome il santuario), mentre l'edificio assunse le forme attuali a partire dal 1486, su progetto di Giuliano da Maiano e con l'interessamento di Lorenzo il Magnifico. Sulla destra della facciata, a frontone triangolare, è un portico con colonne che accoglieva i pellegrini: nelle lunette sono affrescati alcuni episodi miracolosi legati alla Madonna del Sasso, riferibili al XVIII secolo.

Nell'interno la chiesa è a navata unica, con transetto e profondo coro usato un tempo dalle religiose e dai frati. Al centro, sotto la cupoletta all'intersezione dei bracci, si trova il tempietto con l'affresco della Madonna del Sasso di Bicci di Lorenzo (1435 circa). Il tempietto fu progettato da Bartolomeo Bozzolini da Fiesole e custodisce un fregio invetriato riferibile a fra' Mattia della Robbia e un'annunciazione sul retro, affrescata da Giovanni del Brina (1567).

Nella navata si trovano una vetrata dell'Assunta (1490 circa), una pala in terracotta policroma invetriata di Santi Buglioni e una Madonna con Bambino e santi di Fra Paolino da Pistoia; nei bracci del transetto ci sono la Natività di Maria tra i santi Sebastiano e Raimondo di Peñafort di Jacopo Ligozzi (1607, firmata e datata), e l'Apparizione della Vergine a san Giacinto di Ludovico Buti.

Più avanti si trova il coro delle monache, frutto di un ampliamento cinquecentesco progettato da Stefano Lunetti, dove spiccano la grande Assunta di Fra Paolino (1532-33), un crocifisso in cartapesta del XVII secolo e gli stalli lignei di Salvatore e Michele dell'Impruneta (1525).

Nella cripta, ai lati del masso legato all'apparizione, si trova un altare con la Madonna del Buio, statua lignea di scuola fiorentina del primo Quattrocento a cui sono attribuiti vari miracoli, realizzata probabilmente da Andrea Cavalcanti detto il Buggiano, che presenta spunti stilistici donatelliani e robbiani[3] (tanto che in passato era riferita anche al giovane Luca della Robbia); inoltre la Madonna col Bambino in trono tra i santi Bartolomeo e Matteo di Giovanni Antonio Lappoli (1530 circa).

Il convento è organizzato attorno a un ampio chiostro, con quattro lati porticati e lunette affrescate nel XVIII secolo coi Miracoli della Madonna del Sasso. Nel refettorio si trova un'Ultima Cena di Raffaellino del Colle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  2. ^ Cammilleri, p. 298.
  3. ^ Daniela Parenti, Breve itinerario nella scultura lignea policroma a Firenze prima del Quattrocento, in "Fece di scoltura di legname e colorì". Scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze, catalogo della mostra, Firenze, 2016, p. 40.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.

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