Chiesa di San Michele a Volognano


La chiesa di San Michele a Volognano si trova nel comune di Rignano sull'Arno.
Storia e descrizione
[modifica | modifica wikitesto]L'origine della piccola chiesa si deve far risalire ad una cappella esistente nell'antico Castello di Volognano, dedicata al Santo Arcangelo già molto venerato dai Longobardi, distrutta insieme al maniero dei signori di Volognano nel 1304 dal Comune di Firenze e ricostruita dopo la distruzione insieme ad esso.[1] Nel Quattrocento e nel Cinquecento la chiesa fu priorato della famiglia Della Vacchia, come si legge nei resoconti delle visite pastorali dell'epoca, e come si vede dagli stemmi della famiglia sul portale della sacrestia e sul pulpito. Più tardi, nel Seicento, il priorato passò agli Zanchini (o Da Quona o Da Volognano). Una lapide posta sotto il pulpito ricorda una sentenza del 10 Dicembre 1670 che confermò il patronato della chiesa a Odoardo di Alamanno Zanchini vietando a Cosimo di Esaù Martellini della Cerva di apporre le proprie armi in chiesa. La chiesa attuale è quella ripristinata nel 1889 in stile neogotico, come si vede nella facciata e nel campanile a torre aggiunto in quel periodo in sostituzione di un precedente campaniletto a vela.
Il semplice interno, scandito da archi trasversi, conserva diverse opere, tra cui alcune importanti e di altissima qualità: la tavola con la Madonna col Bambino, attribuita a Lorenzo di Bicci, oggi collocata nella nicchia a sinistra nel presbiterio, è l'opera più antica della chiesa databile tra 1385 e 1390 circa, probabilmente la parte centrale di un polittico cuspidato realizzato per l'altare maggiore di questa chiesa. Come si legge nell'iscrizione nel margine inferiore, nel 1485, per volontà della locale famiglia Della Vacchia, di cui si vede lo stemma al centro, il dipinto è stato riquadrato con l'aggiunta di figure di angioletti, del trono semicircolare e del pavimento prospettico a scacchiera da un pittore non ancora identificato[2].
In chiesa spicca però la Madonna della Cintola con i santi Antonio abate, Tommaso, Francesco ed Jacopo, un dipinto di grande interesse ma di difficile attribuzione. Assegnata dalla critica prima a Domenico Puligo, poi agli inizi del Rosso Fiorentino[3] e più recentemente ad Andrea del Sarto con ampia partecipazione degli allievi, i giovani Pontormo e Rosso Fiorentino.[4] La composizione simmetrica è derivata dalla raffaellesca Madonna di Foligno, ma il carattere stilistico è fortemente sartesco, soprattutto nella figura dell'Assunta. Il tono aspro e caricato nella parte sinistra della tavola sembra invece spettare al giovane Rosso, come l'espressività di San Francesco, mentre il San Jacopo in basso a destra appare fortemente pontormesco. Il dipinto si trova all'altare della Compagnia di Santa Maria o della Vergine Maria, rifondata nel 1507 con la dedica all'Assunzione della Vergine ad opera di un Cosimo Martellini, forse da riconoscersi nel committente della tavola. La pala potrebbe quindi datarsi tra 1510 e 1515 circa[5].
La bella pala d'altare di Mariotto Albertinelli raffigurante la Madonna col Bambino e santi Paolo, Michele, Apollonia e Pietro, quasi contemporanea alla Madonna della Cintola, è firmata e datata 1514, e fu commissionata dal personaggio ritratto in basso a destra, presumibilmente un esponente della famiglia Della Vacchia da Volognano, Zanobi di Antonio. L'opera, realizzata per la chiesa come dimostra la presenza del santo eponimo, era collocata all'altare maggiore dove è stata fino al 1992, quando è stata collocata sulla parete sinistra[6]. Il dipinto mostra un inconsueto stile dimesso e semplificato, scelto forse in consonanza con la sua destinazione ad una chiesa del contado.
Nella cappella a destra della maggiore, dedicata alla Madonna del Carmine, si trova un ciborio in forma di tempietto che presenta nella portella il calice eucaristico e nelle facce laterali due dipinti con San Bartolomeo e Sant'Andrea, di un pittore ancora anonimo influenzato dai modelli di Andrea del Sarto. Il ciborio, probabilmente commissionato anch'esso dalla famiglia dei Del Vacchia, dovrebbe datarsi all'incirca poco dopo la metà del Cinquecento.
Oggi dietro all’altare maggiore si trova una lunetta lignea del primo Novecento, dono della famiglia D’Ancona proprietaria all'epoca del castello, rappresentante San Michele Arcangelo entro una cornice di fiori e frutta che riproduce modelli di Andrea della Robbia.
L'oratorio della Compagnia dell'Assunzione della Vergine, alla quale si accede dal coro della chiesa, fu edificato nel Settecento. L'ambiente custodisce una pala di Neri di Bicci con la Crocifissione coi santi Gregorio, Monica, la Vergine, Maria Maddalena, Girolamo, Giovanni evangelista, Agostino, Giovanni Battista. La tavola corrisponde forse a quella eseguita entro il 1453 per San Sisto a Viterbo ma mai consegnata, poi ritoccata tra 1460 e 1461 aggiungendo le figure di sant'Agostino e santa Monica per adattarla a una nuova destinazione, probabilmente il Monastero delle agostiniane di Santa Monica a Firenze. L'opera fu poi acquistata nel Seicento, entro il 1671, dalla Compagnia dei Disciplinati presso la pieve di San Lorenzo a Miransù e, dopo il restauro effettuato tra 1988 e 1990, è stata spostata nell'attuale collocazione. La pala, tipica di Neri per la tipologia delle figure, gli arcaismi mescolati ad aspetti decorativi, la presenza del fondo oro, manca della carpenteria originale[7]. Nell'oratorio si trova anche una tela con la Vergine Assunta forse attribuibile a Zanobi Mani e databile al primo quarto del Settecento.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ R. Lembo, Rignano sull'Arno..., 2000, pp. 48-49.
- ↑ Luca Mattedi, Lorenzo di Bicci, Madonna col Bambino in trono e due angeli, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 116 - 119.
- ↑ L. Berti, Per gli inizi del Rosso Fiorentino, in Bollettino d'Arte, n. 18, 1983, pp. 45-60.
- ↑ A. Conti, Dipinti e committenti nel piviere di Rignano, in Rignano sull'Arno. Tre studi sul patrimonio culturale, Firenze 1986, pag. 68; A. Natali, Maestro alla 'Scuola dell'Annunziata', in A. Cecchi, A. Natali, Andrea del Sarto. Catalogo completo, Firenze 1989, pagg. 7-8.
- ↑ R. Lembo, Rignano sull'Arno..., 2000, p. 140.
- ↑ Elena Capretti, scheda dell'opera, in Arte a Figline. Da Paolo Uccello a Vasari, cat. mostra a cura di Nicoletta Pons, Firenze, 2013, pagg. 128-130.
- ↑ Fabrizia Landi, Neri di Bicci, Crocifissione e santi, in Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025, pagg. 140 - 143.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Alessandro Conti, Italo Moretti, Manuela Barducci, Rignano sull'Arno. Tre studi sul Patrimonio culturale, Firenze, 1986.
- Roberto Lembo, Rignano sull'Arno. Edifici, e segni di culto del territorio, Rignano sull'Arno 2000.
- AA. VV., Arte e Restauro a Rignano sull'Arno, a cura di Lucia Bencistà, Elia Bruttini, Carlo Fabbri, Lucia Fiaschi, San Giovanni Valdarno, 2025.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Fonte: scheda nei "Luoghi della Fede", Regione Toscana, su web.rete.toscana.it.