Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Chō Soku Henkei Gyrozetter

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chō Soku Henkei Gyrozetter
超速変形ジャイロゼッター
(Chō Soku Henkei Gyrozetter)
serie TV anime
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Square Enix
Regia Kunihiro Mori
Soggetto (ep. 1-2), Muga Takeda (ep. 3), Toshimitsu Takeuchi (ep. 4)
Char. design Hiroshi Kaieda (originale), Yoshinori Yumoto
Dir. artistica Kouki Nagayoshi, Masahiro Sato
Musiche Naoki Sato
Studio A-1 Pictures
1ª TV 2 ottobre 2012
Episodi 51 (completa)
Chō Soku Henkei Gyrozetter
超速変形ジャイロゼッター
(Chō Soku Henkei Gyrozetter)
manga
Testi Ryutaro Ichimura
Disegni Teruaki Mizuno
Editore Shūeisha
Rivista Saikyo Jump
1ª edizione 2011
Tankōbon 7 (in corso)
Generi fantascienza, commedia, combattimento, mecha

Chō Soku Henkei Gyrozetter (超速変形ジャイロゼッター?) è un videogioco della Square Enix, adattato in una serie televisiva anime nell'ottobre 2012 dalla A-1 Pictures.[1][2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel XXI secolo il Giappone ha creato le AI cars, auto con un'intelligenza artificiale e ha istituito speciali accademie per addestrare i ragazzi ad utilizzarle. Kakeru Todoroki, uno studente di quinta classe dell'Accademia Arcadia, viene scelto per pilotare la AI car che salverà l'umanità e può trasformarsi in un robot, dal nome Gyrozetter.

Personaggi e doppiatori[modifica | modifica wikitesto]

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Questa lista è suscettibile di variazioni e potrebbe non essere completa o aggiornata.
GiapponeseKanji」 - Rōmaji In onda
Giappone
1 「ライバード 駆ける!!」 - Raibado kake ru!! 2 ottobre 2012
2 「ロゼッタグラフィーの秘密」 - Rozettagurafi no himitsu 9 ottobre 2012
3 「華麗なる第三のドライバー」 - Karei naru daisan no doraiba 16 ottobre 2012
4 「対決!レーシングバトル」 - Taiketsu! reshingubatoru 23 ottobre 2012

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Square Enix Streams Gyrozetter Game, Anime Trailers, in Anime News Network, 19 dicembre 2011. URL consultato il 30 agosto 2012.
  2. ^ Square Enix's Gyrozetter Card Game Gets 2012 TV Anime, in Anime News Network, 1º dicembre 2011. URL consultato il 30 agosto 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]