Ceciliano (prefetto del pretorio)

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Ceciliano (latino: Caecilianus; floruit 397-414) fu un politico dell'Impero romano d'Occidente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 396 e il 397 fu vir clarissimus e Prefetto dell'annona. In una lettera indirizzata ad Ambrogio di Milano, l'oratore Quinto Aurelio Simmaco chiedeva al vescovo milanese di non sostenere Pirata, la controparte di Ceciliano in una causa finanziaria;[1] Ceciliano vinse la causa, ma dopo il termine della sua prefettura questa fu riaperta contro di lui (398/401).[2] Durante la sua prefettura il suo amico Simmaco gli chiese di garantire ai cittadini di Formia la loro tradizionale fornitura di olio africano.[3]

Nel 400 fu inviato assieme a Probiano come rappresentante del Senato romano in qualche missione; Simmaco temeva che avrebbero perso i giochi pretoriani organizzati in occasione del mandato del figlio di Simmaco.[4]

Una legge del 4 aprile 404 lo attesta come vicario;[5] si trattava probabilmente del vicariato della diocesi d'Africa, dato che in una lettera di Agostino d'Ippona datata 405,[6] il vescovo africano sembra rivolgersi a Ceciliano come se fosse il proconsole d'Africa (sarebbe dunque stato promosso da vicarius a proconsole).

Durante il primo assedio di Alarico a Roma, tra la fine del 408 e i primi mesi del 409 Ceciliano fu inviato come legato senatoriale, assieme a Prisco Attalo e a Massimiano, presso l'imperatore Onorio a Ravenna.[7] L'ambasciata non ebbe successo, ma grazie all'influenza di Olimpio, Ceciliano fu nominato Prefetto del pretorio d'Italia e Illirico, succedendo a Teodoro;[8] rimase in carica per pochi mesi, tra gennaio e febbraio, dato che il suo successore Giovio è attestato in carica il 1º aprile di quello stesso 409.

Era ancora in vita nel 414, quando fu inviato in missione speciale per conto dell'annona in Africa, insieme a Nicomaco Flaviano iunior.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simmaco, Epistulae, III.36 (396/397, ad Ambrogio).
  2. ^ Simmaco, Epistulae, VII.108 (398/401, a Patroino) e 109 (398/401, a Petronio).
  3. ^ Simmaco, Epistulae, IX.58 (396/397).
  4. ^ Simmaco, Epistulae, VIII.14 (400).
  5. ^ Codice giustinianeo, I 51.4.
  6. ^ Agostino, Epistulae, 86 (405?).
  7. ^ Zosimo, V 44.1.
  8. ^ Zosimo, V 44.1; CIL X, 1128, Abellinum

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Caecilianus 1", PLRE II, pp. 244-246.