Castello di Spiš
| Castello di Spiš | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Košice |
| Località | Žehra |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | ruderi ben conservati |
| Costruzione | XII secolo |
| Stile | romanico, rinascimentale e gotico |
| Levoča, castello di Spiš e i suoi monumenti culturali associati | |
|---|---|
| Tipo | Culturale |
| Criterio | iv |
| Pericolo | no |
| Riconosciuto dal | 1993 |
| Scheda UNESCO | (EN) Levoča, Spišský Hrad and the Associated Cultural Monuments (FR) Scheda |
Il castello di Spiš (slovacco: Spišský hrad) è un sito storico costituito dalle rovine di un castello medievale ubicato nella Slovacchia orientale, sopra il villaggio di Žehra, nel distretto di Levoča, circa 60 km a nord-ovest di Košice. Si tratta di uno dei sei più grandi castelli del paese.[1] Spiš è il nome tradizionale della regione storica a cui la fortificazione appartiene. È stato inserito nella lista del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel 1993 (insieme alle località adiacenti di Spišská Kapitula e Žehra).[2]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Origini
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La sua costruzione, su una collina di travertino, risale all'inizio del XII secolo: il più antico riferimento scritto al castello risale al 1120. All'inizio era un forte di confine, posto alla frontiera settentrionale del Regno d'Ungheria. In seguito divenne per molti secoli il centro politico, amministrativo, economico e culturale della contea di Szepes[3][4] del Regno d'Ungheria. Prima del 1464 fu di proprietà dei re d'Ungheria, fino al tempo del re Mattia Corvino, in seguito (fino al 1528) fu possedimento della famiglia Zápolya, quindi della famiglia Thurzo (1531-1635), della famiglia Csáky (1638-1945) e, dal 1945, dello Stato.
Nella seconda metà del XIII secolo il luogo era costituito da un castello fortificato in pietra in stile romanico, un palazzo romanico a due piani e una basilica romanico-gotica a tre navate. Nel XIV secolo fu realizzato un secondo insediamento fuori dalle mura del castello, che raddoppiò l'area occupata.
Il castello fu completamente ricostruito nel XV secolo; la cinta muraria fu rinforzata e fu edificato un terzo insediamento extra-murario. Verso il 1470 fu aggiunta una cappella gotica.
Durante il periodo di proprietà della famiglia Zápolya, furono effettuate ulteriori modifiche che trasformarono il castello superiore in una comoda abitazione familiare, come una delle tipiche residenze rinascimentali del XVI e XVII secolo.
Declino e ricostruzione
[modifica | modifica wikitesto]Gli ultimi proprietari del castello di Spiš, esponenti della famiglia Csáky, abbandonarono il castello all'inizio del XVIII secolo perché lo consideravano troppo scomodo per viverci. Si trasferirono nei castelli/palazzi del villaggio di recente costruzione a Hodkovce vicino a Žehra e Spišský Hrhov.

Nel 1780, il castello subì un incendio e da allora andò in rovina.[5] La causa del rogo è sconosciuta, ma ci sono alcune teorie. Una è che la famiglia Csáky l'abbia incendiato di proposito per alleviare il carico fiscale, poiché all'epoca si applicavano tasse aggiuntive agli edifici coperti. Un'altra è che sia stato colpito da un fulmine, che avrebbe innescato l'incendio. Una terza è che alcuni soldati nel castello abbiano accidentalmente appiccato il fuoco. In ogni caso, dopo l'incendio non fu più occupato e iniziò a cadere in rovina.

Il castello fu parzialmente ricostruito nella seconda metà del XX secolo e sul sito venne condotta una vasta campagna di ricerca archeologica. Le sezioni ricostruite ospitano l'esposizione del Museo Spiš, che è responsabile della gestione del complesso;[6] al suo interno sono esposti vari manufatti, tra cui anche dispositivi di tortura impiegati in passato nel castello.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il complesso entrò tra i beni di possesso statale della Cecoslovacchia nel 1945, fu in parte ricostruito e dichiarato monumento culturale nazionale nel 1961.
Il castello è stato regolarmente utilizzato per le riprese di alcuni film, come Dragonheart (1996), Kull il Conquistatore (1997), The Lion in Winter - Nel regno del crimine (2003) e L'ultima legione (2007).
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (SK) Spiš Castle, su spisskyhrad.sk.
- ↑ (EN) Levoča, Spišský Hrad and the Associated Cultural Monuments, in UNESCO Memory of the World. URL consultato il 1º settembre 2017.
- ↑ (EN) SpiÅ¡ský hrad Castle - Slovakia.travel, su slovakia.travel. URL consultato il 21 dicembre 2024.
- ↑ (EN) Kenneth M. Setton, The Papacy and the Levant (1204-1571): the Sixteenth Century from Julius III to Pius V, American Philosophical Society, 1984, p. 315, ISBN 9780871691613. URL consultato il 15 giugno 2023.
- ↑ (EN) Spissky Hrad and Levoca, su worldeeritagesite.org.
- ↑ (SK) Spišské múzeum -Poslanie a história múzea (Spiš Museum - mission and history of the museum), in Slovak National Museum. URL consultato il 2 novembre 2020.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su castello di Spiš
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito illustrativo sul castello, su spisskyhrad.sk.
- (EN) Sito illustrativo su Spišská Kapitula, su slovenskyraj.sk.
- (EN) Sito illustrativo su Spišské Podhradie, su slovenskyraj.sk.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 242195650 · LCCN (EN) sh2001007207 · GND (DE) 4255609-0 · J9U (EN, HE) 987007294524605171 |
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