Castello di Mussomeli

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Castello di Mussomeli
Castello di Mussomeli.jpg
Il castello manfredonico
Ubicazione
StatoRegno di Sicilia
Stato attualeItalia Italia
RegioneSicilia
CittàMussomeli
Informazioni generali
TipoCastello
Stilemedievale-gotico
Inizio costruzione1364-1367
Proprietario attualeComune di Mussomeli
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Accesso al castello
Corte interna del castello
Il Castello Manfredonico di Mussomeli ritratto in un francobollo della cosiddetta Serie castelli (1980)

Il castello di Mussomeli (noto anche come castello manfredonico) è una fortezza eretta tra il XIV e il XV secolo. Si trova su una rupe, a due chilometri ad est di Mussomeli (provincia di Caltanissetta), ad un'altezza di circa 778 metri.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le tracce architettoniche più antiche del sito sono di epoca sveva (tra queste, la cappella, posta nel recinto interno). Il castello fu poi edificato tra il 1364 e il 1367[2] da Manfredi III Chiaramonte, conte di Modica (morto nel 1391), mentre le forme attuali del fortilizio si devono soprattutto all'intervento operato all'inizio del XV secolo dai Castellar, signori di Mussomeli.[3]

Oltre alla cappella, assai rilevante è la cosiddetta "sala dei Baroni" (o "sala del trono"), anch'essa sita nel recinto interno. Su questa corte affacciano dei pregiati portali di stile chiaramontano.[4] Interessante pure la "sala del camino" e la "sala da pranzo", caratterizzate da elementi gotici, e la "camera da letto" del conte, a doppia volta a crociera. Da ricordare ancora l'armeria, la cosiddetta "camera della morte", con insidiose botole, la "stanza delle tre donne" e il carcere feudale. All'esterno si notano il ricovero del corpo di guardia e la cappella, dedicata prima a san Giorgio, protettore dei Chiaramonte, indi alla Madonna della Catena, con probabile riferimento ai detenuti.[5]

Nel 1391 il maniero entrò in possesso di Andrea Chiaramonte, che ebbe dei seri contrasti con la regina Maria, tanto da essere giustiziato l'anno successivo.[6]

La rocca passerà ai Moncada e, più tardi, in modo definitivo, ai Lanza: Cesare Lanza, nel 1564, acquisirà il rango di primo conte di Mussomeli. Suo figlio Ottavio, nei primi anni del Seicento, decise di abbandonarla e adibirla a carcere: poi verrà abbandonata alla mercé delle intemperie e ciò la salvaguarderà, almeno, dai rifacimenti secenteschi e settecenteschi con la conservazione dell'aspetto originario, seppure degradato.[7]

Il castello manfredonico, oltre alla sua mimetizzazione nella roccia calcarea, all'impervia e solitaria posizione, simile ad un nido d'aquila, che lo differenziava da altri fortilizi, contraddistinguendo il paesaggio e lo scenario della zona, acquistò rinomanza, anche fuori della Sicilia (lo volle visitare anche il kaiser Guglielmo II di Germania), per le leggende e le storie che riguardavano le sue mura.[8]

Rimasero nella mente di molte persone l'episodio delle tre donne murate vive; la tragica vicenda di Laura Lanza, figlia di Cesare e baronessa di Carini, effettivamente avvenuta e documentata in un atto del 1563, conservato nella chiesa parrocchiale del suddetto paese siciliano[9]; il fatto riguardante lo spagnolo don Guiscardo de la Portes, al servizio, nel 1392, del re Martino I di Sicilia, presunto fantasma del maniero, morto durante un combattimento contro il ribelle Andrea Chiaramonte.[10]

Restauri[modifica | modifica wikitesto]

Il castello venne restaurato nel 1911, a cura dell'architetto Ernesto Arnò.[11] Un altro importante restauro è stato effettuato all'inizio del XXI secolo, con un investimento di 2,2 milioni di euro[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA.VV., Il castello di Mussomeli, p. 6.
  2. ^ AA.VV., Il castello di Mussomeli, p. 5.
  3. ^ AA.VV., Sicilia, p. 437.
  4. ^ AA.VV., Sicilia, p. 438.
  5. ^ AA.VV., Sicilia, p. 440.
  6. ^ Messina, I Chiaramonte, p. 17.
  7. ^ AA.VV., Il castello di Mussomeli, p. 28.
  8. ^ Mistretta, Il più bel castello di Sicilia, cit., p. 44.
  9. ^ Mistretta, Il più bel castello di Sicilia, p. 40.
  10. ^ Messina, Storia e leggende del castello manfredonico, p. 15.
  11. ^ AA.VV., Sicilia, p. 439.
  12. ^ Antonio D'Agata, Emilio Giardina, Enzo Sciacca, Tra economia e società. Studi in memoria di Giovanni Montemagno, Giuffrè editore, p. 441.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il castello di Mussomeli, Catania, 1994.
  • AA.VV., Sicilia, Touring Club Italiano, Milano 1989.
  • Ernesto Arnò, Il castello di Mussomeli ed i suoi restauri, Torino, 1911.
  • P. Messina, I Chiaramonte, Caltanissetta, 2005.
  • Id., Storia e leggende del castello manfredonico, secondo Guiscardo de la Portes (fantasma del castello), Caltanissetta, 1997.
  • R. Mistretta, Il più bel castello di Sicilia tra storia e leggende, cronache e fantasmi, Caltanissetta, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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