Carlo Ottolenghi

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Avv. Comm. Carlo Ottolenghi

Carlo Ottolenghi (Venezia, 14 luglio 1879Solferino, 23 settembre 1945) è stato un dirigente d'azienda italiano, direttore generale della Assicuratrice Italiana fino al 1938.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Giuseppe Ottolenghi, nato a Reggio Emilia nel 1845, benemerito del Risorgimento come volontario nella guerra del 1866,insegnante di matematica e commediografo a Venezia, pensava di diventare poeta o letterato.[1] Dopo gli studi al Liceo Marco Foscarini di Venezia si iscrisse alla Università di Padova dove si laureò in legge il 14 novembre 1906.[2]. Contemporaneamente dirigeva il giornale Venezia-Lido, periodico settimanale dei Bagni e dell'Esposizione.[3]

Venezia Lido Anno X n. 2 del 21 aprile 1901

Nel 1907 fu assunto nell’Ufficio Sinistri responsabilità civile della Assicuratrice Italiana, società del gruppo RAS fondata nel 1898 con il concorso del Credito Italiano e specializzata nel ramo Infortuni e Responsabilità Civile.

Dopo essere stato procuratore e condirettore, fu nominato Direttore nel 1932, collaborando con l'allora presidente ing. Giovanni Pavia (1863-1932), zio del presidente della RAS Arnoldo Frigessi di Rattalma.[4] Nel 1934 divenne Direttore Generale con due direttori alle sue dipendenze, Attilio Moiraghi e Mario Pontremoli.[5].

L'Assicuratrice Italiana nella Guida Savallo di Milano del 1936

Diede forte impulso alla espansione della compagnia all’estero. Nel quarantennio della compagnia nel 1938 il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale affermarono che “a lui va il merito della prosperità a cui la Società è giunta”.[6]

Fu membro del Consiglio Provinciale delle Corporazioni di Milano e del Consiglio della Confederazione Nazionale Fascista del Credito e delle Assicurazioni, Presidente del Sindacato Interprovinciale del Credito e delle Assicurazioni, Presidente del Sindacato Nazionale Infortuni, Presidente della Commissione Sindacale e della Federazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici e della Commissione Legale della stessa Federazione.[6]

Nel 1932, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua assunzione, gli fu donata dalla compagnia una medaglia d’oro con il motto del cardinale di Richelieu “non deserit alta” (non abbandona la sommità) e una pergamena.[7] In quell’occasione gli fu riconosciuto anche il merito di aver “difeso strenuamente gli interessi delle Società esercenti il ramo Vita minacciate dal monopolio di Stato e quelli delle Società per il ramo infortuni, compromessi dall’assorbimento da parte dello Stato delle assicurazioni operaie”. Si fa riferimento alla creazione dell'INA da parte del governo Giolitti nel 1912 e alla cessazione del suo monopolio sulle assicurazioni sulla vita nel 1923.[7]

A causa della sua origine ebraica e nonostante si fosse battezzato per sposare una moglie cattolica con cerimonia religiosa, fu costretto dalle leggi razziali fasciste a lasciare l’incarico il 31 dicembre 1938. Una lettera anonima del 17 dicembre 1938 degli impiegati fascisti al Prefetto aveva denunciato il fatto che fosse ancora direttore generale della Compagnia nonostante le leggi razziali che impedivano agli ebrei di dirigere compagnie di assicurazione.[8]

Rimase consulente del Presidente della Compagnia. Il suo allontanamento dalla direzione della Compagnia fu deplorato da Piero Sacerdoti, allora direttore della Protectrice, consociata della RAS in Francia, e dal gerente della Agenzia Generale di Roma con due lettere personali inviate a Ottolenghi nel gennaio del 1939.

In seguito ai bombardamenti di Milano si trasferì a Solferino, dove la moglie aveva una casa di famiglia e qui morì nel 1945. Non ebbe figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scrisse alcune poesie tra cui Misticismo Nuziale (1901), Primavera d’Eroi (1902) e Terra Madre (1932)
  2. ^ Comunicazione dell'Ufficio gestione documentale dell'Università di Padova del 13 novembre 2018
  3. ^ Vedi il suo articolo "Dalla laguna al mare" sul numero del 21 aprile 1901
  4. ^ Guide Savallo dell'epoca
  5. ^ Guida Savallo del 1936 e 1938-39 e pergamena di nomina a commendatore del 1934
  6. ^ a b Documento allegato alla richiesta di discriminazione presentata il 5 dicembre 1938 in base alle leggi razziali fasciste, Archivio di Stato di Milano, archivio Prefettura, Gabinetto II serie, Documenti cittadini origine ebraica, microfilm bobina 18
  7. ^ a b Volumetto stampato per il venticinquesimo anniversario della sua assunzione alla Assicuratrice Italiana il 15 aprile 1932
  8. ^ Alla mostra “Dalle leggi antiebraiche alla Shoah” tenutasi al Vittoriano a Roma nel 2004-2005, fu esposta una lettera (catalogo, p.153) spedita il 17 dicembre 1938 da “un gruppo d’impiegati” (anonimi) al prefetto di Milano del seguente tenore: “Eccellenza, portiamo a Vs. conoscenza che alla Soc. Assicuratrice Italiana in via Manzoni 38, hanno licenziato tutto il personale ebreo, ma per colmo d’ironia hanno tenuto ancora in servizio il Direttore di detta società che è il dirigente assoluto. La legge dovrebbe essere uguale per tutti specie quella fascista e pregiamo V.E. perché provveda, essendo ciò un abuso e contrario al desiderio del Duce. Si chiama Avv. Carlo Ottolenghi, ed è sempre stato un despota e non lo si desidera più in questa Società, altrimenti avvertiremo chi di dovere”.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia dal 1934 - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia dal 1934

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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