Carlo Giovanni Battista Grillo

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Carlo Giovanni Battista Grillo (Serravalle Scrivia, 13 novembre 1780Stazzano, 24 febbraio 1852) è stato un avvocato, magistrato e politico italiano, Presidente del Senato di Savoia.

Stemma della famiglia Grillo

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente a nobile famiglia genovese attestata in Serravalle Scrivia alla metà del Cinquecento, Carlo Giovanni Battista Grillo è figlio di Stefano Emanuele[1] e di Maria Ricci Spinola, nobile di Tortona.

Secondo la tradizione, la famiglia partecipa attivamente alla vita politica e sociale di Serravalle. Dei suoi fratelli, Lorenzo è Sindaco durante la dominazione napoleonica, Carlo Giuseppe è giureconsulto, Luca è prelato e Ferdinando, lasciata l'Italia per l'America, conferisce mandato al fratello Lorenzo affinché gestisca il suo ingente patrimonio immobiliare a beneficio della comunità[2].

La carriera pubblica di Carlo Grillo inizia il 26 maggio 1815, quando una lettera d'avviso del ministro Pio Vidua gli notifica che Vittorio Emanuele I lo ha nominato Reggente il Consiglio di Giustizia della città di Chiavari[3]. Dopo otto anni di intensa attività, ricoperto anche l'ufficio di Prefetto del Tribunale di Prefettura[4] e presieduta la locale Società Economica[5], nel 1824 assurge al rango di Senatore nel Senato di Genova[6], prestando giuramento nelle mani del Presidente conte Luigi Carbonara.

Con RR.LL.PP. datate in Torino il 30 ottobre del 1829, Grillo lascia Genova per il Senato di Nizza, quale Avvocato Fiscale Generale[7]. Il 15 settembre 1831 diventa Consigliere di Stato Ordinario applicato alla sezione Giustizia, Grazia ed Affari Ecclesiastici[8].

In questi stessi anni inizia il suo cursus honorum nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Dal 27 gennaio 1832 al 29 settembre 1848 il Re Carlo Alberto lo creerà Cavaliere[9], Consigliere, Commendatore, Professo ed infine Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone[10]. Con RR.LL.PP. 11 marzo 1843 gli è conferito il titolo di Conte per l'antica civiltà del Casato[10].

L'anno seguente, il 20 giugno, viene definitivamente posto al vertice della magistratura sabauda quale Primo Presidente del Senato di Savoia[11].

Malgrado i continui trasferimenti, Grillo mantiene la propria residenza in Serravalle fino alla metà del XIX secolo. Il 30 settembre 1839 cede il palazzo di famiglia al Comune, che l'aveva individuato come sede ideale per i propri uffici (compresi la giudicatura, l'archivio notarile, la scuola e la caserma dei Carabinieri), e si trasferisce nel palazzo antistante la casa comunale, di proprietà della famiglia dal 1576.[12].

Grillo muore il 24 febbraio 1852 a Stazzano ma è sepolto in Serravalle. Con testamento segreto 11 dicembre 1851[13] dispone dell'intero asse ereditario a favore dei nipoti ex fratre, figli del fratello Carlo Giuseppe. Tra questi, Stefano sarà per anni Preside della facoltà di Matematica di Genova, Cesare Avvocato dei Poveri in Genova e Francesco magistrato presso il Senato di Casale Monferrato dove trasferirà definitivamente la famiglia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefano Emanuele Grillo, di Giovanni Battista e di Maria Caterina Aricordi nobile di Novi, nasce a Novi Ligure il 27 ottobre 1748. La zia paterna Angela Caterina Grillo sposa il conte don Ferdinando Carbonara, signore di Sardigliano, che con testamento 23 ottobre 1760 nomina erede universale il cognato Giovanni Battista.
  2. ^ Rogito A. Rapallo, New York, 21 novembre 1818.
  3. ^ Fondo Presidenza del Consiglio dei Ministri, Archivio Centrale dello Stato, Roma; Calendario Generale pè Regii Stati, Torino, 1816.
  4. ^ Fondo Presidenza del Consiglio dei Ministri, ACS, Roma.
  5. ^ Catalogo dè Soci della Società Economica della Città di Chiaveri eretta sino dell'anno 1791. Per l'incoraggiamento dell'Agricoltura, Arti, Manifatture e Commercio. In Bibl. Univers., Genova, E. IX. 8.
  6. ^ Fondo cit., ACS, Roma; Calendario cit., Torino, 1825.
  7. ^ Fondo cit., ACS, Roma; Calendario cit., Torino, 1830.
  8. ^ Fondo cit., ACS, Roma; Calendario cit., Torino, 1832
  9. ^ Gazzetta di Genova, n. 9, 1º febbraio 1832, pag. 4.
  10. ^ a b Fondo cit., ACS, Roma.
  11. ^ Fondo cit., ACS, Roma; Calendario cit., Torino, 1845.
  12. ^ R. Allegri, Serravalle: due secoli di storia 1790-1990, Ovada, 1990, pag. 69. Il palazzo è ancora oggi sede del Municipio di Serravalle.
  13. ^ Archivio di Stato di Alessandria.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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