Cantico di una vita

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« St.Louis, 5 gennaio 1951
[...] continuo ad essere in luna di miele con i miei embrioni. Ogni giorno il piccolo spiraglio che ho aperto si apre un pochino di più
e mi domando se è la grotta di "apriti Sesamo" che ho davanti a me. »

(Rita Levi-Montalcini, Cantico di una vita)
Cantico di una vita
Autore Rita Levi-Montalcini
1ª ed. originale 2000
Genere Autobiografia
Lingua originale italiano

Cantico di una vita è un libro del Premio Nobel Rita Levi-Montalcini, con cui la celebre neuroscienziata ha reso pubbliche alcune delle sue lettere (208) inviate in Italia ai familiari, quando viveva e lavorava negli Stati Uniti d'America tra il 1939 ed il 1974. Era stata la sorella gemella Paola -"la Pa' adorata"- a custodire gelosamente il voluminoso carteggio (all'incirca 1500 lettere), per poi essere ritrovato in una cassetta nello scantinato della sua abitazione a Torino. Da questo libro traspare non solo un amore smisurato che la Levi-Montalcini nutre per la ricerca scientifica, ma anche uno spaccato di vita quotidiana di ciò che è stato il suo percorso esistenziale. Stralci di scrittura privata, che testimoniano l'impegno individuale che procede di pari passo col lavoro pubblico della ricerca scientifica nonché dei problemi sociali. Particolarmente toccanti le lettere che indirizza alla madre Adele, al nipote Emanuele e, soprattutto, alla gemella Paola, a cui il libro è dedicato.

In esergo[modifica | modifica wikitesto]

« Ho trovato quello che il mio cuore desiderava di trovare,
l'ho afferrato e non lo lascerò andare. »

(Cantico dei Cantici - III,4)

« A Paola,
che con acuta sensibilità e straordinario talento artistico,
in condizioni ben meno favorevoli delle mie, è riuscita ad
addentrarsi in un mondo chimerico, libero da imposizioni
di leggi, che sono una costante dell'universo inorganico e
organico nel quale viviamo. »

Edizione[modifica | modifica wikitesto]