Campagna anti-destra

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Parata militare in favore della campagna anti-destra

La campagna anti-destra (反右運動T, 反右运动S, Fǎn Yòu YùndòngP) fu un movimento avvenuto tra il 1957 e il 1959 nella Repubblica Popolare Cinese, consistente in una serie di purghe contro chiunque fosse ritenuto "di destra" dal Partito Comunista Cinese.

La definizione di "destra" non era sempre coerente, e a volte includeva chi criticava il governo da una prospettiva progressista, ma ufficialmente si riferiva a quegli intellettuali accusati di favorire il capitalismo e la divisione in classi invece della collettivizzazione. La campagna venne istituita dal Presidente Mao e vide la persecuzione politica di circa 550.000 persone.[1] Il movimento fu una reazione alla Campagna dei cento fiori, che aveva promosso pluralismo di espressione e critiche al governo Maoista.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

La campagna anti-destra è stata una reazione contro la campagna dei cento fiori, che aveva promosso il pluralismo di espressione e di critica al governo Maoista, anche se l'inizio di entrambe le campagne è stato controllato dal presidente Mao Zedong. Inoltre erano integralmente collegati. Probabilmente la Lunga Marcia è stata causata dal forte risentimento provato contro la "destra" del Partito Comunista Cinese, di cui Zhang Bojun era uno dei massimi esponenti.[2]

Prima ondata[modifica | modifica wikitesto]

La prima ondata di attacchi è iniziata subito dopo la fine della campagna dei cento fiori, nel mese di luglio 1957. Entro la fine dell'anno, 300.000 persone sono state etichettate come di destra, tra cui la scrittrice Ding Ling. Il futuro premier Zhu Rongji, è stato eliminato nel 1958. La maggior parte degli accusati erano intellettuali. Le sanzioni potevano essere la "rieducazione attraverso il lavoro", oppure, in alcuni casi, la morte.

Uno degli obiettivi principali era quello di rendere il sistema giuridico dipendente dalla politica. I professionisti legali furono trasferiti in altri posti di lavoro; il potere giudiziario fu esercitato invece dai quadri politici e dalla polizia.[3]

Seconda ondata[modifica | modifica wikitesto]

La seconda parte della campagna si è svolta dopo la Conferenza di Lushan, svoltasi dal 2 luglio al 16 agosto 1959. L'incontro condannò il generale Peng Dehuai, che aveva criticato il grande balzo in avanti.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Uneasy silences punctuate 60th anniversary coverage, China Media Project. URL consultato il 30 settembre 2009 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2010).
  2. ^ The International PEN Award For Independent Chinese Writing, EastSouthWestNorth, retrieved 2007-01-19.
  3. ^ Anti-Rightist Movement, Ugly Chinese, 2005. URL consultato il 12 agosto 2016.
  4. ^ 'Rightist' Wrongs, su cfr.org, 2005. URL consultato il 12 agosto 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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