Callia di Siracusa

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Callia (in greco antico: Kαλλίας, in latino: Callĭas; Siracusa, IV secolo a.C.Siracusa, dopo il 289 a.C.) è stato uno storico siceliota.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Callia visse alla corte di Agatocle, tiranno di Siracusa e basileus di Sicilia, del quale, come sappiamo dalle fonti, fu un favorito[1].

Storia di Agatocle[modifica | modifica wikitesto]

Callia avrebbe scritto 22 libri sulla storia siciliana dell'età di Agatocle, citati come τὰ περὶ ᾿Αγαθοκλέα o περὶ ᾿Αγαθοκλέα ἱστορίαι (Storie di Agatocle) e, in latino, Historia de Rebus Siculis, dei quali restano pochi frammenti.

Della sua opera si servì Diodoro Siculo per narrare la storia di Agatocle, unendolo ad altre fonti, anche se rimprovera allo storico siracusano di aver lodato fin troppo le gesta di Agatocle, probabilmente sotto compenso[2], e lo nomina insieme al fratello del tiranno, Antandro[3], capo militare e autore anch'egli di una biografia su Agatocle:

«Anche Callia di Siracusa potrebbe essere giudicato giustamente e in modo appropriato, come autore da censurare. Infatti, preso da Agathocles e per un ottimo prezzo spinto a imbavagliare la storia, madre della verità, non ha mai smesso di cantare le lodi disoneste del suo padrone. Così, sebbene gli atti di stupidità di Agatocle verso gli dèi e gli illeciti verso gli uomini non fossero pochi, tuttavia lo storico afferma che egli ha superato di gran lunga altri uomini nella pietà e nell'umanità. In generale, proprio come Agatocle aveva derubato i cittadini dei loro beni e aveva dato allo storico, contrariamente a ogni tipo di giustizia, ciò che non doveva dare, così questo cronista notevole impiegò la sua penna per dotare il monarca di tutte le virtù. Era abbastanza facile, senza dubbio, in questo scambio di favori per lo scrittore per non lasciare che le sue lodi cadessero, grazie alla corruzione proveniente dalla famiglia reale»

(trad. A. D'Andria.)

Vero è che Callia, comunque, almeno a quanto traspare dai soli 7 frammenti pervenuti[4], si dilungava anche in particolari di un certo interesse, derivanti dalla sua esperienza autoptica. In effetti, ad esempio, da uno dei suoi frammenti si apprende che ai suoi tempi a Siracusa vi era un luogo chiamato Mythos; si trattava di un grande giardino dove il re Ierone II (che governò anni dopo la morte di Agatocle) era solito recarsi per discutere degli affari del governo.[5] Inoltre Callia afferma che all'epoca l'intera zona di Panormus (attuale Palermo) si presentava con un enorme verde giardino ricolmo di alberi da frutta e per questo quell'area veniva chiamata dai Greci dell'isola «Giardino di Sicilia»[6].

Callia si occupò, nell'ambito della sua storia, anche delle origini di Roma: secondo il Siracusano, infatti, i Romani discendevano da donne di Troia, una delle quali, di nome Roma, avrebbe sposato Latino, re degli Aborigeni; dalla loro unione vennero generati Romolo e Remo, che sarebbero stati i fondatori dell'urbe, cui diedero il nome della loro madre[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Flavio Giuseppe, Contro Apione, I, 3.
  2. ^ XXI, 17, 4.
  3. ^ FGrHist 565.
  4. ^ In Ateneo, Dionigi di Alicarnasso, Diodoro Siculo, Flavio Giuseppe, Macrobio, Eliano, uno Scolio ad Apollonio Rodio.
  5. ^ Ateneo di Naucrati, I deipnosofisti: Libri XII-XV, dir. da Luciano Canfora, Roma, Salerno Editrice, 2006, vol. III, libro XII, p. 1355.
  6. ^ Ateneo, XII, 542b.
  7. ^ Dionigi di Alicarnasso, Archeologia Romana, I 52, 5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Jacoby, Die Fragmente der Griechischen Historiker, B. Autoren über einzelne Städte (Länder) ("Autori su singole città (paesi)") [nn. 297-607]. Leiden, Brill, 1954, n. 654 (testo critico).
  • F. Jacoby, Die Fragmente der Griechischen Historiker, B. Kommentar zu Nr. 297 - 607. Text - Noten ("Commento ai nn. 297 - 607. Testo - Note"). Leiden, Brill, 1955, n. 564.
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