Bos mutus

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Yak selvatico
Wild Yak Stuffed.jpg
Esemplare impagliato
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Bovidae
Sottofamiglia Bovinae
Genere Bos
Specie B. mutus
Nomenclatura binomiale
Bos mutus
Przewalski, 1883
Areale

Bos mutus map.png

Lo yak selvatico (Bos mutus (Przewalski, 1883)) è un grande bovino nativo dell'altopiano del Tibet e probabilmente un tempo diffuso anche in Kazakistan, Mongolia e Russia meridionale.[1] Lo si considera l'antenato dello yak domestico.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Di mole decisamente superiore rispetto allo yak domestico, lo yak selvatico è uno dei più grandi bovidi con un'altezza al garrese che può raggiungere i 200 cm nei maschi adulti e i 155 cm nelle femmine e un peso che supera i 1000 kg nei maschi e i 350 kg nelle femmine. Il pelo è molto folto e di maggiore lunghezza nella parte inferiore del corpo e nella coda, che assume un aspetto simile a quella di un cavallo; la colorazione è tipicamente nera ad eccezione di una caratteristica zona più chiara in prossimità delle narici, assente invece nella specie domestica. È nota l'esistenza di esemplari con una colorazione tendente al dorato, ma sono estremamente rari. Le zampe sono corte e gli zoccoli molto ampi, entrambe le caratteristiche sono adattamenti alla locomozione in ambiente montano; le corna sono ricurve con la punta rivolta verso l'alto e generalmente più grandi e robuste nei maschi. Il dimorfismo sessuale è molto accentuato in quanto le femmine raggiungono un terzo delle dimensioni dei maschi.[2]

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Lo yak selvatico è un animale gregario, le femmine si spostano con i giovani in mandrie numerose che possono superare i 200 capi, anche se non è raro vederle accompagnate da maschi adulti, i maschi più anziani invece mostrano uno stile di vita più solitario, preferendo piccoli gruppi monosessuali composti da circa una decina di capi. Le femmine prediligono aree a maggior quota e con terreni più impervi rispetto ai maschi adulti che invece sono più comuni ad altitudini inferiori dove occasionalmente si mescolano a gruppi di yak domestico accoppiandosi con le femmine. La stagione riproduttiva ha inizio in settembre e dura diverse settimane, mentre le nascite avvengono in giugno. Lo yak selvatico si nutre di erbe, licheni e tuberi, ma vista la scarsità di vegetazione nell'altopiano tibetano, le mandrie sono costrette a percorrere grandi distanze per nutrirsi, all'inizio dell'estate si spostano verso zone di quota inferiore dove la vegetazione è più abbondante, ma con l'aumentare delle temperature nel mese di Agosto sono costrette a ritirarsi a maggiori altitudini in quanto questa specie risulta poco tollerante al caldo. Lo yak selvatico è invece molto resistente alle basse temperature, riuscendo a tollerare con facilità le frequenti tempeste di neve dell'inverno tibetano le rigidissime temperature che comunemente raggiungono i -40ºC; per ridurre la dispersione termica durante i periodi di freddo intenso, gli yak si raggruppano in cerchio vicini tra loro con i piccoli nella zona più protetta al centro della mandria. Il principale predatore dello yak selvatico è il lupo tibetano, ma anche gli orsi himalayani e i leopardi delle nevi rappresentano un pericolo, specialmente per i giovani.[1][2]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie abita le tundre alpine e praterie dell'altopiano tibetano settentrionale tra i 3000 e i 6000 m di altitudine nelle provincie cinesi di Xinjiang, Qinghai, Gansu e nella regione autonoma del Tibet; lo si trova inoltre nel territorio del Ladakh in India e in Nepal settentrionale. Storicamente l'areale dello yak selvatico comprendeva anche il Buthan, il Kazakistan orientale, la Mongolia nord-occidentale e la Siberia meridionale fino all'area intorno al lago Bajkal, da dove si estinse intorno al XVII secolo.[1][2][3]

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Si stima che il numero di individui si aggiri intorno ai 15000 capi e che la popolazione sia in costante diminuzione; le principali minacce per questa specie sono il bracconaggio e l'ibridazione con lo yak domestico.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Buzzard, P. & Berger, J. (2016), Bos mutus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ a b c José R. Castelló, Bovids of the World, Princeton University Press, 2016, p. 636-637, ISBN 978-0691167176.
  3. ^ Wild yaks and their conservation on the Tibetan plateau, su researchgate.net.

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