Borace (minerale)

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Borace
Classificazione Strunz V/H.10-30
Formula chimica Na2B4O5(OH)4·8(H2O)
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino trimetrico
Sistema cristallino monoclino
Classe di simmetria prismatica
Parametri di cella a=11,858 Å; b=10,674 Å, c=12,674 Å
Gruppo puntuale 2/m
Gruppo spaziale A2/a
Proprietà fisiche
Densità 1,71 g/cm³
Durezza (Mohs) 2-2½
Sfaldatura perfetta secondo {100}
Frattura concoide
Colore incolore, bianco, grigio, giallastro
Lucentezza vitrea, grassa
Opacità da trasparente a traslucida
Striscio bianco
Diffusione assai raro
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

Il borace è un minerale, un borato idrato di sodio.

Il nome deriva dall'arabo buraq = bianco, per il colore prevalente.

Descritta per la prima volta dal mineralogista Wall nel 1848.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Cristalli prismatici poco allungati, talora tabulari, rari i geminati.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in giacimenti derivati da evaporazione di laghi boraciferi salati, con salgemma, trona, ulexite e thénardite.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

In cristalli e masse terrose compatte.

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica wikitesto]

Fragilissimo, ha sapore dolciastro. All'aria si disidrata facilmente ricoprendosi di patine di tincalconite. Ha luminescenza a volte blu verdastra. Fonde al cannello formando una goccia traslucida. Solubile negli acidi. Proprio per la facile disidratazione va conservato in contenitori chiusi o sotto plastica.

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Sono noti da tempi remoti i giacimenti del Kashmir e del Tibet; piccole quantità provengono dalla Russia e dall'Iran; depositi economicamente importanti si trovano a Borax Lake, Boron, Furnace Creek e Searles Lake, nella California. Quest'ultimo è celebre perché vi si rinvengono rarissimi sali di sodio quali pirssonite, sulphohalite, schairerite, burkeite, northupite, tychite e hanksite.

In Italia si trova a Larderello, in Toscana.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

È uno fra i più utilizzati composti di boro nella lavorazione di questo elemento chimico, dall'industria vetraria a quella metallurgica, dalla farmaceutica a quella dei propellenti ed orafa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Le rocce e i loro costituenti - Morbidelli - Ed. Bardi (2005)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • Guida al riconoscimento dei minerali - Borelli e Cipriani - Mondadori (1987)
  • Atlante delle rocce magmatiche e delle loro tessiture - Mackenzie, Donaldson e Guilford - Zanichelli (1990)
  • Atlante delle rocce sedimentarie al microscopio - Adams, Mackenzie e Guilford - Zanichelli (1988)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978
  • Minerali e Rocce - Corsini e Turi - Enciclopedie Pratiche Sansoni (1965)

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