Bestia del mare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
La Bestia del mare

La Bestia del mare è un mostro simbolico nominato nella Bibbia, nell'Apocalisse di Giovanni al capitolo 13.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il passo biblico[1] restituisce la descrizione della creatura:

« Aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. [...] era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande »

(Ap, 13, 1-2)

e ne delinea la potenza sovrannaturale riferendo l'episodio della guarigione di una «piaga mortale», da cui una sua testa sembrò essere stata colpita.[2] Secondo il racconto, il Drago dell'Apocalisse gli diede il potere di proferire «per quarantadue mesi» «parole d'orgoglio e bestemmie» e di sconfiggere in guerra i santi, tanto da suscitare l'adorazione degli uomini, colpiti dalla sua invincibile potenza.[3]

Il racconto prosegue con la descrizione di una seconda bestia:

« che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago »

(Ap, 13, 7)

la quale, in presenza della prima, era in grado di esercitare tutto il potere di quella e di operare grandi prodigi, come la pioggia di fuoco. Questa seconda bestia - continua il passo - costrinse gli uomini ad adorare la prima e diede la vita a un simulacro di quella, dotata delle medesime inclinazioni. Tutti gli uomini furono marchiati con «il nome della bestia o il numero del suo nome [...] E tal cifra è seicentosessantasei».

Interpretazione di alcuni dettagli[modifica | modifica wikitesto]

Nel racconto si possono ritrovare alcune simbologie tipiche delle visioni profetiche bibliche (riscontrabili anche in profeti come Isaia, Daniele, Geremia...):

Il mare[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella Bibbia il mare assume spesso connotati negativi.[4] Dal mare arrivavano in Palestina i Romani, che imponevano l'adorazione degli imperatori come esseri divini e il cui dominio, secondo molti interpreti è rappresentato dalla bestia del mare.[5]

La Bestia[modifica | modifica wikitesto]

La bestia dell'Apocalisse riassume i simboli che caratterizzano le quattro bestie di Daniele 7. Le prime tre erano un leone, un orso e un leopardo, mentre la quarta aveva dieci corna come la bestia che sale dal mare. Complessivamente, inoltre le 4 bestie avevano anch'esse sette teste. sette è il numero che indica "completezza" in tutte le lingue semitiche. L

Le corna e i diademi[modifica | modifica wikitesto]

Le corna sono un simbolo di forza e si identificano generalmente con dei re (per esempio in Daniele 8). L'immagine è rinforzata dai dieci diademi. Dovrebbero quindi rappresentare dieci imperatori romani, anche se non c'è consenso degli studiosi su come contarli. Anche la quarta bestia di Daniele, la più spaventosa era identificata nel basso giudaismo e dagli autori rabbinici con l'impero romano.[6]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Numero della Bestia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ap, 13
  2. ^ Ap 13,3
  3. ^ Ap 13,4-8
  4. ^

    « Nei Settanta thalassa (mare) è spesso usato per tradurre l'ebraico yām; nei miti cananei Yam è una divinità in conflitto con Baal, Dio della tempesta e della fertilità. Allo stesso modo, nell'Antico Testamento, il mare è avversario di Dio (es. Sal 74,13) e qui, associato alla bestia, diventa un simbolo di caos e ribellione »

    ( Il Nuovo Testamento, Lettere e Apocalisse 1998, Paoline Editoriale Libri, a cura di Giuliano Vigini, Milano, p. 458.)
  5. ^ Per esempio: "la Bestia che sale dal mare è l'imperatore, signore del Mare Nostrum che si fa adorare dall'ecumene mediterranea", in: Giancarlo Biguzzi, Apocalisse. Nuova versione, introduzione e commento, Paoline 2005, p.268.
  6. ^ IV Esdra 12,11 e seg.; Bar syr. 39,3 e seg.; Genesis Rabbà 14,4 (Edom =Roma); ecc.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]