Beretta M9

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Beretta 92.

Beretta M9
M9-pistolet.jpg
Tipo pistola semi-automatica
Origine Italia Italia
Impiego
Utilizzatori Stati Uniti forze armate degli Stati Uniti US Coast Guard
Conflitti Operazioni antiguerriglia nelle Filippine, Invasione statunitense di Panama, Guerre jugoslave, Guerra del golfo, Seconda guerra del Golfo, Guerra in Afghanistan
Produzione
Progettista Carlo Beretta, Giuseppe Mazzetti e Vittorio Valle
Date di produzione 1975-presente
Costo unitario 263 $
Varianti M9; M9A1; M9A2 (mai adottata); M9A3
Descrizione
Peso 950 g scarica
Lunghezza 217 mm
Lunghezza canna 125 mm
Calibro 9 mm
Tipo munizioni 9x19mm
Azionamento singola/doppia
Velocità alla volata 365 m/s
Tiro utile 75 m
Alimentazione caricatore bifilare da 15 colpi
Organi di mira mirino e mira posteriore sul carrello-otturatore, fisse o amovibili.

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La Beretta M9 è una pistola semiautomatica, di calibro 9 x 19 mm Parabellum, costruita dalla Fabbrica d'Armi Pietro Beretta, in dotazione alle forze armate degli Stati Uniti dal 1985 al 2017[1]. È essenzialmente una Beretta 92, conforme alle specifiche militari del Department of Defense statunitense.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1979 il DoD (Dipartimento della Difesa americano) lanciò un concorso per sostituire la Colt M1911A1 come principale pistola in dotazione alle forze armate statunitensi.

Nel 1980, la Beretta 92S-1 venne preferita ai modelli presentati da Colt, Smith & Wesson, Walther, Star, Fabrique Nationale e Heckler & Koch.

I test prevedevano, fra l'altro, il funzionamento dopo un'esposizione a temperature variabili tra i -40 °C e i +60 °C, permanenza in acqua salata, caduta ripetuta sul cemento, seppellimento sotto sabbia fango e neve.

Durante i test la Beretta superò l'esame MRBF (mean rounds before failure ossia dopo quanti colpi efficaci si è avuto un colpo fallito) con un sorprendente: 35000 a 1, corrisponde a circa cinque volte gli spari possibili nella vita di una pistola.

L'arma venne adottata dall'esercito nel 1985, ma entrò ufficialmente in servizio solo nel 1990.[2]

Ancora nel 2012 Beretta USA ha annunciato che lo U.S. Army ha acquistato 100,000 pistole M9 e che l'M9 "rimarrà la sua arma da fianco per i prossimi cinque anni".

I vari progetti per sostituire la M9 (Future Handgun System, che si fuse con il programma SOF Combat Pistol per la Joint Combat Pistol (JCP) divenuto infine Combat Pistol ) non sono mai stati completati con successo.

Nel Gennaio 2017 la Beretta, dopo 32 anni di forniture all'esercito statunitense, ha perso una commessa da 580,2 milioni di dollari a favore dell'azienda svizzero-tedesca Sig Sauer che si è aggiudicata 10 anni di forniture riguardanti l'arma da fianco e le munizioni. La commessa scadrà nel gennaio 2027. L'arma che sostituirà la Beretta M9, sarà la SIG Sauer P320 per flessibilità di calibro (9mm, .40sw e .45acp) e impugnatura.[3]

L'adozione dell'M9 da parte dell'esercito statunitense (U.S. Army)[modifica | modifica wikitesto]

La Pietro Beretta, nel 1975, partecipò ai test dell'esercito statunitense per la sostituzione della pistola d'ordinanza, la Colt 1911A1, ritenuta obsoleta in quanto il suo progetto era vecchio ormai di circa 70 anni.
La Beretta Mod. 92SB, in contrapposizione ad armi messe a punto da Colt, Smith & Wesson e SIG Sauer, superò tutti i test senza problemi, contrariamente alle concorrenti, e venne adottata (dopo innumerevoli ricorsi e vicende "campanilistiche") dall'Esercito Statunitense. Fu adottata anche da parecchie agenzie di polizia USA e dalla Polizia canadese, nonché da forze armate e di polizia di altri Paesi del mondo; in alcuni viene attualmente prodotta su licenza e con varie denominazioni.
Per l'adozione definitiva, le Forze Armate Statunitensi richiesero alcune modifiche: canna cromata internamente, in funzione anticorrosione; ponticello del grilletto squadrato, tipo "combat", e posizione longitudinale dell'anello porta-correggiolo posto alla base dell'impugnatura, nonché una finitura superficiale più resistente della normale brunitura; fu scelta la finitura costituita da polveri epossidiche ad alta resistenza, di colore nero-opaco. Era nata la Beretta Mod 92SB/F, più comunemente detta 92 F.

Le aziende statunitensi, però, non si arresero e scatenarono una campagna denigratoria nei confronti della 92 F, imputandole rotture di carrelli, con conseguenti utenti feriti durante l'uso, nonché vari guasti e rotture. Gli eventi verificatisi erano in percentuali molto basse, vicine allo zero, ed erano stati causati da un uso improprio dell'arma e da un utilizzo intenso di cartucce "a carica forzata" in luogo delle munizioni originali a standard NATO. Inoltre emerse che, mentre le aziende concorrenti sceglievano appositamente le armi da sottoporre ai test, le 92 F venivano estratte a caso dalle linee di produzione. E vinsero.
La Pietro Beretta, a seguito di tali eventi, modificò ulteriormente l'arma, aggiungendo una "sicura passiva": si tratta di un disco metallico, nascosto dalla guancetta dell'impugnatura, incernierato sul perno del cane. Tale disco fuoriesce per oltre due millimetri dalla guida inferiore del fusto, sul lato sinistro, e va ad impegnare un recesso ricavato nella guida carrello, in modo che, nella remota ipotesi di rottura del tronco posteriore del carrello stesso, questa sicura impedisca al pezzo metallico di colpire l'operatore.

Il prodotto che ne derivò fu una versione semiautomatica della Beretta Mod. 92FS, adottata con la sigla "M9". La Beretta M9 venne adottata negli anni Ottanta dall'esercito degli Stati Uniti d'America ed è tuttora prodotta nel Paese dalla Beretta USA Corp., sita in Accokeek (Maryland). Dopo oltre 30 anni di utilizzo da parte dell'esercito statunitense di pistole Beretta, a partire dal 2017, saranno sostituite da pistole della società svizzeraSIG Sauer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'esercito USA dice addio alla Beretta, repubblica.it.
  2. ^ U.S. Army Fact Files
  3. ^ https://bearingarms.com/bob-o/2017/01/19/army-chooses-sig-sauer-p320-as-next-service-pistol/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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