Basoche

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La basoche (in fr. Confrérie de la Basoche) era la corporazione di chierici legali (giudici, avvocati, procuratori e tutti gli uomini di legge) nel sistema di corte parigino nella monarchia francese pre-rivoluzionaria. Era un'antica istituzione le cui origini sono oscure. La parola deriva dal latino basilica ("Palazzo reale"), edificio in cui nel Medioevo veniva effettuata la pratica legale. Originariamente, anche gli avvocati erano membri della corporazione, ma si costituirono in una corporazione separata nel 1344.

Più tardi, tra i chierici del Palazzo e i chierici dello Châtelet si formò un'associazione che venne riconosciuta nel 1303 da Filippo il Bello e ottenne privilegi particolari. L'assemblea dei chierici basochiens veniva chiamata «parlamento», ed eleggeva ogni anno un capo che assumeva il pomposo titolo di «re della basoche» il quale aveva una corte, dei grandi funzionari, uno stemma (tre scrittoi d'oro su uno sfondo azzurro); questo «re» effettuava la rassegna dei suoi sudditi ogni anno al Pré aux Clercs, e rendeva loro giustizia due volte a settimana. Nel XVI secolo, per ordine di Enrico III, essa dovette cambiare il nome "re della basoche" assunto dal loro capo, che da allora in poi si chiamò «cancelliere». Essa aveva anche il privilegio di allestire rappresentazioni teatrali quali soties, farces e moralités, della qual cosa fece abuso: la loro licenziosità spinse Francesco I a proibire queste rappresentazioni (1540).

I suoi poteri scemarono negli anni e, verso la fine, aveva ben poca autorità effettiva.

Venne abolita nella Rivoluzione francese con il decreto generale del 13 febbraio 1791.

In francese moderno, basoche è un termine peggiorativo per indicare la pratica legale in genere.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Rev. James Wood, The Nuttall Encyclopaedia - Being a Concise and Comprehensive Dictionary of General Knowledge, Londra, 1900.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Adrien Fabre, Études historiques sur les Clercs de la Basoche, 1856.