Bartolomeo Passante

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Bartolomeo Passante o Bassante (Brindisi, 1618Napoli, 1648) è stato un pittore italiano.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Bartolomeo Passante giunse a Napoli nel 1629 dove fu probabilmente allievo di Jusepe de Ribera (secondo la testimonianza del De Dominici), ma secondo i documenti rimasti dovette frequentare la bottega di un certo Pietro Beato, di cui sposò una nipote, Angela Formichella, nel 1636; "attratto da modelli più classicisti agli inizi degli anni Quaranta, mitigò il naturalismo riberiano adottando forme dai contorni più concisi, profili più netti, incarnati più levigati e panneggi leggermente raggelati nella loro preziosità pittorica, fino a raggiungere un approdo più accademico"[1]. Il suo stile quindi sembra distante dal Ribera (a dispetto dell'affermazione del de Dominici, che lo considera quasi un alter ego del maestro[2]), avvicinandosi piuttosto alla maniera di Massimo Stanzione e di Agostino Beltrano, col quale probabilmente condivise il discepolato presso il Beato.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

La Adorazione dei pastori al Museu de Arte de São Paulo

Due sono le opere firmate del Passante: la Adorazione dei pastori del Prado e uno Sposalizio mistico di Santa Caterina in collezione privata napoletana.

Per via stilistica gli vengono attribuiti il San Sebastiano curato dalle pie donne, già a Londra, la Sacra Famiglia con san Giuseppe dormiente in collezione privata (Causa), una grande Adorazione dei pastori in una chiesa svedese (forse la pala citata dal De Dominici nella chiesa di San Giacomo degli Spagnoli a Napoli, secondo Giuliano Briganti), una Santa Caterina d'Alessandria a Palazzo Madama di Torino e un Trionfo in collezione privata romana.

Da alcuni studiosi (Longhi 1969, Spinosa) è stato identificato in Bartolomeo Passante il cosiddetto Maestro dell'Annuncio ai pastori, attivo a Napoli nella metà del secolo: tale identificazione oggi non è più ritenuta plausibile, soprattutto in considerazione della breve vicenda artistica del nostro, morto a soli trent'anni (inizialmente si riteneva che Passante fosse vissuto oltre la metà del secolo, notizia smentita dal ritrovamento del documento di morte al 1648).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palazzo Madama, su palazzomadamatorino.it. URL consultato il 30 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2013).
  2. ^ "Bartolomeo Passante fu discepolo del Ribera, e sotto la sua direzione riuscì valentuomo, e tanto, che il maestro molto l'adoperava nelle molte richieste di sue pitture; e massimamente per quelle che doveano esser mandate altrove, ed in paesi stranieri: e questa è la cagione che poche opere sue si veggono esposte io pubblico, ma solamente in casa di alcuni particolari si ammirano varie storie sacre da lui dipinte, e mezze figure di Santi e di filosofi; perciocché egli di età ancor fresca morì di peste. Egli è così simile alle opere del Ribera, che bisogna sia molto pratico di lor maniera chi vuol conoscerlo: conciossiacché nel componimento e mossa delle figure, è simile al suo maestro, e più nel tremendo impasto del colore: come si può vedere dal bel quadro della Natività del Signore, situato sopra la porta della chiesa di S. Giacomo degli Spagnuoli, il quale è così eccellente, che sembra di mano del suo egregio maestro; e massimamente a' forestieri, da' quali vien creduto di mano del Ribera: nel quale però, da chi è intelligente dell'arte, si vede un carattere superiore, nel ricercato disegno, e nell'espression degli affetti; e più nell'esprimere la languidezza delle membra, nella decrepità dei suoi vecchi; nella qual parte si può dire che fu inarrivabile. Laonde di Bartolomeo sol diremo che fu valente scolaro di Giuseppe di Ribera, e che le opere sue sono stimate da' professori, quasi al pari del suo ammirabil maestro". De' Dominici, pag.145

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernardo De Dominici, Vite dei Pittori, Scultori, ed Architetti Napolitani (in 3 volumi), Stamperia del Ricciardi, Napoli 1742
  • Raffaello Causa, La pittura del Seicento a Napoli dal naturalismo al barocco, in Storia di Napoli, Napoli 1972, pp. 974;
  • Nicola Spinosa, Bartolomeo Bassante. Santa Caterina d'Alessandria, in Civiltà del Seicento a Napoli, catalogo della mostra, Napoli 1984, scheda n. 2.5, p. 189;
  • Giuliano Briganti, Bartolomeo Bassante (?). Santa Caterina d'Alessandria, in G. Romano (a cura di), Da Biduino ad Algardi. Pittura e scultura a confronto, Torino 1990, scheda n. 13, pp. 154-157;
  • Ferdinando Bologna, Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, Napoli 1991, scheda n. 2.90, pp. 321-322;
  • Francesco Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale, IV: Il secolo d'oro, Roma 2002, pp. 77-79.
  • Giuseppe Porzio, La Scuola di Ribera : Giovanni Dò, Bartolomeo Passante, Enrico Fiammingo, Napoli, Arte'm, 2014.

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