Baloristan

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Balawaristan.jpg
« Bolor è un regno nel nord dell'Indo, a sud-est di Pamir, ricco di minerali ... »
(Handbook of Chinese Buddhism Being Sanskrit-Chinese Dictionary Ernest J. Eitel)

Baloristan or Balawaristan fu stata una regione in Pakistan, che costituiva la regione di Baltistan, Ladakh, Gilgit, Chitral e Kohistan.[1]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola Balor o Balawar significa montanaro, si ritiene che la parola sia venuto da "bala" che significa alto o superiore, e così balawaristan significa "terra dei montanari".

Faxian, storico cinese riferisse esso come "pololo." Lo storico arabo menziona "blore". [2][3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, la regione di Baltistan si chiamava "Balor maggiore", dove il Dardistan ed i parti del Brushal (i.e. valle di Gilgit) si chiamavano "Balor minore". Il "Balor maggior" mandava l'ambasciatoro nella reggia di impero cinese.[4]

Mahabharata, la scrittura sacra indù menziona palolo o patola come terra di daradas, narra il viaggio dell'eroe indù Arjuna lungo l'indo ed al regno di Gilgit durante la sua campagna militare per raccogliere tributo allo sacrificio di Rajasuya del re Yudhisthira.

Il dizionario cinese descrive bolor o pololo come regno nel nord dell'Indo, a sud-est di Pamir, ricco di minerali.

I popoli di questa regione, nonostante appartenenti a diverse etnie, sono stati storicamente chiamati balawar or balor, il che significa i montanari, un riferimento alle altitudini è prevalente nella questa regione.[5]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ James Minahan, Encyclopedia of the Stateless Nations, Greenwood, Londra, p. 242.
  2. ^ Minahan James, Ethnic groups of South Asia and the Pacific, Santa Barbara, 2012, p. 19.
  3. ^ The Other Kashmir, IDSA, 2014.
  4. ^ Amanullah Khan, Gilgit-Baltistan: A Diputed Territory or A Fossil of Intrigues?, 1999, p. 22.
  5. ^ Martijn van Beek, Kristoffer B. Bertelsen e Poul Pedersen, Recent Research on Ladakh, Aarhus University Press, 1999, pp. 414.