Bagni San Filippo

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Bagni San Filippo
frazione
Bagni San Filippo – Veduta
La cascata della balena bianca
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Siena-Stemma.svg Siena
ComuneCastiglione d'Orcia-Stemma.png Castiglione d'Orcia
Territorio
Coordinate42°55′48″N 11°42′05″E / 42.93°N 11.701389°E42.93; 11.701389 (Bagni San Filippo)Coordinate: 42°55′48″N 11°42′05″E / 42.93°N 11.701389°E42.93; 11.701389 (Bagni San Filippo)
Altitudine524 m s.l.m.
Abitanti91 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale53023
Prefisso0577
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagni San Filippo
Bagni San Filippo

Bagni San Filippo è una frazione del comune di Castiglione d'Orcia in provincia di Siena, alle pendici del Monte Amiata.

Storicamente nota per le sue acque curative, Bagni San Filippo ha uno stabilimento termale dotato di piscina e centro benessere e un'area libera, chiamata Fosso Bianco, un torrente immerso nel bosco dove confluiscono diverse sorgenti di acqua calda in un susseguirsi di “pozze” (vasche) dove è possibile fare il bagno tutto l’ anno e ammirare le particolari concrezioni di carbonato di calcio, che per le suggestive forme hanno ispirato diversi nomi come "La balena bianca".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Già noti ai Romani, i Bagni San Filippo si trovano in una zona di grande interesse paesaggistico e naturalistico. I Bagni furono ristrutturati nel 1566 per volontà di Cosimo I de' Medici. Nel tempo furono frequentati da illustri personaggi appartenenti alla famiglia de' Medici, come Lorenzo il Magnifico, che vi si recò nel 1485, e il Granduca Ferdinando II, che tentò, nel 1635, di liberarsi da un persistente "mal di capo".[1]

Delle acque fu compiuta una prima analisi chimica, alla fine del Settecento, da Giorgio Santi. Nell'Ottocento, Antonio Targioni Tozzetti le studiò accuratamente, mentre Giuseppe Giuli, dopo averne steso una descrizione chimica, ne valutò le proprietà terapeutiche.

Il nome del paese deriva dalla chiesetta dedicata a San Filippo Benizi, che, si narra, si fermò qui in eremitaggio nel 1269. In quell'anno, in occasione del conclave di Viterbo che si era riunito per eleggere il successore di Clemente IV, sembra si sia ventilata l'ipotesi di elevare Filippo Benizi al soglio pontificio. Secondo la tradizione fu per sfuggire alla carica che Filippo avrebbe fatto perdere le proprie tracce rifugiandosi in eremitaggio nei boschi alle pendici dell'Amiata. Riguardo alla leggenda che vuole sia stato il santo fiorentino a far sgorgare miracolosamente le acque termali di Bagni San Filippo, queste erano certamente conosciute già dai Romani.[2]

Nel secolo XIII Restoro d'Arezzo, nella sua Composizione del Mondo, aveva sottolineato la particolarità di questo tipo di acque: «E già sono issuti monti, li quali erano tutti bianchi, quasi come neve, li quali erano fatti d'acqua, la qual facea pietra; e segno di ciò si era, che l'acqua uscia a sommo quelli monti, e vegnendo giù spargendosi d'attorno quelli monti, quella acqua si struggea facendosi pietra, e crescea sempre il monte. E nella sommitade d'uno di quelli monti era uno bagno d'acqua calda: nella quale noi ne bagnammo, e i nostri capelli, i quali stavano nell'acqua, vi si poneva pietra d'attorno, come la cera allo stoppino per fare candela».

La proprietà di cementazione delle acque fu utilizzata, verso la metà del Settecento, da Leonardo De Vegni che inventò una tecnica, detta "plastica dei tartari", con la quale riuscì a realizzare vari oggetti artistici. Per la loro produzione, nel 1766, De Vegni istituì un'apposita fabbrica, assai apprezzata dal Granduca Pietro Leopoldo.[3]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Bagni San Filippo, su www.bagnisanfilippo.eu. URL consultato il 12 maggio 2018.
  2. ^ (EN) Bagni San Filippo, su www.bagnisanfilippo.eu. URL consultato il 12 maggio 2018.
  3. ^ (EN) Bagni San Filippo, su www.bagnisanfilippo.eu. URL consultato il 12 maggio 2018.

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