Bacco fanciullo

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Bacco fanciullo
Giovanni bellini, Young Bacchus.jpg
AutoreGiovanni Bellini
Data1505-1510[1]
Tecnicaolio su tavola trasferita su tela
Dimensioni50×39[1] cm
UbicazioneNational Gallery of Art, Washington

Il Bacco fanciullo è un dipinto a olio su tavola trasferito su tela (50x39cm)[1] di Giovanni Bellini, databile tra il 1505 e il 1510[1] e conservato nella National Gallery of Art di Washington.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il dipinto fa parte dell'ultima fase produttiva dell'artista, quella in cui abbracciò le novità del tonalismo di Giorgione. Conosciuto dal XIX secolo, quando si trovava nelle collezioni di Frederick Richards Leyland a Londra, era anticamente attribuito a Marco Basaiti. Passò per diverse mani, fino a quando nel 1927 venne ceduto ai Duveen Brothers, che lo portarono negli Stati Uniti e nel 1949 lo fecero acquistare a Samuel H. Kress. Nel 1961 venne poi donato alla galleria.

L'identificazione del soggetto risale a Gronau (1930) e probabilmente si rifaceva a quel "Bacchetto con un vaso in mano" che Ridolfi citò come opera di Giorgione in casa di Bartolo Delfino a Venezia, a metà del Seicento. Shapley (1979) legò la raffigurazione a una metafora del solstizio d'inverno, basata su una lettura dei Saturnalia di Macrobio, stampati e commentati in epoca umanista. Infatti Bacco, quale dio agricolo, veniva spesso invecchiato col passare delle stagioni, come il nuovo anno che all'inizio è bambino e sul finire è vecchio.

Forte è la somiglianza del soggetto con il Bacco nel Festino degli dei, che lega sicuramente le due opere in un arco cronologico breve, forse derivate da medesimi studi sul soggetto.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

In un paesaggio il giovane Bacco è raffigurato seduto su una roccia, con in mano una brocca di metallo. Tipico attributo è la ghirlanda di foglie di vite, che tiene in fronte. La posa molle e apparentemente scomposta rimanda agli effetti del vino.

È sorprendente l'apertura dell'anziano artista, ormai quasi novantenne, alle novità del tonalismo di Giorgione e Tiziano, nonché al senso profano del soggetto, così raro nella sua produzione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d The Infant Bacchus, National Gallery of Art. URL consultato il 31.08.2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mariolina Olivari, Giovanni Bellini, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007. ISBN 888117099X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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