B Corporation (certificazione)

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La certificazione B Corporation® (o B Corp®) è una certificazione rilasciata alle aziende da B Lab, un ente non-profit americano. Per ottenere e mantenere la certificazione, le aziende devono raggiungere un punteggio minimo su un questionario di analisi delle proprie performance ambientali e sociali e integrare nei documenti statutari il proprio impegno verso gli Stakeholder. Il costo annuale della certificazione di B Lab varia tra i 500 € ed i 25.000 €.[1] Ad ottobre 2017 esistono 2263 B Corp® certificate in 130 settori e oltre 50 paesi diversi.[2] Di cui 54 in Italia, che è il primo paese in Europa per numero di B Corp®. In Italia, dove per iniziativa del movimento delle B Corp® è stata introdotta dal 1º gennaio 2016 la forma giuridica di Società Benefit, le B Corp® certificate sono tenute a modificare il proprio statuto e trasformarsi in Società Benefit entro due o quattro anni dalla loro certificazione per rimanere certificate.

Scopo[modifica | modifica wikitesto]

Lo scopo del movimento globale delle B Corp® è fare in modo che la performance ambientale e sociale delle aziende sia misurata in maniera tanto solida quanto i risultati economici. La certificazione B Corp® è uno standard riconosciuto da una terza parte che richiede alle aziende di rispettare elevate performance di sostenibilità sociale e ambientale e di rendere trasparente pubblicamente il punteggio ottenuto attraverso il protocollo B Impact Assessment, che è lo standard di misura di impatto più diffuso al mondo, adottato da oltre 60.000 aziende in oltre 50 paesi. La certificazione B Corp® si applica all'intera azienda, comprende tutte le linee di prodotto o servizio e tutte le aree aziendali. Qualsiasi azienda è potenzialmente ammissibile per la certificazione.

Vantaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ottenere un benchmark delle proprie performance ambientali e sociali rispetto alle altre aziende
  • Accedere a convenzioni, sconti e campagne globali per l'azienda e per i dipendenti.[1]
  • Per l'azienda è più facile ottenere la certificazione B Corp® rispetto ad ottenere lo stato giuridico di Benefit corporation ove esistente
  • Differenziarsi sul mercato
  • Attrarre talento
  • Avere accesso a tecnologie e competenze
  • Risparmiare e migliorare i risultati economici
  • Attrarre investimenti
  • Proteggere la missione aziendale

Svantaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • La valutazione di B Lab e i dati forniti non sono interamente pubblici, ma lo è solo una sintesi sui risultati delle aree di impatto valutate e il punteggio numerico finale.
  • Alcune aziende trovano il questionario rigoroso e difficile da completare e soddisfare.[2] Comunque più di 60.000 aziende in oltre 50 paesi hanno completato il B Impact Assessment,[3] ovvero il primo step per la certificazione.[4]

Distinzione da Benefit Corporation[modifica | modifica wikitesto]

  • La certificazione B Corp® è emessa da un'organizzazione privata (B Lab) e non ha valenza di legge[5] diversamente dallo stato giuridico di Benefit Corporation conferito dalla legislazione americana e da quella italiana come Società Benefit dal 1º gennaio 2016.
  • Per ottenere la certificazione B Corp® non è necessario ottenere lo stato giuridico di Benefit Corporation o Società Benefit, tuttavia per mantenerla se la legge in materia è disponibile l'azienda si deve trasformare in Società Benefit entro 2 o 4 anni dalla data di prima certificazione.[5]
  • Lo stato giuridico di Benefit Corporation è stato approvato in 33 paesi americani, incluso il Delaware e in Italia, primo Stato sovrano al mondo ad approvare la forma giuridica di Società Benefit.[6]

Processo di Certificazione[modifica | modifica wikitesto]

Questionario di analisi delle performance[modifica | modifica wikitesto]

Per ottenere la certificazione l'azienda completa il questionario B Impact Assessment: uno strumento di analisi on-line, gratuito e confidenziale. Le aziende che raggiungono il punteggio minimo di 80 punti su 200 sono sottoposte a verifica tramite un processo di validazione. Per proseguire e ottenere la certificazione le aziende devono produrre la documentazione di supporto.

Lo strumento copre tutti gli ambiti dell'azienda e misura gli impatti positivi nelle aree di governance aziendale, risorse umane, comunità, ambiente oltre al prodotto o servizio offerto[7]. Fornisce indicazioni utili sulla performance economica, sociale e ambientale dell'azienda, anche senza avviare il processo di certificazione. L'azienda che attraverso il proprio modello di business riduce problemi ambientali o sociali viene premiata per le aree di impatto di maggior rilievo (governance aziendale, risorse umane, comunità, ambiente).[8] A seconda del settore, della posizione geografica e del numero di dipendenti il questionario on-line regola i coefficienti delle domande per aumentare o diminuire la loro rilevanza. Per esempio, le aziende con più dipendenti avranno un coefficiente più pesante nella categoria risorse umane e aziende del settore manifatturiero avranno un coefficiente più pesante nella categoria ambiente.

Lo standard di certificazione B Corp® opera in base a principi di indipendenza, completezza, comparabilità, dinamicità e trasparenza.[9] B Lab ha un Consiglio indipendente che può decidere autonomamente, con o senza il supporto di B Lab.[8] Da maggio 2014, 28 dei 30 membri hanno reso pubblica la loro appartenenza aziendale.[10] Il Consiglio suggerisce miglioramenti del questionario su base biennale seguito da una fase di consultazione pubblica di 30 giorni che precede il rilascio di una nuova versione.[8] Attualmente il questionario è alla sua quinta versione.[11] Il questionario è disponibile in Italiano, Inglese, Francese, Spagnolo e Cinese.

Requisiti legali[modifica | modifica wikitesto]

La certificazione richiede alle aziende di integrare il proprio impegno verso gli stakeholder nei documenti statutari. Negli Stati Uniti le modalità per le modifiche statutarie variano a seconda dello Stato in cui sono incorporate. Molti stati hanno ora la possibilità di adottare la struttura giuridica di benefit corporation, che soddisfa anche i requisiti di B Lab per la certificazione B Corp®.[12] Le modifiche ai documenti statutari includono:

  • La dichiarazione esplicita nell'atto costitutivo o nello statuto di: "prendere in considerazione gli interessi degli stakeholder.[12]
  • Definire gli "stakeholder" come i dipendenti, la comunità, l'ambiente, i fornitori, i clienti e gli azionisti.[12][13]
  • Nessuna gerarchia degli "stakeholders" uno rispetto all'altro.[14]
  • Garantire che i valori aziendali possano essere mantenuti nei cambi di management, di proprietà o degli investitori.[12][15]

La certificazione B Corp® permette la segretezza dello statuto.

Adozione Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

A ottobre 2017 ci sono 2263 B Corp® certificate in 130 settori e oltre 50 paesi, inclusa l'Italia, dove se ne contano 54, Canada, Australia, Sud Africa e Afghanistan.[16] La comunità più attiva fuori dagli Stati Uniti è il Sistema B.[17] Dal 2012 Sistema B è stato l'equivalente del movimento B Corp® per l'America Latina, includendo Argentina, Brasile, Cile e Colombia[18] e ha adattato le metriche di valutazione al contesto di ciascun paese. B Lab sta supportando Sistema B anche nell'introduzione dello stato giuridico di benefit corporation nei sistemi legislativi locali.[19] Nel 2013 è nato B Lab Europe e attualmente in Europa ci sono oltre 250 B Corp® certificate di cui 54 in Italia: Fratelli Carli (Olio d'oliva e prodotti gastronomici, la più grande B Corp Europea), Alessi (Design italiano per la casa), Nativa (Innovazione sostenibile e prima B Corp® in Italia), Treedom (Sistemi di compensazione energetica) e D-Orbit (Sostenibilità nel settore spaziale).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Save Money and Access Services, B Lab. URL consultato l'11 settembre 2013.
  2. ^ Performance Requirements, B Lab. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  3. ^ Businesses Measure What Matters, B Lab. URL consultato il 9 gennaio 2014.
  4. ^ Badger, B Lab. URL consultato il 16 maggio 2014.
  5. ^ a b What Are B Corps, B Lab. URL consultato il 16 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2014).
  6. ^ Ariel Schwartz, Delaware Just Made It A Whole Lot Easier For Socially Responsible Companies To Exist, Fast Company & Inc., 23 luglio 2013. URL consultato l'11 settembre 2013.
  7. ^ Network for Business Innovation and Sustainability, B Corporations, Benefit Corporations and Social Purpose Corporations: Launching a New Era of Impact-Driven Companies (PDF), NBIS, October 2012, p. 2.
  8. ^ a b c GIIRS Governance, B Lab. URL consultato l'11 settembre 2013.
  9. ^ AB 361 Assembly Bill - BILL ANALYSIS, California State Assembly. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  10. ^ Standards Advisory Council, B Lab. URL consultato l'11 settembre 2013.
  11. ^ Corporate Social Responsibility Comes In Many Flavors, Some Not So Tasty, NonProfit Times Publishing Group.
  12. ^ a b c d Corporation Legal Roadmap, B Lab. URL consultato l'11 settembre 2013.
  13. ^ See Boatright (2006) and Johnstone and Lionais (2004).
  14. ^ OLR Backgrounder: Social Enterprise and the Benefit Corporation, State of Connecticut, Office of Legislative Research.
  15. ^ See Lencioni (July 2002).
  16. ^ B Corporation: Welcome, B Lab. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  17. ^ The double bottom line: Profit and social benefit, Business Horizons.
  18. ^ Manuel Antonio Camacho, In Just a Few Months, Sistema B (AKA: B Corp) Finds Fertile Ground for Social Enterprises in Latin America, NextBillion.net, 15 agosto 2012. URL consultato l'11 settembre 2013.
  19. ^ Melissa Ip, B Lab and Sistema B Partner to take B Corps Global, Social Enterprise Buzz, 26 settembre 2012. URL consultato l'11 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rae André, Assessing the Accountability of the Benefit Corporation: Will This New Gray Sector Organization Enhance Corporate Social Responsibility?, in Journal of Business Ethics, vol. 110, nº 1, 2012, pp. 133–150, DOI:10.1007/s10551-012-1254-1.
  • John R. Boatright, What’s Wrong—and What’s Right—with Stakeholder Management (PDF), in Journal of Private Enterprise, vol. 21, nº 2, 2006, pp. 106–130.
  • Kevin E. Davis, Angelina Fisher, Benedict Kingsbury e Sally Engle Merry (a cura di), Governance by Indicators: Global Power through Classification and Rankings, Oxford University Press, 2012, ISBN 978-0-19-965824-4.
  • Michael R. Deskins, Benefit Corporation Legislation, Version 1.0—A Breakthrough in Stakeholder Rights?, in Lewis and Clark Law Review, vol. 15, 2011, p. 1047.
  • Harvey Johnstone e Doug Lionais, Depleted communities and community business entrepreneurship: revaluing space through place, in Entrepreneurship & Regional Development, vol. 16, nº 3, 2004, pp. 217–233.
  • Christopher Lacovara, Strange Creatures: A Hybrid Approach to Fiduciary Duty in Benefit Corporations, in Columbia Business Law Review, 2011, pp. 815–880. *
  • Patrick M. Lencioni, Make Your Values Mean Something (PDF), in Harvard Business Review, July 2002.
  • Dana Brakman Reiser, Benefit Corporations—A Sustainable Form of Organization?, in Wake Forest Law Review, vol. 46, 2011, p. 591. (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2014).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]